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6 ott 2011

E’ il peggio che ci governa!

Dal “ce l’abbiamo duro” al “handicappata di merda”, dal “forza gnocca” al “fatti scopare”, i quattro cantoni della cafonaggine, tirando una riga si traccia il perimetro entro il quale è ascritto tutto lo spessore culturale e politico della maggioranza di governo esemplarmente (per questi modi s’intende) condotta dal Cav. Silvio Berlusconi.
Ricordiamoli gli exploit del Cavaliere: le corna nella foto del G8, le avances alla volontaria della Protezione Civile, la barzelletta volgare o quella con bestemmia sulla Rosy Bindi.  Ma nell’accozzaglia di volgari tramaccioni senza morale che lo sostiene, se possibile, ce anche di peggio: come scordare gli innumerevoli gesti dell’ombrello del gretto Umberto Bossi, il dito medio sempre dell’Umberto o della Signora (muahahahah…) Santanchè, le parolacce di Gentilini e le volgarità razziste di Borghezio.
Un campionario, una Treccani della pochezza, una summa di cafonaggine che difficilmente potrà essere superata da chi seguirà al governo questa marmaglia, e che altrettanto difficilmente la storia riuscirà a disinfettare.
Sparite, avete trasformato l’Italia in una discarica a cielo aperto, siete la voce del peggio.

5 ott 2011

Legge bavaglio, missione censura!

"Non mi riconosco in questo testo e trovo inaccettabile che sia bastato uno schioccar di dita del premier per mandare in fumo due anni e mezzo di lavoro per cercare un accordo. Con questa modifica, tutte le intercettazioni che nel corso del tempo verranno conosciute anche dalla difesa, non solo non potranno essere pubblicate nel testo, e questo va bene, ma non se ne potrà nemmeno dare notizia".

Censura preventiva che annega qualcosa di più della verità, che resta la giudice stabilire in più gradi processuali: annega la possibilità di fare emergere fatti che sebbene valutati non rilevanti ai fini del processo, possono ben disegnare il contesto dei fatti e delle persone.
Resta il problema, naturalmente, della privacy che tuttavia non è nelle preoccupazioni di chi sta tentando da fare passare questa cosiddetta "legge bavaglio".
La frase sopra è stata pronunciata da Giulia Bongiorno di Fli, relatrice del testo, che oggi si è dimessa da questo incarico.

Cara signora Bongiorno: scopre solo ora chi è Silvio Berlusconi?

Per la cronaca in Commissione il comitato dei nove ha levato per i blog l'obbligo di rettifica che si vuole sia previsto solo per le testate giornalistiche online registrate ai sensi della legge sulla stampa.

18 set 2011

Perché gli italiani non cacciano Berlusconi

Italiani ancora proni
Viviamo in un paese dalle logiche bizantine, poco comprensibili per chi ci guarda da fuori.
Una volta Henri Henry Kissinger, Segretario di Stato americano nel corso degli Anni '70, sorvolando l’Italia si trovò a definire il nostro Paese come "un grande casino".
Un Paese fatto di contraddizioni che sopravvive inspiegabilmente a se stesso. Come sta accadendo ora.

Non c’è infatti luogo al mondo, almeno nell’enclave dei Paesi democratici, in cui esista un primo ministro pluri inquisito e moralmente così sputtanato come il nostro Silvio Berlusconi, che possa restare in carica, che possa non essersi già dimesso, dopo gli scandali di cui leggiamo in questi giorni, suffragati da ore di intercettazioni telefoniche, con contenuti che imbarazzerebbero e ricoprirebbero di vergogna chiunque.
La "patonza", come la chiama lui, deve girare e girargli attorno di continuo, e sono affari suoi. Ma che dedico poco tempo agli affari di stato e abbia un profilo morale così infimo, questi sono affari di tutti gli italiani. Che dovrebbero presentarsi con i forconi a Palazzo Grazioli e liberare i locali.

Perché non accade? Per due motivi essenziali.

12 set 2011

Oggi a "CHI L'HA DETTO?": famiglie in difficoltà!

"Ho aiutato i coniugi Tarantini, una coppia con figli piccoli passata dall'agiatezza alla miseria anche per l'intervento dei magistrati"

Una coppia a caso, naturalmente.

Se avete redditi inferiori ai 500mila € l'anno proponetevi, il benefattore si dissanguerà per voi morti di fame, come per tutte quelle ragazze giovani in palese difficoltà economica... Io mi sono già messo in lista: passaparola!

23 ago 2011

Berlusconi e Bossi kaputt... chi colmerà il vuoto politico?

