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23 ago 2011

Che fine farà Gheddafi?

Guarda su il Colonnello...
Ha i minuti contati ma dalla Libia, con cui i media principali sono in collegamento diretto, non arrivano che informazioni contrastanti.
Intanto, Muammar Gheddafi, dov'è?
Nel suo bunker sotto i bombardamenti degli aerei Nato? In una tenda in mezzo al deserto? All'estero da qualche compiacente capo di stato, magari ad Arcore?

Attendiamo e intanto rispondiamo alla domanda del nostro sondaggio: che fine farà Gheddafi?



8 ago 2011

Missili, immigrati e Padani

Un barcone di immigrati

Un missile libico cade non distante dal una nave della Marina Militare Italiana che incrocia a 10 miglia dal suolo libico, sul quale gli insorti combattono contro il regime di Gheddafi.
I ministri degli Esteri e della Difesa italiani minimizzano.

Berlusconi, il traditore.
In realtà cosa c’è di strano? Partecipiamo alla coalizione che sta bombardando la Libia, semmai è strano che ad oggi nessuna ritorsione sia stata ancora compiuta da Gheddafi, che forse non ne ha le forze ma certo non ce la risparmierebbe.
Siamo, infatti, il paese dell’ex amico di Gheddafi, il traditore Silvio Berlusconi, fautore del trattato politico-militare con la Libia che impegna il nostro paese a versare 20 miliardi di dollari alla Libia per ben 5 anni. In cambio di cosa?
Dell’impegno della Libia a fermare e fare sparire i flussi di migranti verso le nostre coste, che drammaticamente ora continua, come le cronache riportano quotidianamente.

Padani sì ma con i soldi italiani. Quel trattato fu siglato con il placet della Lega Nord (e messo nel mirino dalle Nazioni Unite che hanno posto 92 quesiti sulle violazioni dei diritti umanitari connessi a quell’accordo), il partito secessionista – almeno a parole – che la sua battaglia contro gli immigrati la fa così pagare all’intero Paese, non alla fantomatica Padania. Con la guerra il trattato salta e i flussi riprendono, la Lega casualmente è contro l’intervento dell’Italia contro la Libia (e non si capisce anche qui come un partito che vuole rappresentare qualche regione possa esprimere le scelte di un paese da cui vorrebbe staccarsi).
Come ci riesce Umberto Bossi, che pesa il 10% dell’elettorato italiano, a condizionare il Governo in modo così pesante?
Con un ricatto, riguardante la giustizia. In cambio infatti la Lega si presta al massacro della magistratura italiana voluta dal capoccia Silvio Berlusconi, che ha un interesse personale a smontarla per difendere se stesso. Da qui le leggi anti giudici e anti processi. Di qui il contraccambio: via libera a leggi xenofobe, omofobe proposte da Bossi & C.

23 mar 2011

Gheddafi, messaggio agli italiani

L'idillio tra Silvio Berlusconi e Gheddafi è finito in un tradimento meschino, condito da grappoli di missili sganciati sulla Libia in questi giorni.
Gheddafi, uomo coriaceo e caparbio, ha le idee chiare e ci tiene a fare sapere al popolo italiano, intontito dalla propaganda e dalla disinformazione delle reti televisive controllate dal Nano di Arcore, i motivi di questa separazione.
Eccolo in questo messaggio tv sottotitolato in italiano. Buona visione.

7 mar 2011

Chi vende le armi alla Libia?

L'ipocrisia è una gran brutta bestia.
Ecco un'altra dimostrazione. Crisi libica, ora il Governo italiano prende le distanze. Ma fino a poco tempo fa si vantava della amicizia tra il Premier Silvio Berlusconi e il Rais Gheddafi.
Tutto scorre, oggi Maroni allarmato ricorda che un intervento armato in Libia da parte dell'Occidente sarebbe un errore. Troppo vicino a noi eh?
Contraddizioni e opportunismo. La nostra economia - con questo dittatore - ci fa e faceva affari, compresa la compravendita di armi.
Sapete quali sono i paesi maggiori fornitori di armi alla Libia? Clicca e fai l'amara scoperta.

