Si è discusso, a dire il vero non abbastanza, ma è di poche settimane fa il dibattito sulla privatizzazione dell'acqua, scelta che il referendum di giugno ha respinto.
E mentre qui discutiamo legittimamente di questo, ben 11 milioni di persone sono quotidianamente senza acqua. In Etiopia, Somalia, Kenya e Sud Sudan negli ultimi due anni le piogge sono state assai scarse e oggi la peggiore siccità degli ultimi 60 anni sta privando di cibo e acqua milioni di persone.
Si tratta di un disastro umanitario che coinvolge più del doppio delle persone colpite dal terremoto di Haiti del 2010 e un numero circa 20 volte superiore a quelle coinvolte nel recente tsunami in Giappone.
I media non ne parlano, sono rumnori lontani che non debbono turbare le nostre giornate, no fanno notizia, non vendono giornali.
AGIRE sta invece lottanto affinchè questi uomini, donne e bambini arrivino vivi alla prossima stagione delle piogge. AGIRE ha lanciato un appello di emergenza a cui hanno aderito 9 delle sue organizzazioni non governative gia' presenti nei paesi colpiti. ActionAid, Amref, AVSI, CESVI, COOPI, CISP, InterSos, Save the Children e VIS stanno lavorando per portare cure mediche e assistenza, razioni di cibo, alimenti altamente proteici per bambini e acqua potabile in Etiopia, Kenya, Somalia e Sud Sudan.
Ecco come contribuire:
- In posta
c/c n. 85593614
intestato a AGIRE onlus
via Aniene 26/A 00198 Roma
- In banca
IBAN: IT 79 J 03359 01600 100000060696
Causale Emergenza Africa
- Carta di credito
chiama il numero verde
800.132.870
Il sito di AGIRE: www.agire.it
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20 lug 2011
15 apr 2011
Tartaruga adotta... cucciolo di ippopotamo
Solo la natura sa fare miracoli come questi, rendendoci, se vogliamo, anche un bell’insegnamento che chiamiamo “integrazione”.
La storia non è di oggi ma vale la pena di raccontarla.
Succede in Kenia dopo che le spiagge della nazione africana vengono colpite dallo tsunami. Un baby ippopotamo sopravvissuto alla furia delle onde anomale e rifugiato in un parco al porto di Mombasa, ha stabilito un forte legame con… una tartaruga, un maschio di tartaruga per la precisione, che lo ha di fatto adottato.
Il baby ippopotamo - che si chiama Owen e pesa 300 kg - ha trovato un nuovo papà insomma. Forse dovremmo dire un nuovo nonno, visto che la tartaruga ha 100 ann. Racconta l’ecologista Paula Kahumbu, del Lafarge Park:
La storia non è di oggi ma vale la pena di raccontarla.
Succede in Kenia dopo che le spiagge della nazione africana vengono colpite dallo tsunami. Un baby ippopotamo sopravvissuto alla furia delle onde anomale e rifugiato in un parco al porto di Mombasa, ha stabilito un forte legame con… una tartaruga, un maschio di tartaruga per la precisione, che lo ha di fatto adottato.
Il baby ippopotamo - che si chiama Owen e pesa 300 kg - ha trovato un nuovo papà insomma. Forse dovremmo dire un nuovo nonno, visto che la tartaruga ha 100 ann. Racconta l’ecologista Paula Kahumbu, del Lafarge Park:
“E’ incredibile, un ippopotamo di meno di un anno di vita ed un esemplare di tartaruga di 100 anni che sembra contento di fargli la balia. Dopo avere perso la mamma, il cucciolo è rimasto traumatizzato e ha dovuto cercarsi un surrogato di mamma. Ha trovato la tartaruga, ora nuotano, mangiano e dormono assieme. Owen segue la tartaruga come seguiva la sua mamma. E se qualcuno si avvicina con fare minaccioso alla tartaruga, Owen diventa aggressivo.
Gli ippopotami sono animali socievoli, i cuccioli stanno solitamente quattro anni con la mamma dopo la nascita”.
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1 lug 2010
Sud Africa, la povertà degli Afrikaner
La povertà non guarda in faccia a nessuno, e il colore della pelle non garantisce di evitarla. La povertà è una condizione umana.
Quando si parla di povertà in Africa vengono in mente le bidonville di Nairobi o i ghetti del Sud Africa come Soweto. In Sud Africa la maggioranza indigena dei colored costituisce la grande maggioranza dei poveri del Paese, e siamo abituati a pensare che la comunità bianca non sia afflitta da questa piaga. Le immagini di questi villaggi ci mostrano che non è così. Negli ultimi 15 anni i bianchi che vivono in condizione di povertà sono cresciuti ed ammontano a circa 450.000, un decimo della popolazione bianca. Poveri come quelli che vivono in accampamenti di camper come Coronation Park.
Quando si parla di povertà in Africa vengono in mente le bidonville di Nairobi o i ghetti del Sud Africa come Soweto. In Sud Africa la maggioranza indigena dei colored costituisce la grande maggioranza dei poveri del Paese, e siamo abituati a pensare che la comunità bianca non sia afflitta da questa piaga. Le immagini di questi villaggi ci mostrano che non è così. Negli ultimi 15 anni i bianchi che vivono in condizione di povertà sono cresciuti ed ammontano a circa 450.000, un decimo della popolazione bianca. Poveri come quelli che vivono in accampamenti di camper come Coronation Park.
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| (foto: Finbarr O'Reilly via boston.com) |
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