Bossi e Berlusconi...kaputt?
In Italia si sono avvicendati, nell’ultra cinquantennale periodo repubblicano, moltissimi governi, alcuni rimasti in carica pochi mesi.
La tendenza è cambiata e ora ne abbiamo uno che dura da un pezzo e pare essersi blindato quanto basta – dopo l’ultima scilipotiana campagna acquisti – per durare fino a fine legislatura. La maggioranza, dilaniata da beghe interne, regge, il ricatto leghista e la vulnerabilità giudiziaria del premier sono per assurdo la garanzia adeguata.
La stessa pesante crisi economico-finanziaria che ha colpito (non solo) l’Italia, concorre a legittimare il Governo Berlusconi, chi se la sente di farlo cadere proprio ora?
Non fa vacillare il Governo nemmeno la durissima reprimenda pubblica del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, pronunciata a Rimini al Meeting di CL:
"La maggioranza dominata dalla preoccupazione di sostenere la validità del proprio operato, anche attraverso semplificazioni propagandistiche e comparazioni consolatorie su scala europea ha esitato a riconoscere la criticità della nostra situazione e la gravità effettiva delle questioni”.
Il messaggio è durissimo: il Presidente della Repubblica dice in sostanza che il Governo ha ingannato i cittadini su una questione di vitale importanza, se non si dimette dopo questa accusa, Berlusconi non lo farà mai e dobbiamo attendere solo che il cielo lo chiami a sé.
Eppure le condizioni politiche per mandarlo definitivamente a casa ci sono. Roberto Weber, presidente dell’istituto SWG, ha fatto previsioni devastanti per la maggioranza:
"Se si votasse in questo momento, il Pdl non prenderebbe più del 22-25%, mentre la Lega si attesta tra il 7% e il 9%”.
Un terremoto politico-elettorale che si abbatte sul centrodestra. Ma non può stare tranquillo nemmeno il centrosinistra.
I partiti di opposizione tengono perché guardano ai propri serbatoi di consensi e anche perché perdura la chiave anti-berlusconiana (punto sul quale Bossi ci sta mettendo del suo). Il Partito democratico si attesta attorno al 25% e molto probabilmente sarebbe la prima forza in caso di elezioni, anche perché gli scandali come quello di Penati sono molto sfumati”.
Ma che si possa verificare un terremoto politico emerge da un’altra considerazione, la più importante. Il Paese è distantissimo da questa classe politica e ne farebbe volentieri a meno
C’è una grande indecisione e quindi un'ottima possibilità di successo per chi scegliesse di entrare in campo".
Luca Cordero di Montezemolo come anche il Terzo Polo (“…che alle ultime amministrative è andato benissimo nelle città piccole - tra il 14 e il 19% -. Con Montezemolo leader potrebbe arrivare tranquillamente sopra il 20%" dice Roberto Weber).
Ma come anche forze politiche nuove, espressione della società civile, che tuttavia se esistono, paiono non andare oltre ai grillini in questo momento. Con disappunto per i cittadini che vogliono il rinnovamento guardando a sinistra, senza trovare nulla di nuovo, né leader né idee, né piani.

18 ago 2011

La grande chance

Luca Cordero di Montezemolo
E’ tempo di crisi economica. Crisi finanziaria ed economica, che sta accompagnando l’estate degli italiani e degli europei, ma forse sarebbe meglio dire del 20% di cittadini mondiali che detengono l’80% delle ricchezze del pianeta: gli altri non la sentono, vivono in una situazione – la povertà, anche assoluta – che rende quasi silenziosi questi passaggi a vuoto della economia mondiale.
Questa crisi, che ci deprime, ci preoccupa, è per assurdo, una grande chance, l’opportunità di aprire ad un grande cambiamento.
Le crisi economiche sono pericolose perché – la storia lo insegna – rischiano di portare ad irrigidimenti della politica, a scontri, guerre, totalitarismi. Le democrazie occidentali sono abbastanza mature per scongiurare questi pericoli?
Non ne sono sicuro, ma la domanda è: sono capaci gli uomini che governano queste democrazie di approfittare della stringente emergenza per ridefinire il perimetro e le regole dell’economie nazionali e sovranazionali?
Guardiamo alla classe politica italiana: la risposta è no! L’economia italiana non si sviluppa ma i suoi fondamentali sono abbastanza solidi, il sistema bancario pare esserlo, quello industriale anche. Quello politico no, è la tarma che nei decenni ha sfilacciato il sistema paese. Dopo lo smantellamento della classe politica della Prima Repubblica, agli uomini di stato che avevano comunque un profilo alto, si sono sostituiti gli attuali parvenu, rincalzi con istinti spartitori e famelici che nella maggior parte dei casi hanno peggiorato la situazione, mancando di un profilo politico e morale adeguato. Oltre che di conclamate capacità nell'amministrare la cosa pubblica (che non è come gestire la fabbrichetta).

