Capodanno, arriva la Finanza e fa controlli su esercenti villeggianti
con auto di gran lusso.; l’assessore si stupisce, politici come Cicchitto parlano di
stato di polizia e di azione dimostrativa e inopportuna.
Ecco l’Italia è questa, esattamente questa: chi ci governa, un “primo cittadino”, al posto di schierarsi inequivocabilmente per la legalità, che lui stesso dovrebbe tutelare e promuovere, lascia intendere che ci sono ragioni più alte e modi necessariamente diversi. E poi perché proprio a Cortina e non a Porto Fino? Come dire, anche là stanno messi così… un po’ come fanno i fratellini quando mamma li sgrida, “però anche lui…”.
Ecco l’Italia è questa, esattamente questa: chi ci governa, un “primo cittadino”, al posto di schierarsi inequivocabilmente per la legalità, che lui stesso dovrebbe tutelare e promuovere, lascia intendere che ci sono ragioni più alte e modi necessariamente diversi. E poi perché proprio a Cortina e non a Porto Fino? Come dire, anche là stanno messi così… un po’ come fanno i fratellini quando mamma li sgrida, “però anche lui…”.
Affermazioni che mirano solo a tutelare l’immagine e il business
della località (e la propria base elettorale) che sonoun valore ma non per tutti e a vantaggio di tutti,
come invece è la legalità. Non ci sogniamo di pensare che a Cortina abitano e
properano gli evasori, sappiamo bene che ne è piena l’Italia, e ogni azione
atta a stanarli va bene. Ma anche per quel tanto che è dimostrativa, tale azione
va bene: c’è proprio bisogno di mandare un segnale e che questo segnale abbia
ridondanza mediatica. Certo l’Agenzia dell’Entrate non s’è sbagliata andando a
trovare i commercianti ampezzani (ma poteva andare – come già fa – anche altrove)
piuttosto che le operaie licenzite dalla Omsa per individuare qualche evasore
fiscale. Strano vero?
Combattere l’evasione è un fatto morale, tutela del
principio di legalità, in primis. A questo chiunque va richiamato perché se il
cittadino italiano non si convince che questo principio va rispettato, emergerà
sempre un comportamento furbo e opportunistico.
Scrive Nicola Porro sulla edizione on line del Giornale di oggi sulla evasione:
“C’è un motivo affatto moralistico per combatterla. Chi ruba i soldi al fisco fa concorrenza sleale agli onesti. E soprattutto in momenti di crisi rischia di sopravvivere a danno dei galantuomini. La bottega o l’impresa che non paga il dovuto ha un vantaggio competitivo ingiusto nei confronti dei corretti. Vince chi truffa lo Stato con più abilità. E non chi lavora e produce meglio. L’evasione trucca la partita della libera concorrenza”.

