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13 dic 2011

Garage sì, aree verdi no!

Ci siamo dimenticati di essere stati bambini, oggi compriamo garage, posti auto. Spazi verdi... no.
Perchè siamo così poco sensibili all'infanzia?

I bambini hanno voglia di incontrarsi con altri bambini, di giocare, di usare le proprie energie, di scoprire.
Lo fanno meglio all’aperto, perché lo spazio che li accoglie è potenzialmente infinito, lo fanno meglio se non sono costantemente sorvegliati, specie quando la loro autonomia cresce. Autonomia nello spazio e nel tempo.
Autonomia di scegliere cosa fare, bighellonare anche, perché serve per recuperare energie, dare spazio ai sogni (noi però li portiamo al corso di chitarra o all’allenamento di pallavolo).
La richiesta più insistente dei miei figli è proprio questa, vedere altri bambini, ma non tra i banchi di scuola, ma in mezzo ad un prato, liberi di organizzarsi i giochi suppongo, anche se, capita l’antifona, son ben lieti anche di ospitare amici in casa…
Loro non lo sanno ma per noi non era così. L’aria gelida che mi entrava nei polmoni nei pomeriggi invernali passati a disputare interminabili partite di calcio al campetto, le chiacchierate fantastiche al muretto d’estate, le gare di automobiline per strada, le battaglie con i fusi… me le ricordo bene, mi ricordo le voci e i suoni, la stanchezza. Tutto. Tutto e con naturalezza.
Dare spazio e tempo ai bambini non è scontato oggi
Ci sono alcuni ostacoli che sbarrano il passo ai bambini e ci consigliano di essere sempre con loro. Dove stanno questi ostacoli? Ci sarebbe da perderci la giornata ad elencarli tutti… vediamo:

6 set 2011

Comincia la scuola, comincia l’integrazione?

La scuola italiana è multietnica
Il 7,5% degli alunni in Italia è straniero, si tratta di 673.800 alunni. Alle elementari la percentuale è ancora più alta, 8,7%. Questi dati sono superati in alcune città, quali Mantova, Prato, Piacenza.
Rispetto al 2005 l’incremento è stato dell’81%. Ma tra il 2000 e il 2010, gli studenti con cittadinanza non italiana sono aumentati di quasi il 400%.  Sono i dati che emergono dalla ricerca della Fondazione Leone Moressa.
Il numero degli alunni stranieri è cresciuto soprattutto nelle scuole dei paesi della campagna lombarda-emiliana, degli appennini tosco-emiliani, nel Veneto, delle periferie delle grandi città, laddove è cresciuta la concentrazione delle famiglie immigrate.
Cosa dovrebbero trovare tra qualche giorno questi ragazzi sui banchi di scuola? Una chance concreta di integrazione.
Che naturalmente non è un problema dei piccoli, i quali crescono sin dalla scuola dell’infanzia confrontandosi con altri bambini che, se nati in Italia o arrivatici da piccolissimi, si distinguono solo per i tratti somatici, parlando o imparando a parlare l’italiano come i ragazzi di famiglia italiana.

26 feb 2011

La libertà di dire sciocchezze

Dare alla platea concetti semplici e soprattutto metterla a proprio agio superando l'ostacolo dell'indecenza intellettuale per primi, in modo che chi ascolta si senta moralmente e psicologicamente libero di fare emergere le proprie peggiori idee: questa tecnica il Cav. On. Berlusconi Silvio (noooo, ancora lui!) la usa sistematicamente, il gregge gradisce.
L'ultima sciocchezza l'ha propinata ai cattolici riformisti riuniti in congresso:
"Libertà vuol dire avere la possibilità di educare i propri figli liberamente, e liberamente vuol dire non essere costretti a mandarli in una scuola di Stato, dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare principi che sono il contrario di quelli dei genitori".
Naturalmente anche un ebete sa che nessuno in Italia obbliga i genitori a mandare i propri figli in una scuola pubblica, possono mandarlo in un istituto privato.
Lo stesso ebete sa che a differenza della scuola pubblica quella privata costa, non tutti naturalmente possono permettersi questa scelta.
L'ebete se riflette un pochino comprende a grandi linee che in un istituto privato c'è una proprietà che, quella sì, ha interesse ad esprimere scelte didattiche e morali di parte, alle quali il corpo docente è tenuto ad uniformarsi, risultando la scuola de facto faziosa (nella scuola pubblica il preside non ha questa facoltà).
L'ebete, ancora lui, sa anche che molti istituti privati non hanno alcuna missione educativa ma solo economica.

Bene, l'ebete si sente meglio se al governo c'è uno come Berlusconi, che lo fa sentire cioè stupidamente a suo agio.

PS: Nelle scuole pubbliche ci sono insegnanti che vogliono convincere i ragazzi a pensare cose diverse da quelle che sono ritenute giuste a casa: intedi la tua casa di Arcore?

20 set 2010

La raccolta dei ragazzini a Napoli



Uno spaccato di società nella finzione di un film, che ci sembra assurdo e che invece tanto assurdo non è. La scuola dell'obbligo è ai minini termini e la riforma Gelmini vorrebbe rimetterla in piedi. Per alcuini ragazzini la scuola proprio non esiste.
Nella civilissima Italia.