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19 mar 2011

Il grigio Frattini e i "vicini" della Lega

Lo ricorderemo per il suo grigiore politico e il suo assoluto e acritico appiattimento sulle scelte del governo, di cui fa parte senza grandi contributi.
Parlo di Frattini, ministro degli Esteri.
L'Onu delibera la cosiddetta "no fly zone", l'Italia con una scelta bipartisan tutto sommato responsabile decide di fare la sua parte assumendosi responsabilità anche militari.
La guerra non mi piace neanche un po', ma talvolta è diffcile evitare l'uso delle armi. Non so se sia questo il motivo per il quale la Lega non ha partecipato a questa decisione, rifacendosi alla posizone della Germania.
Fatto sta che, ricevute le critiche da D'Alema su questo smarcamento di una forza di governo, Frattini se ne esce con una giustificazione assolutamente sciatta e priva di senso:
"Rispettiamo la posizione della Lega. La comprendiamo, l'abbiamo vista anche sull'Afghanistan: la Lega alla fine mantiene una lealtà assoluta alle azioni del governo".
Significato del commento: questi non ci levano l'appoggio qualsiasi cosa accada, il Presidente del Consiglio è protagonista di scandali e chiamato in 100 processi? Non importa. La Lega persegue i propri fini utilitaristicamente, si smarca quando vuole. Di fatto ha una posizione ricattatoria.
Ma agli affaristi del Pdl va bene così, come ha dimostrato la Prestigiacomo che a microfoni "apparentemente" spenti si è fatta beccare mentre suggeriva a Tremonti di "cambiare strategia sul nucleare altrimenti perdiamo le elezioni". Nucleare scelta strategica? Sì, per gli affari loro.
Come ha detto Borghezio la Lega considera gli italiani dei "vicini". E noi dai nostri "vicini" siamo goventati. Io a miei vicini le chiavi di casa non le lascio. Voi?

21 feb 2011

Il fantastico Frattini, la democrazia e Gheddafi

Franco Frattini è fantastico. Sì, fantastico.
Mi piace tantissimo perché è un elegante maestro di sci che è passato dalle gobbe delle piste di discesa a quelle della politica con grande non chalance.
Cresciuto tra gli anni '70 e '80 politicamente nel gruppo comunista extraparlamentare (avete letto bene) che si riferiva al quotidiano Il Manifesto, dove scriveva anche il simpatico Giulio Tremonti, divunuto avvocato è arrivato dove è adesso passando naturalmente anche nel partito socialista.
Frattini non è un parvenu. E’ già stato ministro della Funzione pubblica e poi ministro degli Affari regionali nel Governo Dini, è stato consigliere comunale a Roma. Oggi è Ministro degli Affari esteri .

Oggi, mentre il Nord Africa esplode in proteste represse nel sangue e la Ue all’unanimità si mobilita per condannare la repressione violenta dei moti popolari, Frattini se ne esce con una affermazione che solo uno splendido può fare:
"L'Europa non deve esportare la democrazia. Noi vogliamo sostenere il processo democratico, ma non dobbiamo dire: questo è il nostro modello europeo, prendetelo. Non sarebbe rispettoso dell'indipendenza del popolo, della sua ownership".
Ve l'avevo detto che Frattini è fantastico.
Il Ministro degli Esteri di una paese che ha partecipato alla invasione dell’Iraq per motivi umanitari, per abbattere la dittatura, che ha migliaia di soldati in Afghanistan per normalizzare e portare democrazia in quel paese, quest’uomo se ne esce con una affermazione così: cioè in Libia no, in Libia sono affari loro. In Libia non si ha traccia di dittatori: Gheddafi è solo un simpatico affabulatore, si tratta al limite di caro e pittoresco amico del suo capo, Silvio Berlusconi, gente da piano bar, innocua.

Frattini, lo sai che... amo Zelig! Ma questa proprio...