Spazzarli via.
Non rimane che prendere atto che questa classe politica va cancellata, dal basso e dall’alto. Nomi nuovi, capacità nuove. Senza preclusioni di sorta. Ma partendo da pochi assunti, onestà, moralità, contegno, capacità amministrativa e soprattutto equità.

14 ago 2011

Evadere le tasse: ecco casa pensa davvero Berlusconi

Da Tremonti altre tasse
In nessun Paese civile e democratico l’incoerenza e l’inosservanza delle norme da parte del Primo ministro sono tollerate. Da noi sì.
Ecco la dimostrazione.

Crisi e tasse. La “imprevedibile crisi economica” (parole di Tremonti) che l’Italia sta attraversando e le pressioni della UE (per fortuna) ha portato il Governo condotto da Silvio Berlusconi a varare una drammatica manovra finanziaria correttiva che lascerà il segno nelle tasche di molti cittadini italiani.
Per raggiungere il pareggio di bilancio, il Governo Berlusconi ha accelerato l’aumento della pressione fiscale, contraddicendo uno dei punti sostanziali del suo millantato programma di governo (meno tasse).  Gli effetti della manovra correttiva faranno salire il carico fiscale nel 2013 al 44,3%. Allucinante.
Nella manovra ci sono disposizioni atte a combattere in maniera stringente l’evasione fiscale. Perché, ricordiamolo, le tasse si mettono ma se non sono pagate…

Bravi cittadini. Contestualmente il Ministero delle Economia e delle Finanze e l’Agenzia delle Entrate hanno lanciato una campagna pubblicitaria per sensibilizzare i contribuenti.
Due i video, uno - l’animazione intitolata “Se”, ricorda che le tasse servono a produrre servizi pubblici (ospedali, scuole, strade, trasporti, parchi…):
“Se tutti pagano le tasse, le tasse ripagano tutti. Con i servizi”.
Altrimenti i servizi peggiorano. Per tutti (e magari fanno prosperare quelli erogati dai privati, riflettiamo…).
Il secondo descrive l’evasore, un parassita che campa sul lavoro degli altri, rubando mezzi a tutta la collettività in quanto non ne sostiene gli oneri.
“Chi vive a spese degli altri danneggia tutti. Battere l’evasione è tuo interesse”.



Pessimi esempi. Bella campagna. Sono sicuro che l’evasione in Italia sia anzitutto un fatto culturale, come la mafia dopotutto, e va combattuta anche su questo piano.
E che sia un fatto culturale lo dimostra l’affermazione comune di chi dice che siccome le tasse sono troppo alte e i servizi dello Stato scadenti allora è giusto evaderle.
In realtà bisognerebbe chiedere conto ai politici e agli amministratori dello sperpero e delle ruberie delle risorse incamerate con le tasse, mandarli a casa e quando è il caso anche in galera.
Ma questa affermazione è la giustificazione del sistema.
Non ci credete? Sentite cosa dice i Capo del governo…




Berlusconi è un parassita? E’ evidente che l’Italia prima di raggiungere lo status di paese civile e democratico deve compiere ancora molti passi.

12 ago 2011

Ecco le Province che la "manovra" taglierà

Via enti e amministratori inutili
Le leveranno davvero, dopo averne create a iosa nel cosro degli ultimi anni?
Stiamo parlando delle Province, enti territoriali intermedi di cui sono chiari i costi ma sempre meno l'utilità.
La manovra d'emergenza che il Governo alla frutta di Silvio Berlusconi sta per varare, spinta dai dettami della UE, promette l'eliminazione di tutti gli Enti provinciali che governano un territorio con meno di 300mila abitanti.
Avverrà dalle prossime elezioni e sarà accompagnata dalla fusione dei Comuni sotto i mille abitanti, con sindaco anche assessore, e la riduzione dei componenti i Consigli regionali.
Secondo i dati Istat aggiornati al 1 gennaio 2011, scomparirebbero Enti Provincia di capoluoghi storici come Siena, Trieste, Piacenza, La Spezia.
Ecco l'elenco delle Province che saranno abolite, sono quasi 40:

      Provincia               Popolaz.  Comuni
1    Pistoia                   293.061     22
2    Piacenza                289.875     48
3    Savona                  287.906     69
4    Benevento             287.874     78
5    Siena                      272.638    36

8 ago 2011

Missili, immigrati e Padani

Un barcone di immigrati

Un missile libico cade non distante dal una nave della Marina Militare Italiana che incrocia a 10 miglia dal suolo libico, sul quale gli insorti combattono contro il regime di Gheddafi.
I ministri degli Esteri e della Difesa italiani minimizzano.

