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29 dic 2011

Baby fashion... a chi conviene?

Shopping natalizio, balzano agli occhi alcune storture, una di queste è la... moda per bambino.
Mamme, uno dei bisogni primari del vostro bambino è vestirsi e non circolare ignudo per le strade della vostra città, ma se lo fa vestito come un manichino... vuoi mettere che gioia?.
Il business ha le sue regole, chi fa il proprio lavoro e lo fa al meglio dà il suo contributo e ottiene i risultati che cerca. Non è questo il punto.
Il punto di osservazione che suggerisco è un altro, banalmente, quello del genitore. Il genitore che interpreta il bambino. Cosa interpreta il genitore che ritiene rilevante seguire le mode e indurre di fatto i figli a farlo?
Non interpreta altro che se stesso, il suo bisogno di riconoscimento, di accettazione in mezzo agli altri, che di norma si soddisfa più banalmente accodandosi il mainstream, della moda in questo caso. “Moda”, ovvero “il così fa tutti” dell’estetica e del comportamento sociale.

28 apr 2011

Si spoglia per la griffe

"Questo è il risultato di ragazzi privi di una guida che girano in un immenso mercato senza aver imparato ad accettare il fatto di non poter avere tutto ciò che vogliono".

Sintesi significativa e spiegazione laconica data da una psicoterapeuta sulle cause di un triste fatto di cronaca di diverso tempo fa, che ebbe per protagonista una pre-adolescente della ricca provincia trevigiana.
Cosa faceva costei? Vendeva foto che la ritraggono nuda ai suoi coetanei, non per pagare le cure per la nonna malata, o per aiutare il padre disoccupato, semplicemente per acquistarsi vestiti griffati.
Ora, secondo al psicoterapeuta Antonella Baiocchi, intervistata allora da La Tribuna di Treviso, la spiegazione sta nella mancanza di riferimenti educativi adeguati provenienti dal contesto familiare:
"Manca la quantità di tempo necessaria a insegnargli dove sono i confini, dove sta il bene, dove sta il male e soprattutto l'esistenza del "non si può".
Insegnamenti che non dispiegano i loro effetti se ai figli non gli si dedica tempo e attenzioni.
C'è poi il mondo esterno, divenuto accessibilissimo quando, solo 20 anni fa, era esattamente il contrario. Mi spiego.