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17 ago 2011

Investimento più redditizio? Fare il parlamentare!

Parlamentari italiani... ci lanciano un messaggio?
Se pensate di investire le vostre risorse e volete correre pochi rischi, pensate ad un portafoglio ben diversificato, titoli di stato, azioni, obbligazioni, oro e… una legislatura nel Parlamento italiano.
Non ci avevate mai pensato, ma è meglio investire i migliori anni in attività politica e di lobbing, se siete bravi e riuscite a finire in Parlamento è fatta. Non dovrete più lavorare per tutta la vita. La casta è un investimento.
Il diritto al vitalizio per deputati e senatori scatta dopo soli 5 anni di mandato; considerate anche che i contributi da pagare sono minimi e che la pensione è incassabile anche prima del cinquantesimo anno d’età.
In Italia ci sono 2.308 tra ex deputati ed ex senatori che manteniamo tutti i mesi pagando loro pensioni che sfiorano anche i 7000 euro. Aggiunte le reversibilità si arriva a 3.356 vitalizi, che al contribuente costano quasi 200 milioni di euro ogni anno (61 ai senatori e i restanti 138 ai deputati).
Una inchiesta sulla Casta parlamentare dell’Espresso ha pubblicato tutti i loro nomi, ci sono politici di lunga ed onorata carriera, altri meno. Molti nomi sono ai più sconosciuti, altri invece no, eccone alcuni, presi dalla lista.

ABETE GIANCARLO        4277 €, presidente della Federazione Italiana Giuoco Calci
BENETTON LUCIANO    2345 €, in carica solo due anni per lo scioglimento anticipato della legislatura
BERSANI GIOVANNI    6058 €, tra i fondatori del Movimento Cristiano Lavoratori, vice-presidente delle ACLI, deputato per sei legislature e senatore per una. Fu sottosegretario al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale nel Governo De Gasperi VII, Membro del Parlamento europeo dal 1960
BERTINOTTI FAUSTO    5305 €

13 lug 2011

Per la poltrona e il conto in banca

Non sempre i pezzenti sono i morti di fame con le pezze sul sedere. I pezzenti morali sono peggio e talvolta vestono Prada. Hanno auto di lusso e un paio di stipendi lauti a cui mai rinunciare, nemmeno quando il paese è al tracollo.
Nel nostro paese di pezzenti morali ce n’è come dappertutto, un gruppo di questi usiamo chiamarlo “la Casta”, tutti sappiamo a chi ci riferiamo. A quei politici e portaborse ammanicati che alla missione politica hanno sempre preferito quella degli affari e che sanno che con una poltrona di sindaco e una di onorevole gli affari si fanno molto bene. Naturalmente sulla pelle del Paese.
I parlamentari si sono compattamente schierati sempre per evitare riduzioni di stipendi e vitalizi. La notizia non fa più scalpore. O quasi. Quella di oggi sì.
La news è questa: nel Pdl è in atto una raccolta delle firme per reclamare contro la manovra che sarà votata al Senato e che colpisce alcuni ordini professionali (avvocati e notai).
“Fino a quando non verrà tolta la norma che abolisce gli ordini professionali, noi il testo - dice un avvocato del Pdl - non lo voteremo mai dovesse anche cadere Tremonti”.
Cioè i parlamentari Pdl che sono avvocati voterebbero contro:
Ma anche un'altra norma è nel  mirino, quella che renderebbe inconciliabile l'incarico di parlamentare con quello di sindaco o di presidente di provincia.
“E state pur certi che anche quella norma deve saltare se vogliono che votiamo la manovra”.
Il ministro della Difesa Ignazio La Russa è avvocato e guarda caso…:

“Da avvocato ritengo che sia una norma che merita un approfondimento ulteriore. Non mi sembra materia da inserire in un decreto. Ritengo che la protesta degli avvocati  non sia affatto irragionevole”.
Ma i parlamentari del Pdl sono in ansia anche per  un emendamento sottoscritto dai capigruppo dell'opposizione Pd, Idv e Udc al Senato che prevede l'equiparazione degli stipendi di deputati e senatori a quelli di pari grado in Europa e mutamenti nei vitalizi.
Le corporazioni insomma si difendono. I privilegiati che occupano due poltrone e lucrano due stipendi (certo non fanno il lavoro di due persone) si irrigidiscono. La cosa oscena è che alzano la voce i parlamentari che sostengono quel governo che propone questa manovra, e per interessi personali sono disposti a fare cadere il governo stesso mettendo il Paese alle strette.