Non arrivano buone nuove dal fronte alcolismo. Una piaga vera e propria che rischia di estendersi sempre più, toccando fasce di età sempre più basse.
La Società italiana di alcolismo, che studia il fenomeno, riporta un dato a dir poco allarmante di una indagine svolta di recente su un campione di 1500 ragazzini liguri di età compresa tra i 12 e i 13: il 77,3% ha affermato di aver bevuto sostanze alcoliche almeno una volta. E, cosa che deve fare riflettere, 2/3 di questi ha assaggiato l’alcol in famiglia. Addirittura tra questi, 45 bambini hanno solo 5 anni!
In realtà il dato, se ci pensiamo bene, non dovrebbe stupirci. Ad “aggredire” i bambini e i ragazzi sono sempre gli adulti, principalmente con i loro comportamenti colpevolmente diseducativi. Laddove non si conosce il problema, è ovviamente più facile che questo si presenti.
L’alcol fa parte della tradizione culinaria e alimentare italiana, in molte famiglie non c’è alcuna percezione del fatto che si tratti di sostanza potenzialmente in grado di creare tossicodipendenza. A questo si aggiunga il fatto che, mentre le droghe sono vietate, l’alcol non lo è, quindi l’accesso ad esso è anche psicologicamente poco protetto. I divieti a vendere alcolici a minori di 16 anni non bastano infatti a scoraggiare i ragazzi, figuriamoci dove non c’è percezione del problema in famiglia.
Dei 1160 ragazzini che hanno assaggiato una volta bevande alcoliche ben il 42,6% (più maschi che femmine) ha proseguito a bere con regolarità, ben il 21% tutte le settimane.
Un altro dato allarmante riguarda la consapevolezza del rischio connesso alla assunzione di alcolici. Il 64,4% ritiene infatti che se si beve poco si può tranquillamente guidare il motorino; il 20,6% ritiene che bere moderatamente può far bene.
In questo come dubitare degli effetti culturali negativi che producono le campagne pubblicitarie sulle bevande alcoliche?
Anche perché sono ben il 32,6% del campione intervistato quelli che passano 1-2 ore al giorno davanti alla tv, a cui si aggiunge un 26,3% che arriva a tre ore e un altro 20,3% che tocca le 4 ore.