Mentre la guardia di finanza rivela che nel corso del 2011 ha scoperto ben 7500 evasori totali, che avevano nascosto redditi per oltre 21 miliardi di euro, a Milano il genio della lampada, o dell’ampolla sarebbe più appropriato dire, spara a zero sul Fisco italiano:
“In Italia un regime fiscale da Stato comunista!”
E’ lo splendido Mario Borghezio, europarlamentare padano eletto per la Lega Nord nel 2009 con 48.290 preferenze, a spararla contro il governo Monti, che finisce tacciato anche di essere di fatto un bolscevico, almeno nelle scelte di politica economica.
Mi piace moltissimo Borghezio, se non ci fosse bisognerebbe inventarlo, perché è folcloristico e dopo la scomparsa di Prosperini (è in carcere… quello del “ciapa il caret, ciapa il camel, ciapa la careta e turna a ca! su de doss!”) mi sentivo triste. Icona clownesca di valore assoluto!
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23 gen 2012
Borghezio è fantastico!
5 gen 2012
Oggi a "CHI L'HA DETTO?": scandaloso festino!
Calderoli ha una credibilità? O solo voce per sparlare?
Fate la vostra scelta, ma dai banchi dell’opposizione a questo governo tecnico, dove la Lega si è arroccata non avendo né arte né parte nel destino dell’Italia, e dovendo in qualche modo recuperare identità presso la base non del tutto allocca, da lì Calderoli torna a starnazzare attaccandosi a improbabili appigli e sparando precarnascialeschi versi, come l’accusa a Mario Monti di avere organizzato un festino privato a Capodanno a Palazzo Chigi, a spese dei contribuenti (padani, gli altri chissenefrega vero Calderoli?).
"Se corrispondesse al vero la notizia secondo cui la notte del 31 dicembre si sono tenuti festeggiamenti di natura privata per il nuovo anno a Palazzo Chigi, Monti dovrebbe rassegnare immediatamente le dimissioni e chiedere scusa al paese e ai cittadini"Monti non ha bisogno di un avvocato e gli ha indicato anche i negozi in cui la moglie, a proprie spese, ha acquistato le cibarie, e la risposta suona come una meritata presa per i fondelli al senatore del carroccio.
Gli ha ricordato anche che non percepisce gli emolumenti della sua carica e che quando è possibili si sposta con mezzi pubblici.
Ma Calderoli, essendo per lo più impegnato a dirle grosse o a caso, ha usato poco la ragione e meno ancora la memoria.
18 set 2011
Oggi a "CHI L'HA DETTO?": l'Italia fa schifo!
"L'Italia attuale è uno schifo"Questa è una grande verità. E non da oggi. Corruzione, mafia, menefreghismo, leggi ad personam, bunga bunga e scandali e amoralità dilagante.
Lo sappiamo tutti, ci conviviamo - e questo è l'aspetto più drammatico di questo paese: non ci indignamo davvero -, non cambia nulla!
Sui giornali di oggi campeggia questa frase. Fa scalpore, eppure lo sappiamo già tutti: l'Italia fa schifo.
Ma chi l'ha detto quindi?
20 ago 2011
Parlamento, ecco i super assenteisti
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| Dove sono? |
Guadagnano bene questi signori, godono di infiniti e irritanti privilegi. Ma quanto lavorano?
Alcuni tanto, altri abbastanza. Alcuni molto molto poco. Ciascuno natruralmente avrà i propri motivi.
Sono gli uomini della Lega gli stakanovisti.