Berlusconi, il traditore.
In realtà cosa c’è di strano? Partecipiamo alla coalizione che sta bombardando la Libia, semmai è strano che ad oggi nessuna ritorsione sia stata ancora compiuta da Gheddafi, che forse non ne ha le forze ma certo non ce la risparmierebbe.
Siamo, infatti, il paese dell’ex amico di Gheddafi, il traditore Silvio Berlusconi, fautore del trattato politico-militare con la Libia che impegna il nostro paese a versare 20 miliardi di dollari alla Libia per ben 5 anni. In cambio di cosa?
Dell’impegno della Libia a fermare e fare sparire i flussi di migranti verso le nostre coste, che drammaticamente ora continua, come le cronache riportano quotidianamente.

Padani sì ma con i soldi italiani. Quel trattato fu siglato con il placet della Lega Nord (e messo nel mirino dalle Nazioni Unite che hanno posto 92 quesiti sulle violazioni dei diritti umanitari connessi a quell’accordo), il partito secessionista – almeno a parole – che la sua battaglia contro gli immigrati la fa così pagare all’intero Paese, non alla fantomatica Padania. Con la guerra il trattato salta e i flussi riprendono, la Lega casualmente è contro l’intervento dell’Italia contro la Libia (e non si capisce anche qui come un partito che vuole rappresentare qualche regione possa esprimere le scelte di un paese da cui vorrebbe staccarsi).
Come ci riesce Umberto Bossi, che pesa il 10% dell’elettorato italiano, a condizionare il Governo in modo così pesante?
Con un ricatto, riguardante la giustizia. In cambio infatti la Lega si presta al massacro della magistratura italiana voluta dal capoccia Silvio Berlusconi, che ha un interesse personale a smontarla per difendere se stesso. Da qui le leggi anti giudici e anti processi. Di qui il contraccambio: via libera a leggi xenofobe, omofobe proposte da Bossi & C.

22 lug 2011

Italiani brava gente? No, benestanti...

A prima vista sembrerebbe una enorme stupidaggine. Invece non lo è. L’ultima affermazione in ordine di tempo di Silvio Berlusconi (mentre scriviamo chissà che altro sta dicendo) stride con la situazione della economia reale italiana. Ma non è una affermazione stupida, anzi, nella logica e nelle intenzioni di questo comunicatore ha un senso e un obiettivo: rassicurare. Non certo gli italiani, ma il suo elettorato, quello che ha e ha paura di perdere quel che ha. Non certo il lavoratore precario, il disoccupato…

Italiani... benestanti
. Eccola la sua affermazione, resa a margine del vertice straordinario odierno dei leader europei.
"Noi siamo la terza economia europea, il secondo Paese manifatturiero e abbiamo un sistema bancario solidissimo. Il 75 per cento delle famiglie italiane possiede una casa e abbiamo un sistema pensionistico correlato all'incremento dell'età media e siamo detentori del 60 per cento del debito pubblico. Stringendo, potremmo dire che il nostro Stato ha un debito forte, ma i cittadini italiani sono benestanti".
Nel dire "abbiamo un debito forte ma gli italiani sono benestanti" il Silvio da Arcore suggerisce quanto segue.
Primo, siamo indebitati come amministrazione (grazie alla gestione clientelare e affaristica dei governi che nel tempo si sono succeduti), non come singoli cittadini. Naturalmente non è vero perché in caso di default del nostro paese la crisi la pagherebbero immediatamente i cittadini, e d'altronde basta pensare all’ultima finanziaria per rendersene conto: inciderà nei portafoglio dei più deboli in modo irragionevole
Secondo, gli italiani sono benestanti. Non è vero ma qui sta parlando a quelli che lo sono o che hanno quel minimo di certezze (casa, risparmi, lavoro) che li mantiene al sicuro. A questi sta dicendo che non devono sentirsi preoccupati dal debito pubblico che tanto lui, e solo lui, la loro ricchezza non la toccherà, chi mai lo farebbe? Agli altri non parla.
Un tempo "brava gente", oggi gli italiani sono "benestanti".

In Italia governa il centrodestra o il centrosinistra a seconda di come si spostano i voti del centro, i cosiddetti indecisi, ma ogni tanto vanno rassicurati anche i bigotti della politica e degli interessi meramente privati, che stanno dalla sua parte sì, ma non necessariamente con lui, leader screditatissimo e palesemente alla frutta.

23 mar 2011

Gheddafi, messaggio agli italiani

L'idillio tra Silvio Berlusconi e Gheddafi è finito in un tradimento meschino, condito da grappoli di missili sganciati sulla Libia in questi giorni.
Gheddafi, uomo coriaceo e caparbio, ha le idee chiare e ci tiene a fare sapere al popolo italiano, intontito dalla propaganda e dalla disinformazione delle reti televisive controllate dal Nano di Arcore, i motivi di questa separazione.
Eccolo in questo messaggio tv sottotitolato in italiano. Buona visione.

