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18 set 2011

Perché gli italiani non cacciano Berlusconi

Italiani ancora proni
Viviamo in un paese dalle logiche bizantine, poco comprensibili per chi ci guarda da fuori.
Una volta Henri Henry Kissinger, Segretario di Stato americano nel corso degli Anni '70, sorvolando l’Italia si trovò a definire il nostro Paese come "un grande casino".
Un Paese fatto di contraddizioni che sopravvive inspiegabilmente a se stesso. Come sta accadendo ora.

Non c’è infatti luogo al mondo, almeno nell’enclave dei Paesi democratici, in cui esista un primo ministro pluri inquisito e moralmente così sputtanato come il nostro Silvio Berlusconi, che possa restare in carica, che possa non essersi già dimesso, dopo gli scandali di cui leggiamo in questi giorni, suffragati da ore di intercettazioni telefoniche, con contenuti che imbarazzerebbero e ricoprirebbero di vergogna chiunque.
La "patonza", come la chiama lui, deve girare e girargli attorno di continuo, e sono affari suoi. Ma che dedico poco tempo agli affari di stato e abbia un profilo morale così infimo, questi sono affari di tutti gli italiani. Che dovrebbero presentarsi con i forconi a Palazzo Grazioli e liberare i locali.

Perché non accade? Per due motivi essenziali.

26 ago 2011

Sciopero dei calciatori? Chissenefrega!

Calcio, troppo denaro
Una enorme cloaca così a cielo aperto che i miasmi arrivano dappertutto ma, stranamente, nessuno pare curarsene.
Questa è la putrida metafora del calcio italiano, ammalato di tutto e capace di rigurgitare rivendicazioni nel momento in cui il paese annaspa in una crisi economica pesantissima.
I calciatori scioperano perchéla loro associazione (AIC) non trova un accordo sul contratto collettivo con la Lega Calcio.
Sapete perché scioperano? Non vogliono gli allenamenti separati (quando un giocatore è fuori rosa; il rischio è che la preparazione e l’immagine, quindi il ricollocamento eventuale in altro club, venga pregiudicato) e non vogliono pagare la tassa di solidarietà per i super-redditi, pretendono il netto e che quindi sia pagata dai club.
E sapete chi sono quelli che scioperano? Ragazzotti poco più che ventenni, gellati, piastrati, velinati e viziati, che “lavorano” giocando allo stesso gioco che facevano in cortile da bambini, e lucrando stipendi e prebende varie che di norma un qualunque impiegato di banca, quindi non il più disperato dei lavoratori, non vedrà in tutta la sua vita. Di questa tassa di solidarietà loro non ne vogliono sapere. Sacrificio enorme! E non vogliono nemmeno pensare allo stress di riguadagnarsi il posto, hanno paura del mobbing. Ma questa puzza tanto di scusa.
Ora intervengono anche la Federazione, il Coni e il Governo, ma niente da fare: la 1ª giornata di andata del campionato 2011-2012 in calendario nei giorni di sabato 27 e domenica 28 agosto 2011 salta per sciopero dei calciatori.
Risposta: ma chissenefrega! Lasciamoli scioperare, lasciamoli a scannarsi con i loro Paperon de Paperonis. Lasciamo che scendano in piazza con i loro striscioni (se qualcuno glieli scrive) e le trombette a scandire l’urlo di indignata protesta.