Ecco i recordmen dell'assenteismo in Parlamento (dati ad oggi dall'inizio della legislatura relativi alle presenze nelle votazioni elettroniche in Aula; non evidenziate le missioni, dati da L'Espresso):
Deputati - La top 10 degli assenteisti
1) GAGLIONE Antonio (Gr. Misto) 93.37% (8501 su 9105) circ. Puglia
2) GHEDINI Niccolò (PdL) 77.00% (7011 su 9105) circ. Veneto 1
3) TREMAGLIA Mirko (FLI) 76.67% (6981 su 9105) circ. Lombardia 2
4) ANGELUCCI Antonio (PdL) 71.39% (6500 su 9105) circ. Lombardia 2
5) VERDINI Denis (PdL) 70.53% (6422 su 9105) circ. Toscana
6) BERSANI Pier Luigi (PD) 69.52% (6330 su 9105) circ. Emilia-Romagna
7) MERLO Ricardo Antonio (UDC) 67.95% (6187 su 9105) circ. America meridionale
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14 ago 2011
Mi manda... Bossi, nepotismo in salsa padana
| Mi manda... |
La manifestazioni poco educate paiono essere una strategia del politico leghista, dire le cose che “tutti pensano” e così come si dicono al bar fa sembrare la Lega, almeno ad una parte dell’elettorato, un partito schietto e comprensibile e, per i meno sottili d’intelletto, un partito “davvero vicino alla gente”.
In quanto all'incoerenza, ogni fazione politica, in una nazione davvero civile e rispettosa delle sue leggi costitutive, farebbe della incoerenza il motivo per la secca bocciatura di un politico.
In Italia, paese dell’opportunismo e nel quale la furbizia è un valore, questo non solo non accade, ma è anzi premiante. E il premio più grosso in politica fino ad oggi l’ha riscosso Umberto Bossi.
Nepotismo padano? L’argomento più eclatante è il nepotismo dilagante, che affligge anche la Lega.
Ricordiamo un antefatto spiazzante per Bossi, almeno in teoria, ovvero la dichiarazione (Corriere della Sera, 11 novembre 2004 e ripreso in “Inganno Padano, la vera storia della Lega Nord”) della Simonetta Faverio, allora addetta stampa del Carroccio, e che nel tempo scala le vette della Rai:
“In un movimento che si propone di fare la rivoluzione non ci può essere posto per gli arrivisti, i corrotti, i poltronari, i leccaculo, i pentriti e i lottizzatori”.La mia banda suona il rock. Ma è di questi giorni la notizia (Corriete.it del 13 agosto 2011 a firma di Ilaria Morani) che coinvolge una persona vicina al Ministro degli Interni Maroni:
Simona Paudice - vocalist dei Distretto 51, gruppo musicale dove suona anche il ministro Roberto Maroni, viene assunta in modo secondo alcuni poco trasparente all'ospedale di Treviglio, il direttore dell’azienda è il Cesare Ercole.
Simona Paudice ha partecipato a un bando di concorso per un posto da coadiutore amministrativo esperto, posti 7, le candidature solamente 23. All'Asl di Bergamo nell'ultimo concorso erano arrivate centinaia di domande. “Nessuno ci aveva avvisato del bando, come invece sempre accade”, dicono alla Cgil.
La Paudice passa la prima selezione, quella che valuta il curriculum, con un punteggio molto basso, 3,842 su un massimo di 20. Ma nello scritto si fa valere e becca 50 punti “per aver risposto eccellentemente alla domanda sulla legge 196 del 2003, in tema di privacy”. Altro assunto sarà anche il giovane autista, Gianluca Barbieri, nato a Broni, paese natale proprio del direttore Ercole. Il ragazzo come punteggio di partenza era quello messo peggio in assoluto: 0,25. Ma all’orale evidentemente grande exploit.
La saga dei Bossi. I libri "La casta" e "Inganno padano" ne raccontano delle belle.
Franco Bossi, ex venditore di autoricambi, fratello del Senatur, diviene portabosrse dell’europarlamentare Matteo Salvini, quello di Radio Padania.
Riccardo Bossi, primogenito del Senatur, fuoricorso, diviene portaborse dell’europarlamentare Francesco Speroni.
E poi Renzo Bossi, ancora figlio del Senatur, secondo le cronache tre volte bocciato alla maturità, viene eletto poco più che 21enne alla carica di consigliere regionale in Lombardia, forte dei più di 12mila voti ricevuti.
