Visualizzazione post con etichetta sogni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sogni. Mostra tutti i post

23 nov 2011

Fantasticare oggi...

Di quando ero bambino ho ricordi da cartolina sbiadita, dietro la quale ci sono state le esperienze, belle e brutte, che hanno fatto di me quello che sono.
Dei fatti ricordo alcuni dettagli ma di una cosa ho la netta e viva sensazione: non ero pressato dagli adulti per crescere velocemente e la mia fantasia aveva le briglie sciolte. Magari non era sollecitata e non gli si riconosceva la stessa dignità della ragione, dell’impegno etc… ma aveva spazio. Così come ne aveva il gioco libero, il tempo per stare a guardare fuori dalla finestra o sdraiato sul pavimento faccia in su a fantasticare di quando avrei segnato quel gol in rovesciata a S. Siro o detto alla mia compagna di classe che mi piaceva.

Oggi, nei gruppi e nei contesti relazionali principali in cui si muovono, i bambini sono più protagonisti di allora, i loro bisogni sono la causa delle azioni dei grandi perché di fatto nel tempo gli adulti si sono orientati verso il desiderio dei bambini.

Ma i bambini, e le loro famiglie, debbono fare i conti con l’azione soffocante dei media sull’universo infantile, della tv in particolare, con la quale i bambini stanno più tempo che con i loro genitori.
L‘assenza o la minore disponibilità dei genitori è di per sé un problema: l’adulto infatti ha anche il compito di mediare la realtà, di spiegarla dove è più ostica, di introdurla un po’ per volta nell’universo meno definito del bambino. Se l’adulto non c’è, questa mediazione viene meno e – considerato che per contenuti e linguaggi in tv passa di tutto - la distinzione tra mondo dell'infanzia e mondo adulto si assottiglia, si confonde: il bambino accede al mondo dell'adulto, ai suoi problemi, ai suoi segreti, come fosse alla sua pari. Ne riceve le medesime sollecitazioni, quelle della pubblicità in primis.