Visualizzazione post con etichetta finanza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta finanza. Mostra tutti i post

15 ott 2011

Grisù e gli Indignati

Oggi come non mai negli ultimi 40 anni il presente dei giovani è davvero precario e il futuro un buco nero in fondo al tram, come dice in "Io e te" in una vecchia canzone Enzo Jannacci, che canta di vite senza prospettive.
I nostri ragazzi sono tanti "io e te" con prospettive inquietanti.
Oggi scendono in piazza con gli indignati, che attenzione, non sono una fazione che protesta, ma un moto popolare di rivolta morale, gente stomacata, non solo preoccupata.
E’ da lì, dal profondo, dallo stomaco che bisogna partire per rifondare questa società malata e manovrata da potentati che si arricchiscono senza limite e senza senso (a che giovano tante ricchezze?), spinti da una egocentrica e malata sete di potere personale, dove il sentirsi potenti e giudici del destino degli altri regala una adrenalinica emozione.
Gli indignati scendono in piazza contro i banchieri, contro la finaza speculatrice.
Oggi trovano uno strano alleato, inatteso,  il governatore della Banca d'Italia e prossimo presidente della Bce, Mario Draghi:
"Se siamo arrabbiati noi per la crisi, figuriamoci loro che sono giovani, che hanno venti o trent'anni e sono senza prospettive".
Lui, nel mirino dei "Draghi ribelli", quelli dei pupazzoni di Draghi gonfiabili,  Dice:
"Se la prendono con la finanza come capro espiatorio. Ma li capisco: hanno aspettato tanto... Noi, all'età loro, non lo abbiamo fatto". “L'urgenza della crescita deriva non solo dagli effetti positivi che ne scaturirebbero sulla finanza pubblica, ma soprattutto dal dovere non più eludibile che abbiamo nei confronti dei giovani, un quarto dei quali sono senza lavoro: senza i giovani non si cresce".
Cosa fa Draghi? Assomiglia a Grisù il draghetto che, a dispetto della sua natura incendiaria, voleva fare il pompiere? Spegne un po’ il fuoco, forse consiglia ai giovani di protestare senza violenze per non condannarsi a divenire oggetto di accuse che svierebbero l’attenzione.

18 feb 2011

Italia: il 17% della nostra economia è "sommersa"

Con il bailamme mediatico di queste ultime settimane generato dalle tensioni politiche attorno al capo di governo Cav. On. Berlusconi Silvio, molte notizie vengono fagocitate precipitando verso dai footer dei quotidiani e rischiano di passare assolutamente inosservate.
Una di queste riguarda il fisco ci rivela o una situazione allarmante. La commissione per la riforma fiscale ha fornito dati (2005) all’Istat relativi al tema "economia non osservata e flussi finanziari", il cosiddetto “sommerso”.
Che in Italia vale attorno al 17% dell'economia. Non tutte le categorie però sono ugualki e si fanno scoperte raccapriccianti: gli  "alberghi e pubblici esercizi" hanno un sommerso pari al 56,8%, maggiore del "nero" dei servizi domestici di colf e badanti (52,9%); l'agricoltura registra un somemrso pari al 31,1% e il commercio il 21,7%.
I dati sono stati elaborati considerando le "correzioni" statistiche sugli introiti, i costi interni delle imprese, la dissimulazione dell'attività produttiva sul lavoro non regolare, e stime indipendenti di offerta e domanda.
Dettaglio per industria: costruzioni 28,4%, tessile-abbigliamento-calzature 13,7%, alimentari 10,7%, elettricità, il gas e l'acqua (1,8%).
Dettaglio per servizi: alberghi e i pubblici esercizi 56,8%, servizi domestici 52,9%,  istruzione, sanità e altri servizi 36,8%, trasporti e comunicazioni 33,9%, commercio 32,1%; servizi alle imprese 21,5%, . credito e assicurazione 6,4%.
Naturalmente Federalberghi e anche Fipe Confcommercio ritengono i dati inattendibili.