7 mar 2011

Chi vende le armi alla Libia?

L'ipocrisia è una gran brutta bestia.
Ecco un'altra dimostrazione. Crisi libica, ora il Governo italiano prende le distanze. Ma fino a poco tempo fa si vantava della amicizia tra il Premier Silvio Berlusconi e il Rais Gheddafi.
Tutto scorre, oggi Maroni allarmato ricorda che un intervento armato in Libia da parte dell'Occidente sarebbe un errore. Troppo vicino a noi eh?
Contraddizioni e opportunismo. La nostra economia - con questo dittatore - ci fa e faceva affari, compresa la compravendita di armi.
Sapete quali sono i paesi maggiori fornitori di armi alla Libia? Clicca e fai l'amara scoperta.

28 feb 2011

Politici amorali e Chiesa... qualche contraddizione

Da sempre, alla Chiesa interessa ciò che un governante fa per il bene comune; sui comportamenti personali il giudizio spetta solo a Dio. Se esistono reati, tocca alla legge stabilirlo; è inammissibile condannare a priori. Un politico è più o meno apprezzabile moralmente in base a quanto si impegna a vantaggio del bene comune, cioè di un popolo che viva bene e di una Chiesa che operi in piena liberta’”.
Su Berlusconi queste le parole del vescovo di San Marino e Montefeltro Luigi Negri, componente della Cei e presidente della fondazione per il magistero sociale della Chiesa.

Caro Monsignore, aggiungerei... un popolo che sia libero di professare qualsiasi religione ritenga o anche nessuna e una vita politica non condizionata da alcuna Chiesa.
Poi il Monsignore, che dicendo questo parla ai bigotti, agli stolti e agli interessati in malafede, alla sua Chiesa fa un pessimo servizio perchè usa l'inganno.

Alcune contraddizioni? A voi:
- il giudizio sui comportamenti e le scelte personali spettano solo a Dio, non sempre però perchè mi pare che su aborto, contraccezione, eutanasia, che sono scelte anzitutto personali, il Monsignore interpreti volentieri la voce di Dio per tradurla in leggi di uno stato estero, quello italiano
- se alla Chiesa interessa solo ciò che il governante fa per il bene comune, si interroghi cosa ha fatto e sta facendo il protetto Silvio Berlusconi e se il fatto che esistano decine di processi a suo carico sia solo un caso o l'espressione di una persecuzione: i giudici non condannano a priori, assolvono anche in molti casi, ma che si facciano i processi ai quali il Silvio normalmente si sottrae, lui che può (il monsignore su questo che dice?)
- un politico che bestemmia in pubblico e usa le donne come merce dimostra uno spessore morale non certo esemplare, è curioso che di questa dimensione il Monsignore non se ne curi, perchè in confessionale invece i suoi colleghi impartiscono l'assoluzione ma dopo indicazioni diverse in merito

26 feb 2011

La libertà di dire sciocchezze

Dare alla platea concetti semplici e soprattutto metterla a proprio agio superando l'ostacolo dell'indecenza intellettuale per primi, in modo che chi ascolta si senta moralmente e psicologicamente libero di fare emergere le proprie peggiori idee: questa tecnica il Cav. On. Berlusconi Silvio (noooo, ancora lui!) la usa sistematicamente, il gregge gradisce.
L'ultima sciocchezza l'ha propinata ai cattolici riformisti riuniti in congresso:
"Libertà vuol dire avere la possibilità di educare i propri figli liberamente, e liberamente vuol dire non essere costretti a mandarli in una scuola di Stato, dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare principi che sono il contrario di quelli dei genitori".
Naturalmente anche un ebete sa che nessuno in Italia obbliga i genitori a mandare i propri figli in una scuola pubblica, possono mandarlo in un istituto privato.
Lo stesso ebete sa che a differenza della scuola pubblica quella privata costa, non tutti naturalmente possono permettersi questa scelta.
L'ebete se riflette un pochino comprende a grandi linee che in un istituto privato c'è una proprietà che, quella sì, ha interesse ad esprimere scelte didattiche e morali di parte, alle quali il corpo docente è tenuto ad uniformarsi, risultando la scuola de facto faziosa (nella scuola pubblica il preside non ha questa facoltà).
L'ebete, ancora lui, sa anche che molti istituti privati non hanno alcuna missione educativa ma solo economica.

Bene, l'ebete si sente meglio se al governo c'è uno come Berlusconi, che lo fa sentire cioè stupidamente a suo agio.

