12 set 2011

Oggi a "CHI L'HA DETTO?": famiglie in difficoltà!

"Ho aiutato i coniugi Tarantini, una coppia con figli piccoli passata dall'agiatezza alla miseria anche per l'intervento dei magistrati"

Una coppia a caso, naturalmente.

Se avete redditi inferiori ai 500mila € l'anno proponetevi, il benefattore si dissanguerà per voi morti di fame, come per tutte quelle ragazze giovani in palese difficoltà economica... Io mi sono già messo in lista: passaparola!

Flash dall’11 settembre

Marcello Jori per il Corriere-della-Sera
Where Does the Dust Itself Collec"t di Xu-Bing
Ground Zero, l'11 settembre, folla, commozione.
Ha ancora un sapore di dolore misto a sconcerto la strage delle Twin Tower, come fosse avvenuta pochi mesi fa. Invece sono passati anni. 10 anni.
Una strage che lascia ancora sconcertati, e con molti dubbi, un fatto che ne ha indotti altri, altre morti, pensiamo alle guerre, senza davvero riportare ad una rinascita né il mondo occidentale né quello dal quale l’attacco è partito. Diremmo che non è cambiato nulla. O forse sì, questa crisi economica che non desiste, ad esempio.

11 settembre, simbolo storico nell'arte.
L’11 settembre è un fatto simbolico della storia.
A renderlo eterno, a fissarlo, ci hanno provato molti artisti. Tanti artisti in 10 anni hanno dato la stura alla propria creatività per immortalare il fatto. Propongo alcune immagini “atipiche” tra le diverse segnalate in rete, per ricordare.
La contro-copertina del Corriere della Sera affidata, tra gli altri, a Marcello Jori che propone una immagine dal sapore decisamente magrittiano (sopra).
Sotto invece "Where Does the Dust Itself Collect" di Xu-Bing, che rievoca una delle immagini più incisive, quella della tempesta di polvere scatenata dal crollo degli edifici.

6 set 2011

Comincia la scuola, comincia l’integrazione?

La scuola italiana è multietnica
Il 7,5% degli alunni in Italia è straniero, si tratta di 673.800 alunni. Alle elementari la percentuale è ancora più alta, 8,7%. Questi dati sono superati in alcune città, quali Mantova, Prato, Piacenza.
Rispetto al 2005 l’incremento è stato dell’81%. Ma tra il 2000 e il 2010, gli studenti con cittadinanza non italiana sono aumentati di quasi il 400%.  Sono i dati che emergono dalla ricerca della Fondazione Leone Moressa.
Il numero degli alunni stranieri è cresciuto soprattutto nelle scuole dei paesi della campagna lombarda-emiliana, degli appennini tosco-emiliani, nel Veneto, delle periferie delle grandi città, laddove è cresciuta la concentrazione delle famiglie immigrate.
Cosa dovrebbero trovare tra qualche giorno questi ragazzi sui banchi di scuola? Una chance concreta di integrazione.
Che naturalmente non è un problema dei piccoli, i quali crescono sin dalla scuola dell’infanzia confrontandosi con altri bambini che, se nati in Italia o arrivatici da piccolissimi, si distinguono solo per i tratti somatici, parlando o imparando a parlare l’italiano come i ragazzi di famiglia italiana.

5 set 2011

Il Governo censura l'arte?

Liberté, Egalité, Fraternité (Massimiliano Galliani)
Omar e i figli Michelangelo e Massimiliano di cognome fanno Galliani. Nulla a che vedere col mascherone pelatoche regge le sorti del Milan.
Questi Galliani sono artisti.
Le loro opere dal 3 settembre sono in mostra a Palazzo Soranzo Cappello  di Venezia, nella mostra "Acqua in Bocca".
O meglio, sono in mostra tutte quelle previste, tranne una, “Liberté, Egalité, Fraternité”, che è stata rimossa per vole, pensate un po’, della Soprintendenza.
Liberté, Egalité, Fraternité” è una installazione composta da un letto con copertina e scendiletto, il primo raffigura la bandiera francese, il secondo il Tricolore italiano. Di mezzo, ai piedi di ciascuna delle gambe del letto, una scodella verde, trait d’union che spiega il nesso di questi accostamenti. Chiro? Non cerdo.
Massimiliano Galliano spiega (come riportato da Art Tribune):
L’opera Liberté, Egalité, Fraternité nasce” spiega Galliani ad Artribune “dall’unione di due pensieri fissi nella mia testa. Il primo riguarda un mio ricordo lontano. L’immagine di un letto da contadino con i quattro piedi in altrettante ciotole colme d’acqua. Forse per impedire agli insetti di arrampicarsi. L’altro dal comportamento che ha dimostrato la Francia (in prima linea nel conflitto) di fronte alla richiesta disperata dei profughi libici e tunisini che fuggivano dalle zone calde per cercare asilo in Europa. Da qui un letto ottocentesco coperto interamente da un grande tricolore francese poggia i suoi quattro piedi su altrettante ciotole verdi (unico colore nella bandiera libica) colme di petrolio. Ai piedi del letto un piccolo poggiapiedi cucito con il tricolore italiano denota il nostro ruolo in tutta la questione. Il tutto al ritmo della Marsigliese che suona proveniente da una vecchia radio a valvole”.
L’ installazione insomma è dedicata alla “rivoluzione” di Libia. Ecco il problema!