E Castelli che fa? Un altro caso interessante, che i due autori raccontano, è quello del consulente esperto di cui si avvalse l’ex ministro della Giustizia, Roberto Castelli, leghista. Avendo necessità di un esperto in edilizia carceraria, scelse senza battere ciglio l’amico Giuseppe Magni. Ecco il curriculum: artigiano metalmeccanico, grossista in prodotti ittici freschi, congelati e surgelati, deputato per la provincia di Lecco al Parlamento di Chignolo Po (assemblea dei padani). Di carceri ne sapeva qualcosa? No, però l’incarico, rinnovatogli pare ben sette volte, gli fruttò qualcosa come 200mila euro – pagati non dai padani ma dagli italiani, ricordiamocelo - in cambio di relazioni generiche come la Corte dei Conti stabilì poi, condannando il ministro a risarcire lo Stato con più di 98mila euro, data “l’eclatante illegittimità e illiceità del comportamento del ministro”.
La casta, in questo caso il tribunale dei ministri, assolse Castelli.
Non solo padani. Le cronache riportano altri chiacchierati casi, alcuni oggetto anche di denunce, riguardanti altri nomi altisonanti dell’establishment leghista, ad esempio quello di Tosi, sindaco di Verona.
Che sia un malcostume ampiamente diffuso e che questo faccia della classe politica una “casta” non ci sono dubbi. La gestione clientelare da parte dei politici è vecchia come il mondo ma quel che stona è la posizione che la Lega ha sempre assunto, particolarmente avversa ai comportamenti clientelari di certa classe politica meridionale.
In Valle d'Aosta che succede? Ma, come ricordano Rizzo e Stella nel loro libro “La casta”, tutto il mondo è paese e ad esempio in Val d’Aosta non son da meno. Un cognome ritorna spesso, quello di Caveri: Luciano assessore al Turismo e futuro Governatore regionale della localissima Unione Valdotaine; Alberto avvocato che riceve una commessa per una consulenza legale da 61mila euro. Un altro cognome in voga è quello di Cerise: Alberto è assessore ai Lavori pubblici (Unione Valdotaine), Italo agronomo, Bruno ingegnere, Chantal esperta di beni culturali… tutti, secondo quanto scrivono i due autori, ricevono incarichi dalla Regione.
Tutti bravissimi o un po’ paraculati?
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9 ago 2011
Vilipendio allo Stato e vilipendio di Stato
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| Bossi si esibisce nel pezzo forte del suo repertorio, il dito medio |
Non ha voluto perché i mandanti, più che gli esecutori, sono certamente in vita e probabilmente seduti sugli scranni di importanti istituzioni o ne muovono in qualche modo le fila. Il presidente della associazione familiari delle vittime della strage di Bologna, nella recente commemorazione, alla quale non ha presenziato (stranamente) alcun ministro – espressione dell’attuale governo di centrodestra presieduto da un premier affiliato alla P2 – ha fatto pesanti riferimenti a questa situazione (che lo Stato sia mandante o spettatore passivo di stragi?) e casualmente uno degli accoliti del primo ministro - Fabio Garagnani (Pdl) - si è risentito arrivando a dichiarare che per le sue dichiarazioni il presidente della associazione familiari delle vittime della strage va accusato di vilipendio alle istituzioni (violazione dell’articolo 290 del Codice Penale) e per questo penalmente perseguito.
Ora, le istituzioni sono quelle che anzitutto hanno ritenuto di non farsi rappresentare con le più alte cariche alla commemorazione, peccato morale che sa di vigliaccheria e segnale fin troppo evidente di dissociazione da una parte del paese, quella della gente che subisce.