24 feb 2011

Libia: Pinocchio, Papi e mio zio

Pinocchio è un po' come una bandiera per noi italiani. La sua fiaba è conosciuta in tutto il mondo, commuove ed educa.
Anche Papi Berlusconi è conosciuto in tutto il mondo, la sua favola però rattrista e diseduca.
Come burattino Pinocchio vince con un netto 6 a 0, un cappotto, sull'epigono Silvio Berlusconi. Che ogni giorno che passa appare sempre più inadeguato e meno credibile come uomo politico, guai giudiziari a parte.
Oggi, parlando della questione libica con un ministro, avrebbe confessato la sua paura per le ritorsioni di Gheddafi:
    "Dobbiamo stare attenti con Gheddafi, è un pazzo. Ci ha già sparato un missile una volta, non è che ce ne tira un altro contro?"
Ma come? Non era amico tuo, da te ospitato con ogni riverenza pochi mesi fa a Roma?
Silvio Berlusconi - richiamato da Stati Uniti, Unione europea e anche Lega Araba, che gli hanno rimproverato di essere scandalosamente equidistante, senza condannare apertamente Gheddafi - solo ieri aveva sparato un'altra affermazione discutibile, mettendo in guardia l'Europa dal rischio fondamentalismo.
"Prendiamo atto con grande piacere che il vento della democrazia è soffiato in quei Paesi. Tanti giovani vogliono entrare nella modernità e armati del loro coraggio e di internet hanno dato via ai sommovimenti. Facciamo attenzione che non ci siano violenze ingiustificate e derive che recepiscano il fondamentalismo islamico".
Mio zio quando è ubriaco nel tornare a casa dall'osteria pesta cacche a tutto spiano. Politicamemnte parlando Berlusconi sembra mio zio.
Berlusconi prende atto con piacere che soffia il vento della democrazia in quei paesi con regimi  antidemocratici con i quali lui parlava serenamente d'affari fino a dieci giorni fa.
Berlusconi ammonisce i libici a cui sparano con i caccia di non lasciasi andare a violenze ingiustificate... cioè fatevi massacrare.
Bugiardo o sprovveduto? Come mi manca Pinocchio.

21 feb 2011

Il fantastico Frattini, la democrazia e Gheddafi

Franco Frattini è fantastico. Sì, fantastico.
Mi piace tantissimo perché è un elegante maestro di sci che è passato dalle gobbe delle piste di discesa a quelle della politica con grande non chalance.
Cresciuto tra gli anni '70 e '80 politicamente nel gruppo comunista extraparlamentare (avete letto bene) che si riferiva al quotidiano Il Manifesto, dove scriveva anche il simpatico Giulio Tremonti, divunuto avvocato è arrivato dove è adesso passando naturalmente anche nel partito socialista.
Frattini non è un parvenu. E’ già stato ministro della Funzione pubblica e poi ministro degli Affari regionali nel Governo Dini, è stato consigliere comunale a Roma. Oggi è Ministro degli Affari esteri .

Oggi, mentre il Nord Africa esplode in proteste represse nel sangue e la Ue all’unanimità si mobilita per condannare la repressione violenta dei moti popolari, Frattini se ne esce con una affermazione che solo uno splendido può fare:
"L'Europa non deve esportare la democrazia. Noi vogliamo sostenere il processo democratico, ma non dobbiamo dire: questo è il nostro modello europeo, prendetelo. Non sarebbe rispettoso dell'indipendenza del popolo, della sua ownership".
Ve l'avevo detto che Frattini è fantastico.
Il Ministro degli Esteri di una paese che ha partecipato alla invasione dell’Iraq per motivi umanitari, per abbattere la dittatura, che ha migliaia di soldati in Afghanistan per normalizzare e portare democrazia in quel paese, quest’uomo se ne esce con una affermazione così: cioè in Libia no, in Libia sono affari loro. In Libia non si ha traccia di dittatori: Gheddafi è solo un simpatico affabulatore, si tratta al limite di caro e pittoresco amico del suo capo, Silvio Berlusconi, gente da piano bar, innocua.

Frattini, lo sai che... amo Zelig! Ma questa proprio...