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5 gen 2012

Al ladro!


Capodanno, arriva la Finanza e fa controlli su esercenti villeggianti con auto di gran lusso.; l’assessore si stupisce, politici come Cicchitto parlano di stato di polizia e di azione dimostrativa e inopportuna.
Ecco l’Italia è questa, esattamente questa: chi ci governa, un “primo cittadino”, al posto di schierarsi inequivocabilmente per la legalità, che lui stesso dovrebbe tutelare e promuovere, lascia intendere che ci sono ragioni più alte e modi necessariamente diversi. E poi perché proprio a Cortina e non a Porto Fino? Come dire, anche là stanno messi così… un po’ come fanno i fratellini quando mamma li sgrida, “però anche lui…”.
Affermazioni che mirano solo a tutelare l’immagine e il business della località (e la propria base elettorale) che sonoun valore ma non per tutti e a vantaggio di tutti, come invece è la legalità. Non ci sogniamo di pensare che a Cortina abitano e properano gli evasori, sappiamo bene che ne è piena l’Italia, e ogni azione atta a stanarli va bene. Ma anche per quel tanto che è dimostrativa, tale azione va bene: c’è proprio bisogno di mandare un segnale e che questo segnale abbia ridondanza mediatica. Certo l’Agenzia dell’Entrate non s’è sbagliata andando a trovare i commercianti ampezzani (ma poteva andare – come già fa – anche altrove) piuttosto che le operaie licenzite dalla Omsa per individuare qualche evasore fiscale. Strano vero?
Combattere l’evasione è un fatto morale, tutela del principio di legalità, in primis. A questo chiunque va richiamato perché se il cittadino italiano non si convince che questo principio va rispettato, emergerà sempre un comportamento furbo e opportunistico.
Scrive Nicola Porro sulla edizione on line del Giornale di oggi sulla evasione:
C’è un motivo affatto moralistico per combatterla. Chi ruba i soldi al fisco fa concorrenza sleale agli onesti. E soprattutto in momenti di crisi rischia di sopravvivere a danno dei galantuomini. La bottega o l’impresa che non paga il dovuto ha un vantaggio competitivo ingiusto nei confronti dei corretti. Vince chi truffa lo Stato con più abilità. E non chi lavora e produce meglio. L’evasione trucca la partita della libera concorrenza”. 

21 dic 2010

Arresto preventivo, in alcuni casi ci vuole!

Pippo Franco, vecio tronista o...?
Sebbene Maurizio Gasparri non sia considerato il "pensatore fino" del Pdl, bisogna riconoscere che questa volta, proponendo l'arresto preventivo per chi si ritiene possa delinquere, ci ha azzeccato.
La proposta potrebbe avere benefici effetti deterrenti, un po' come la patente a punti.

Riflettiamo.  Supponiamo che abbiate fondati e pesanti sospetti e anche qualche prova (esempio, intercettazioni) che una persona a voi nota possa essersi macchiato di alcuni reati, ad esempio:
  1. Rapporti occulti con società svizzere
  2. Traffico di droga
  3. Falsa testimonianza
  4. Tangenti alla Guardia di finanza
  5. All iberian finanziamento illecito al PSI
  6. Falso in bilancio aggravato All Iberian 
  7. Falso in bilancio Lentini
  8. Falso in bilancio Medusa cinematografica
  9. Falso in bilancio nell'acquisto dei terreni di Macherio
  10. Concorso in corruzione in atti giudiziari  Lodo Mondadori
  11. Corruzione SME 
  12. Spartizione pubblicitaria Rai-Fininvest
  13. Tangenti fiscali sulle pay-tv
  14. Stragi del 1992-1993
  15. Concorso esterno in associazione mafiosa
  16. Diffamazione aggravata dall'uso del mezzo televisivo
  17. Violazione della legge antitrust, frode fiscale, riciclaggio di denaro - Telecinco
  18. Corruzione funzionario rai  Saccà
  19. Riciclaggio e fondi neri compravendita diritti televisivi
  20. Abuso d’ufficio voli di Stato
  21. Indebite pressioni su Agcom
  22. Evasione fiscale e reati tributari
Salvato da prescrizioni, amnistie e lodi vari, nel timore comunque che possa compiere anche uno solo di questi reati, uno così non lo arrestereste preventivamente?