Inoltre, all’on. Garagnani, che con cotanta solerzia vorrebbe denunciare per vilipendio alle istituzioni, mi domando con che faccia lui possa tutelare quelle stesse istituzioni che sono dileggiate quotidianamente dai suoi alleati di Governo, i padani della Lega Nord, i quali col tricolore si pulirebbero volentieri i fondelli sulla pubblica piazza. All’on. chiediamo di leggere quanto sta scritto all’art 1 dello statuto del Carroccio:
“Il Movimento politico denominato Lega Nord per l’Indipendenza della Padania” costituito da associazioni politiche, ha per finalità il conseguimento della indipendenza della Padania attraverso metodi democratici e il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica federale indipendente e sovrana”.L’art. 5 della Costituzione Italiana sancisce che la Repubblica è una e indivisibile, domandiamo quindi all’onorevole, così solerte nel minacciare chi si è visto portare via i parenti da una strage le cui indagini hanno patito fior di depistaggi, se chi agisce o proclama di volere agire per creare una altra entità sul territorio della Repubblica (e parla di secessione) sia da perseguire penalmente o da portare al governo come proprio alleato.
Se secondo Garagnani il presidente dell’associazione familiari delle vittime sia da denunciare perché protagonista (si legge sui principali quotidiani) di “atteggiamenti potenzialmente eversivi dell’ordine democratico che mirano a delegittimare i principi fondamentali dello Stato e della democrazia rappresentativa”, mentre i suoi alleati leghisti non lo sono quando auspicano la secessione.
Spieghi l’onorevole perché si è alleato con chi il vilipendio alla Repubblica e ai suo simboli l’ha già attuato ripetutamente. E spieghi questa alleanza in che ‘do ut des’ trova i suoi motivi.
E in ultimo, non si vergogna di un alleato che ha ministri che si rivolgono al Paese mostrando il dito medio un giorno sì e l'altro anche?
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8 ago 2011
Missili, immigrati e Padani
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| Un barcone di immigrati |
Un missile libico cade non distante dal una nave della Marina Militare Italiana che incrocia a 10 miglia dal suolo libico, sul quale gli insorti combattono contro il regime di Gheddafi.
I ministri degli Esteri e della Difesa italiani minimizzano.
Berlusconi, il traditore. In realtà cosa c’è di strano? Partecipiamo alla coalizione che sta bombardando la Libia, semmai è strano che ad oggi nessuna ritorsione sia stata ancora compiuta da Gheddafi, che forse non ne ha le forze ma certo non ce la risparmierebbe.
Siamo, infatti, il paese dell’ex amico di Gheddafi, il traditore Silvio Berlusconi, fautore del trattato politico-militare con la Libia che impegna il nostro paese a versare 20 miliardi di dollari alla Libia per ben 5 anni. In cambio di cosa?
Berlusconi, il traditore. In realtà cosa c’è di strano? Partecipiamo alla coalizione che sta bombardando la Libia, semmai è strano che ad oggi nessuna ritorsione sia stata ancora compiuta da Gheddafi, che forse non ne ha le forze ma certo non ce la risparmierebbe.
Siamo, infatti, il paese dell’ex amico di Gheddafi, il traditore Silvio Berlusconi, fautore del trattato politico-militare con la Libia che impegna il nostro paese a versare 20 miliardi di dollari alla Libia per ben 5 anni. In cambio di cosa?
Dell’impegno della Libia a fermare e fare sparire i flussi di migranti verso le nostre coste, che drammaticamente ora continua, come le cronache riportano quotidianamente.
Padani sì ma con i soldi italiani. Quel trattato fu siglato con il placet della Lega Nord (e messo nel mirino dalle Nazioni Unite che hanno posto 92 quesiti sulle violazioni dei diritti umanitari connessi a quell’accordo), il partito secessionista – almeno a parole – che la sua battaglia contro gli immigrati la fa così pagare all’intero Paese, non alla fantomatica Padania. Con la guerra il trattato salta e i flussi riprendono, la Lega casualmente è contro l’intervento dell’Italia contro la Libia (e non si capisce anche qui come un partito che vuole rappresentare qualche regione possa esprimere le scelte di un paese da cui vorrebbe staccarsi).
Come ci riesce Umberto Bossi, che pesa il 10% dell’elettorato italiano, a condizionare il Governo in modo così pesante?
Con un ricatto, riguardante la giustizia. In cambio infatti la Lega si presta al massacro della magistratura italiana voluta dal capoccia Silvio Berlusconi, che ha un interesse personale a smontarla per difendere se stesso. Da qui le leggi anti giudici e anti processi. Di qui il contraccambio: via libera a leggi xenofobe, omofobe proposte da Bossi & C.
