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30 ott 2011

Come è nato l'amore?

Ho trovato in rete un bel cortometraggio animato,  "Invention of Love", firmato da Andrey Shushkov, giovane regista russo (è del 1986) diplomato alla Università d'arte e cultura di San Pietroburgo.
"Sin dall'infanzia mi ha sempre interessato ogni cosa. Durante l'adolescenza ho capito che mi satrebbe piaciuto narrare storie"
"Invenzione dell'amore" è la descrizione poetica in immagini animate che racconta come nasce l'amore.
Un controluce onirico un po' chagalliano, ombre che si stagliano nette e si muovono tratteggiando i meccanismi del cuore.
Delicato, intimo e nel contempo evocatore di una certa inquietudine.
Vi piace?

4 dic 2010

Guerra, donne, vita

Agosto 1950, rifugiata sudcoreana in fuga da Pohang
Immagini di una guerra minore, quella che negli anni ’50 si compì in Corea, inedite, rese pubbliche dall'esercito e dalla marina Usa attraverso i National Archives. Una guerra che nemmeno si studia sui libri di storia, non c’è oggi motivo alcuno di scalpore.

A me la guerra fa sempre effetto. Mi turba sebbene non l’abbia mai vissuta né sfiorata. Perché la guerra è  - oltre che orrore e sofferenza - stravolgimento di ogni certezza, abitudine, legame. Tutto diventa forse.
Di tutte le immagini che ho sfogliato, ho scelto quella che più di ogni altra mi evoca la guerra. Quella che della guerra mi dà la sensazione più satura. Non è l’immagine di un fucile, di un ferito, di un filo spinato, ma l’immagine di una donna. Giovane. Una donna qualsiasi, una popolana. Una donna per tutte le donne.

Le donne nella guerra apparentemente sono l’estraneo in un mondo di forza mascolina e violenza. Sono l’altrove.
Invece per me sono il centro ferito del mondo in guerra. La guerra si consuma attorno, anormale, foriera di lutti. Attorno alla vita indifesa di una mamma, una moglie.
Madri che perdono figli, compagne che soffrono la separazione dai propri uomini, che subiscono gli oltraggi dei vincitori, che consolano soldati e tamponano ferite. Ma anche la vita che continua, magari sola, nelle retrovie o a migliaia di chilometri di distanza, nell’attesa del ritorno, nella solitudine, nell’abbraccio protettivo e consolante per i bambini senza padri per un mese, un anno o sempre.
E speranza anche, amore, rigenerazione, futuro. Vita insomma.

Marinetti  disse che “la guerra sta all'uomo come la maternità alle donne”, ma se le donne si occupassero di politica la mediazione vincerebbe sul remoto bisogno dell’uomo di risolvere la contesa con la morte.

2 gen 2010

Tu sei unico e speciale! Tutti lo siamo...

"Tu sei unico e speciale!"
E' così, ma quante volte ci ricordiamo di esserlo? Quante volte ci hanno fatto sentire così durante la nostra infanzia e anche in seguito?
Oggi ci sentiamo speciali?
Guardiamo i bambini, guardiamoli davvero e scopriamo la loro unicità. Rispettiamola.
Invitiamoli a cercare le proprie qualità, a valorizzarle, ad accettare i propri limiti, a non arrendersi. Questo accrescerà un aspetto fondamentale nella vita di ogni persona: l'autostima.
E invitamoli anche a dichiararsi, a spendersi, per sè e per gli altri. A non chiudersi in un mutismo egoistico ed autoreferenziale. Proteggiamo dalla deriva dell'avere e del sembrare, solo chi saprà essere se stesso, infatti, godrà appieno de tesori della vita.

Tutti siamo speciali, ricordiamoci di dire ciò che proviamo a chi amiamo.



Se volete trasmettere il link a questo post fatelo: assomiglia ad una banale catena di S. Antonio, in fondo è un passaparola con un buon consiglio dentro.