PS: Nelle scuole pubbliche ci sono insegnanti che vogliono convincere i ragazzi a pensare cose diverse da quelle che sono ritenute giuste a casa: intedi la tua casa di Arcore?

24 feb 2011

Libia: Pinocchio, Papi e mio zio

Pinocchio è un po' come una bandiera per noi italiani. La sua fiaba è conosciuta in tutto il mondo, commuove ed educa.
Anche Papi Berlusconi è conosciuto in tutto il mondo, la sua favola però rattrista e diseduca.
Come burattino Pinocchio vince con un netto 6 a 0, un cappotto, sull'epigono Silvio Berlusconi. Che ogni giorno che passa appare sempre più inadeguato e meno credibile come uomo politico, guai giudiziari a parte.
Oggi, parlando della questione libica con un ministro, avrebbe confessato la sua paura per le ritorsioni di Gheddafi:
    "Dobbiamo stare attenti con Gheddafi, è un pazzo. Ci ha già sparato un missile una volta, non è che ce ne tira un altro contro?"
Ma come? Non era amico tuo, da te ospitato con ogni riverenza pochi mesi fa a Roma?
Silvio Berlusconi - richiamato da Stati Uniti, Unione europea e anche Lega Araba, che gli hanno rimproverato di essere scandalosamente equidistante, senza condannare apertamente Gheddafi - solo ieri aveva sparato un'altra affermazione discutibile, mettendo in guardia l'Europa dal rischio fondamentalismo.
"Prendiamo atto con grande piacere che il vento della democrazia è soffiato in quei Paesi. Tanti giovani vogliono entrare nella modernità e armati del loro coraggio e di internet hanno dato via ai sommovimenti. Facciamo attenzione che non ci siano violenze ingiustificate e derive che recepiscano il fondamentalismo islamico".
Mio zio quando è ubriaco nel tornare a casa dall'osteria pesta cacche a tutto spiano. Politicamemnte parlando Berlusconi sembra mio zio.
Berlusconi prende atto con piacere che soffia il vento della democrazia in quei paesi con regimi  antidemocratici con i quali lui parlava serenamente d'affari fino a dieci giorni fa.
Berlusconi ammonisce i libici a cui sparano con i caccia di non lasciasi andare a violenze ingiustificate... cioè fatevi massacrare.
Bugiardo o sprovveduto? Come mi manca Pinocchio.

21 feb 2011

Il fantastico Frattini, la democrazia e Gheddafi

Franco Frattini è fantastico. Sì, fantastico.
Mi piace tantissimo perché è un elegante maestro di sci che è passato dalle gobbe delle piste di discesa a quelle della politica con grande non chalance.
Cresciuto tra gli anni '70 e '80 politicamente nel gruppo comunista extraparlamentare (avete letto bene) che si riferiva al quotidiano Il Manifesto, dove scriveva anche il simpatico Giulio Tremonti, divunuto avvocato è arrivato dove è adesso passando naturalmente anche nel partito socialista.
Frattini non è un parvenu. E’ già stato ministro della Funzione pubblica e poi ministro degli Affari regionali nel Governo Dini, è stato consigliere comunale a Roma. Oggi è Ministro degli Affari esteri .

Oggi, mentre il Nord Africa esplode in proteste represse nel sangue e la Ue all’unanimità si mobilita per condannare la repressione violenta dei moti popolari, Frattini se ne esce con una affermazione che solo uno splendido può fare:
"L'Europa non deve esportare la democrazia. Noi vogliamo sostenere il processo democratico, ma non dobbiamo dire: questo è il nostro modello europeo, prendetelo. Non sarebbe rispettoso dell'indipendenza del popolo, della sua ownership".
Ve l'avevo detto che Frattini è fantastico.
Il Ministro degli Esteri di una paese che ha partecipato alla invasione dell’Iraq per motivi umanitari, per abbattere la dittatura, che ha migliaia di soldati in Afghanistan per normalizzare e portare democrazia in quel paese, quest’uomo se ne esce con una affermazione così: cioè in Libia no, in Libia sono affari loro. In Libia non si ha traccia di dittatori: Gheddafi è solo un simpatico affabulatore, si tratta al limite di caro e pittoresco amico del suo capo, Silvio Berlusconi, gente da piano bar, innocua.

Frattini, lo sai che... amo Zelig! Ma questa proprio...

Diventare berlusconiani, per antonomasia. Ecco perchè...


Vox populi, vox dei.
Non c'è più alta verità, in una democrazia, la voce più vera è quella che viene dalla gente comune.
Macchè indagini e analisi preelettorali, spiegazioni sociologiche e politiche, ma quali esperti, ma che Michele Santoro e Bruno vespa, basta con i Gad Lerner e i con i Maurizio Belpietro e i Giuliano Ferrara! Basta!
Ridiamo voce alla base: all'elettore!