Padani sì ma con i soldi italiani. Quel trattato fu siglato con il placet della Lega Nord (e messo nel mirino dalle Nazioni Unite che hanno posto 92 quesiti sulle violazioni dei diritti umanitari connessi a quell’accordo), il partito secessionista – almeno a parole – che la sua battaglia contro gli immigrati la fa così pagare all’intero Paese, non alla fantomatica Padania. Con la guerra il trattato salta e i flussi riprendono, la Lega casualmente è contro l’intervento dell’Italia contro la Libia (e non si capisce anche qui come un partito che vuole rappresentare qualche regione possa esprimere le scelte di un paese da cui vorrebbe staccarsi).
Come ci riesce Umberto Bossi, che pesa il 10% dell’elettorato italiano, a condizionare il Governo in modo così pesante?
Con un ricatto, riguardante la giustizia. In cambio infatti la Lega si presta al massacro della magistratura italiana voluta dal capoccia Silvio Berlusconi, che ha un interesse personale a smontarla per difendere se stesso. Da qui le leggi anti giudici e anti processi. Di qui il contraccambio: via libera a leggi xenofobe, omofobe proposte da Bossi & C.
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23 giu 2011
La sorpresa sotto le braghe del boccalarga padano
Duro, durissimo. Il comprendonio e niente altro. Questo è tutto quando parliamo di certa classe dirigente leghista della quale la base va fiera, fino ad un certo punto.
L’ultima uscita grezza e sessista l’ha fatta oggi uno psichiatra, il deputato leghista Massimo Polledri negli studi Rai della trasmissione Agorà, dove si stava confrontando con la collega del Pd Pina Picierno. Questa, alla affermazione “la lega a Pontida lancia segnali di celodurismo, ma poi arriva e Roma e si cala le braghe” riceve come risposta a mezza voce fal Polledri una frase che dire becera è poco: “Se ci caliamo le braghe noi, può esserci una bella sorpresa per te”:
Stiamo sui toni e rispondiamogli per le rime a sto cafone: caro Polledri, al posto di andare per studi televisivi a millantare doti da dimostrare, dai alla tua compagna le dimostrazioni del caso prima che altri più puntuali e meno parolai lo facciano al tuo posto.
PS: Polledri è lo stesso che tempo fa in Parlamento ricolse uno "Stai zitta, handicappata del cazzo" alla deputata disabile Ileana Argentin.
L’ultima uscita grezza e sessista l’ha fatta oggi uno psichiatra, il deputato leghista Massimo Polledri negli studi Rai della trasmissione Agorà, dove si stava confrontando con la collega del Pd Pina Picierno. Questa, alla affermazione “la lega a Pontida lancia segnali di celodurismo, ma poi arriva e Roma e si cala le braghe” riceve come risposta a mezza voce fal Polledri una frase che dire becera è poco: “Se ci caliamo le braghe noi, può esserci una bella sorpresa per te”:
Stiamo sui toni e rispondiamogli per le rime a sto cafone: caro Polledri, al posto di andare per studi televisivi a millantare doti da dimostrare, dai alla tua compagna le dimostrazioni del caso prima che altri più puntuali e meno parolai lo facciano al tuo posto.
PS: Polledri è lo stesso che tempo fa in Parlamento ricolse uno "Stai zitta, handicappata del cazzo" alla deputata disabile Ileana Argentin.
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19 mar 2011
Il grigio Frattini e i "vicini" della Lega
Lo ricorderemo per il suo grigiore politico e il suo assoluto e acritico appiattimento sulle scelte del governo, di cui fa parte senza grandi contributi.
Parlo di Frattini, ministro degli Esteri.
L'Onu delibera la cosiddetta "no fly zone", l'Italia con una scelta bipartisan tutto sommato responsabile decide di fare la sua parte assumendosi responsabilità anche militari.
