temi.repubblica.it/micromega-online), sono quelli che fanno risuonare una trita considerazione da discorsi da pizzeria:
“Destra e sinistra hanno fallito entrambe, fanno ugualmente schifo”.Come dare loro torto?
Ma se in qualche modo l’elettore è libero, per chi i voti invece li chiede (il politico) non c'è altro modo che collocarsi da qualche parte nel campo politico, o destra o sinistra. A parte che si dimentica una collocazione storica del quadro politico italiano, quella di centro, oggi spartita e assai sfumata, ma fino al termine della Prima Repubblica assai identificata (do you remember Democrazia Cristiana?).
Norberto Bobbio – ricorda Smargiassi – scrisse:
“Chi dice di non essere né da una parte né dall'altra, non vuole semplicemente far sapere da che parte sta”E Michelangelo Bovero rincara dicendo che si tratta una collocazione inevitabile, perché destra e sinistra non sono una identità ma una relazione, cioè non definiscono chi sei ma dove ti posizioni rispetto agli altri.
Sotto l'attacco di questo articolo sono quindi i politici e opinion leader non schierati come Beppe Grillo, Celentano, Gaber, Don Verzè, i primi Radicali… che apparentemente non stanno con nessuno, almeno nelle idee e negli intenti politici, ma poi, nel momento della scelta da qualche parte, destra o sinistra, finiscono per andare.
Vedremo come mangi e noi ti diremo da che parte stai, sembra questa la lezione. Cioè la pappa o è carne o è pesce.
Invece no, credo che non collocarsi sugli schemi storicizzati del secolo scorso sia possibile.