Ascoltate le sagge ed eloquenti spiegazioni di questo concittadino che ci spiega perchè diventare berlusconiani.

19 feb 2011

Irresistibili ritorni (al Pdl)

"Posso resistere a tutto - disse Oscar Wilde - tranne che alle tentazioni".
Questo aforisma ha fatto scuola e rotto gli argini che lasciano ampia libertà, se declinato il politica - agli opportunisti ed agli incoerenti.
L'ultimo transfuga che s'è lasciato ritentare si chiama Luca Belotti, veneto, da poco passato al Fli di Fini ma già pronto a ritornare nel Pdl.
Come le bandierine al vento sembrano Belotti e gli altri che nei giorni scorsi sono tornati all'ovile, grazie "all'appeal finanziario del cavaliere", secondo Giafranco Fini.
E speriamo che sia proprio per questo fine e non per ragioni politiche, perchè se così davvero fosse, come invece dice una nota dello stesso Pdl, allora ci sarebbe da dubitare pesantemente della affidabilità politica di questi signori che mollano la loro barca e poi la ripigliano dopo poche settimane, mollandone un'altra, quella di Fli, apppena varata.
Opportunisti mascherati o responsabili? E responsabili... de che?

Ecco Belotti al Congresso costitutivo di Fli di pochissimi giorni fa... ascoltate; "Noi abbiamo un grande leader, Gianfranco Fini portaci fuori dalle acque..."

17 feb 2011

La classifica dei peccati secondo il Monsignore

Monsignor Giacomo Babini è il vescovo emerito di Grosseto.
Lo diciamo subito per togliere ogni suspance, è lui che in merito alla manifestazione che ha portato in piazza centinaia di migliaia di donne senza vessilli di partito, ha detto (sito Pontifex.it):
“Senza mezzi termini dico che é stata una cosa politica, contro una persona, Berlusconi, e non una manifestazione per la libertà, ma quale bischerata ci vengono a dire queste; é stato un controsenso vivente, una cosa innaturale e illogica. Quello era nella maggior parte dei casi, un concentrato di abortiste, libertine e divorziste, dedite alla più  scatenata libertà sessuale e ora protestano. Ma che fanno, contestano il mondo stesso che seguono, la loro logica di vita? Capirei se fossero andate tutte in convento e agli esercizi spirituali, ma si dicono scandalizzate coloro che del corpo hanno fatto una bandiera, siamo davvero messi male… Era un corteo anti Berlusconi. Che lui ci metta del suo é chiaro, ma che queste donne facciano le verginelle oggi mi pare esorbitante ed ipocrita, una cosa che non ci sta. In quelle piazze vi erano quelle della pillola del giorno prima, del giorno dopo, del divorzio, dell'utero é mio e ora si lamentano di un gruppetto che veramente ha deciso di mettere in pratica quello che vogliono, ma siamo matti… meglio andare in campagna coi figli".
Caro Monsignor Giacomo Babini, censurando un milione di scelte con queste sue dichiarazioni lei sì ci fa una figura da bischero e da ipocrita. Intanto, con una tecnica di comunicazione vecchia come mio nonno, lei fa di tutta l’erba un fascio identificando un milione di donne con quelle che con spregio lei chiama “un concentrato di abortiste, libertine e divorziste, dedite alla più  scatenata libertà sessuale” e “quelle della pillola del giorno prima, del giorno dopo, del divorzio, dell'utero é mio”: bene o lei le conosce tutte, e non dovrebbe, oppure il suo è un misero atteggiamento pregiudizialmente e indistintamente polemico e critico nei confronti di chi non la pensa come lei.
Dando a tutte delle libertine, mignotte diciamo pure, fa confusione con i suoi desideri repressi oppure mostra segni d’età: quelle del “gruppetto che veramente ha deciso di mettere in pratica quello che vogliono”, cioè le meretrici che a suon di migliaia di euro (e non per fame certamente) hanno venduto il loro corpo, non hanno ideali e non vanno in piazza e nemmeno sul grande raccordo anulare, ma a casa di un vecchio miliardario cattolico in procinto di divorziare (le donne niente divorzio gli uomini sì?) a spillargli quattrini esercitando, loro sì, il mestiere più antico del mondo, verso il quale anche Gesù Cristo ebbe pietà e perdono... non so se il nome di Maddalena le ricorda qualcosa (appunto i segni dell’età…).
Che poi la manifestazione fosse contro la mancanza assoluta di rispetto e di ritegno morale testimoniata dalla seconda carica dello Stato, non v’è dubbio, chi l’ha nascosto?