La guerra non mi piace neanche un po', ma talvolta è diffcile evitare l'uso delle armi. Non so se sia questo il motivo per il quale la Lega non ha partecipato a questa decisione, rifacendosi alla posizone della Germania.
Fatto sta che, ricevute le critiche da D'Alema su questo smarcamento di una forza di governo, Frattini se ne esce con una giustificazione assolutamente sciatta e priva di senso:
Ma agli affaristi del Pdl va bene così, come ha dimostrato la Prestigiacomo che a microfoni "apparentemente" spenti si è fatta beccare mentre suggeriva a Tremonti di "cambiare strategia sul nucleare altrimenti perdiamo le elezioni". Nucleare scelta strategica? Sì, per gli affari loro.
Come ha detto Borghezio la Lega considera gli italiani dei "vicini". E noi dai nostri "vicini" siamo goventati. Io a miei vicini le chiavi di casa non le lascio. Voi?
Parlo di Frattini, ministro degli Esteri.
L'Onu delibera la cosiddetta "no fly zone", l'Italia con una scelta bipartisan tutto sommato responsabile decide di fare la sua parte assumendosi responsabilità anche militari.
La guerra non mi piace neanche un po', ma talvolta è diffcile evitare l'uso delle armi. Non so se sia questo il motivo per il quale la Lega non ha partecipato a questa decisione, rifacendosi alla posizone della Germania.
Fatto sta che, ricevute le critiche da D'Alema su questo smarcamento di una forza di governo, Frattini se ne esce con una giustificazione assolutamente sciatta e priva di senso:
"Rispettiamo la posizione della Lega. La comprendiamo, l'abbiamo vista anche sull'Afghanistan: la Lega alla fine mantiene una lealtà assoluta alle azioni del governo".Significato del commento: questi non ci levano l'appoggio qualsiasi cosa accada, il Presidente del Consiglio è protagonista di scandali e chiamato in 100 processi? Non importa. La Lega persegue i propri fini utilitaristicamente, si smarca quando vuole. Di fatto ha una posizione ricattatoria.
Ma agli affaristi del Pdl va bene così, come ha dimostrato la Prestigiacomo che a microfoni "apparentemente" spenti si è fatta beccare mentre suggeriva a Tremonti di "cambiare strategia sul nucleare altrimenti perdiamo le elezioni". Nucleare scelta strategica? Sì, per gli affari loro.
Come ha detto Borghezio la Lega considera gli italiani dei "vicini". E noi dai nostri "vicini" siamo goventati. Io a miei vicini le chiavi di casa non le lascio. Voi?
20 gen 2011
La salma di Berlusconi ostaggio di Bossi
Un politico che potremmo dire finito ma in realtà mai esistito come tale. Un mercante braccato dalla legge che si difende cambiando le leggi, circondato da donnicciole di buona famiglia di giorno ma di malaffare di notte e cortigiani leccapiedi compromessi che lo circondano e tengono botta sapendo che l’uomo cederà solo un secondo dopo che il Creatore l’avrà chiamato a sé.
C’è già puzza di marcio e acquasanta. Berlusconi, rifatto da sapienti bisturi, pare sempre più la cera di se stesso. Un Re Impagliato tenuto in scena finchè possibile da un solo uomo: il Senatur, Umberto Bossi.
Qualsiasi cosa accada (i truiun, Mirafiori, l’Afghanistan…) il lumbard ripete la sua richiesta: dateci il federalismo, che c’entra nulla ma è la meta da portare a casa da sempre, prima affiancando il centrosinistra, poi il centrodestra… non importa.
Bossi ha mercatteggiato sempre con Berlusconi. Quando si aprlava di ampliare il Lodo Alfano, l'Umberto definì le modifiche "piccole cose: il Presidente del Consiglio deve badare a un Paese: qualcosa gli devi".
Ora la coalizione in cui Bossi è ampiamente presente e colluso fa acqua e sprofonda in scandali quotidiani (l’ultima è di oggi: Orsi, consigliere Pdl di Alemanno e sostyenuto in campagna elettorale da Berlusconi stesso, indagato per riciclaggio, reimpiego di proventi frutto di reato, corruzione, cessione di sostanze stupefacenti in occasione di festini con prostitute) e Bossi ricatta sempre più: il suo appoggio in cambio del federalismo.
Bossi sa che è in dirittura d’arrivo e non può cadere oggi il governo.
Meglio tenere in piedi la salma impagliata di Silvio Berlusconi. Amen.
C’è già puzza di marcio e acquasanta. Berlusconi, rifatto da sapienti bisturi, pare sempre più la cera di se stesso. Un Re Impagliato tenuto in scena finchè possibile da un solo uomo: il Senatur, Umberto Bossi.
Qualsiasi cosa accada (i truiun, Mirafiori, l’Afghanistan…) il lumbard ripete la sua richiesta: dateci il federalismo, che c’entra nulla ma è la meta da portare a casa da sempre, prima affiancando il centrosinistra, poi il centrodestra… non importa.
Bossi ha mercatteggiato sempre con Berlusconi. Quando si aprlava di ampliare il Lodo Alfano, l'Umberto definì le modifiche "piccole cose: il Presidente del Consiglio deve badare a un Paese: qualcosa gli devi".
Ora la coalizione in cui Bossi è ampiamente presente e colluso fa acqua e sprofonda in scandali quotidiani (l’ultima è di oggi: Orsi, consigliere Pdl di Alemanno e sostyenuto in campagna elettorale da Berlusconi stesso, indagato per riciclaggio, reimpiego di proventi frutto di reato, corruzione, cessione di sostanze stupefacenti in occasione di festini con prostitute) e Bossi ricatta sempre più: il suo appoggio in cambio del federalismo.
Bossi sa che è in dirittura d’arrivo e non può cadere oggi il governo.
Meglio tenere in piedi la salma impagliata di Silvio Berlusconi. Amen.
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umberto bossi
12 gen 2011
L'Omino risponde all'Omone Borghezio
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| L'omone Borghezio dà il suo meglio |
A parte che non si capisce a che titolo questo signorotto parli dell'Italia (a dire il vero non è chiaro perchè qualcuno lo stia ad ascoltare, noi compresi), Borghezio ha manifestato una volta di più l'anima gretta e rancorosa del suo partito, la Lega, e di una parte di chi la sostiene.
Di risposte ne ha trovate parecchie, e molti ce l'hanno mandato.
Da Facebook ecco un messaggio chiaro chiaro per Borghezio, da parte di chi conosce bene gli effetti del terremoto:
Caro Borghezio volevo dirti un po' di cose.
Ho perso la casa, l'auto, un posto di lavoro, il mio bar preferito, le mie abitudini,ma su queste cose ci posso passare anche sopra, però ho perso anche molti amici, non posso più fare colazione con un mio amico, nel mio cellulare ci sono ancora i numeri di persone che purtroppo non possono più rispondermi perchè sono rimaste sotto le macerie, molti aquilani sono ancora sulla costa per colpa di politici come lei che pensano prima al proprio conto in banca che alla dignità della persone. Siamo ancora bombardati dalle false promesse su una ricostruzione che stenta ad andare avanti ed infine questa terra che non smette di tremare!
Lei vuole solo la Padania? Allora stia lì e non rompa le scatole con le sue stronzate. Noi della Padania dobbiamo ringraziare solo i molti volontari che senza chiedere nulla ci hanno dato una mano e di certo non ci hanno considerato una palla al piede. Forse lei ancora non si rende conto che è solo un povero buffone che ancora non riesce a trovare una giusta collacazione (io un'idea ce l'avrei ma devo vedere se la mia tazza del cesso è d'accordo) e spara stronzate per apparire in televisione, forse è lei una palla al piede per lo stato e per tutti noi.
Se ha le palle (ma non credo) venga a ripetere ciò che ha detto qui all'Aquila e trovare il coraggio di guardare negli occhi la gente vuota che da quel maledetto 6 aprile ha perso anche l'anima.
L'ho già detto e lo ripeto, gli aquilan sono forti e gentili ma non fessi!!!! (Omino dell'Aquila)
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