Per peggiorare la sua situazione, il Monsignore censore se l’è presa anche con gli omosessuali. Alla domanda (veramente sciocca e servile) se sia più grave eticamente peccare in lussuria secondo natura, con donne, o con uomini, risponde:
"Certamente il secondo caso… trovo sgradevoli ed ipocrite le critiche di chi, anche in politica, segue abitudini sessuali contro natura, ossia va con uomini. Meno grave eticamente peccare seguendo la natura che contro la natura e violentarla con la omosessualità, siamo nell'eresia”.
E se così è su quale rogo ha chiesto di bruciare i preti pedofili omosessuali (omosessuali, primo peccato secondo il Monsignore, e pedofili, secondo peccato, e questo per tutti!)… perché non la ricordiamo come quotidiano e indefesso paladino vociante contro questa vigliacca ed ipocrita subdola violenza, nonostante la frequenza con la quale la pedofilia omosessuale emerge dentro la Chiesa.
“La omosessualità praticata é una forma eretica e contraria al diritto naturale, violenta la natura e rende difficile, salva la misericordia di Dio, la entrata nel Regno dei Cieli. Pertanto credo che siamo nelle mani di manipoli di moralisti a buon prezzo, da quattro soldi, pronti a giudicare gli altri  dimenticando i propri difetti. Il cattolicesimo non é moralista per nulla. Se vuole la mia, Berlusconi é molto, ma molto meno colpevole degli altri, specie di quella gente che era in piazza, un trionfo di iprocriti".
Riassumiamo quindi la “classifica peccatorum” del Monsignore, la Top Five dal basso verso l’alto, come nelle migliori hit parade:
fuori classifica - pedofilia maschile talvolta togata
5 - prostitute escort
4 – “prostitute” quotidiane: mogli, madri e sorelle
3 - divorzisti e abortisti
2 - omosessuali
1 – ipocriti (al netto di Berllusconi)

PS: bellino il sito Pontifex.it che si definisce “blog cattolico non secolarizzato” con claim “la verità è nella tradizione” (chissà se l’Inquisizione fa parte della tradizione), nella cui home page campeggiano “non secolarizzati “ banner che, come potete vedere nell’immagine, pubblicizzano siti di incontri, donne sexy etc… che potrebbero per coerenza filtrare.


16 feb 2011

Imperatore, duce, macchietta

Senza parole

















Ci sono immagini che - come ci ha insegnato la Settimana Enigmistica - si commentano da sè, sono "senza parole", "no word"s come dicono gli inglesi.
Anche il nostro paese è senza parole davanti al crepitio mediatico che avvolge lo scempio che della politica i nostri pseudo politici stanno perpetrando e dove le vicende del Premier On. Berlusconi Silvio, sono solo il punto più infimo.
Queste patetiche vicende personali, che rendono questo acclamato leader sempre più prossimo alla figura di un clown in disarmo, hanno una eco colossale all'estero dove la politica non è meno sporca che qui ma dove il limite tra indecenza e decenza ancora esiste, e chi lo passa va a casa.
Bbc, Cnn, Wall Street Journal, Le Monde, New York Times... editori "chiaramente comunisti", tutti diono la stessa cosa: Berlusconi eclissati.
Il Financial Times (il foglio della city, non un quotidiano di gossip)nell'editoriale "Arrivederci, Silvio" ha scritto parole durissime dopo la manifestazione delle donne italiane:

"Esistono poche democrazie in cui un primo ministro coinvolto in una vicenda come la suanon darebbe le dimissioni per risparmiare al proprio paese e al proprio governo le difficoltà mentre lui cerca di ripulire il suo nome in tribunale.
Ma questo non è lo stile di Berlusconi. Restando al suo posto, il premier garantisce che il nome dell'Italia continuerà a essere infangato sui media internazionali. Garantisce che la sua coalizione di centro-destra, sorretta da una fragile maggioranza, sarà distratta dai suoi compiti e incapace della vigorosa azione che sarebbe necessaria. Infine, restando al suo posto egli fa apparire l'Unione Europea sciocca e ipocrita nel dare lezioni a Egitto e Tunisia e altri paesi non europei su come dovrebbero governare se stessi, quando contiene un tale supremo esempio di malgoverno al proprio interno".
"...il suo rifiuto di fare la cosa giusta e dimettersi è niente meno che vergognoso".
Non è la coalizione che governa il problema, sebbenne costellata di opportunisti legati a doppio filo al Premier, ma il personaggio in questione, che affossa tutto, compreso il centro-destra. Un presunto imperatore, con metodi da ducetto, ma che l'opinione pubblica rende sempre più una ridicola macchietta.