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30 nov 2010

Unico, autentico: ciao Mario Monicelli

Mario Monicelli
Unico, autentico. Come uomo e come regista.
Un personaggio forgiatosi nella bellezza dei suoi lavori, maetro della commedia italiana, che ha saputo raccontare l'Italia e l'italiano medio meglio di tanti saggi sociologici.
Al questo personaggio che oggi ci ha lasciati, all'età di 95 anni, sono accostati i più bei nomi del cinema nostrano: Sordi, Mastroianni, Gassman per citarne solo alcuni.
Sue alcune delle pellicole a cui gli italiani sono più affezionati:  La grande guerra, Amici miei, Guardie e ladri, L'armata Brancaleone, i Soliti ignoti.
Storie che osservano l'umanità paesana del nostra terra da dopo la guerra a tutti gli anni 70, con ironia, umanità.
Umanità ed ironia, sagacia, che oggi mancano tristemente al mondo della cultura italiana, messo nell'angolo anche dai continui tagli che miopi governi non si dimenticano mai di fare.
Mario Monicelli ha scelto di andarsene oggi, a 95 anni, lanciandosi nel vuoto.

Qui racconta con lucidità chi siamo, noi italiani. E' un racconto semplice e lucido, che non lascia scampo.

30 gen 2010

La Freccia Azzurra, colpisce il cuore di bambino

Quanto è antipatico quello Scarafoni, vero?
Pulcioso che specula su ciò che di più caro hanno a Natale i bambini, i sogni! Ah, che pernacchie si è preso, tutte le volte, senza pietà, dai miei figli alla fine, quando rincorre con affanno i soldi che si spargono per la strada.
La Freccia Azzurra (Enzo D'Alò, 1996) è uno dei cartoni d’atmosfera più magici che abbia visto, discreto e intimo, così vicino al cuore onirico dei bambini. Sì, colpito al mio cuore di fanciullo dal dardo turchese ho riprovato l’emozione magica del Natale così come la provavo, nell’attesa, da bambino.

Scarafoni (la voce è di Dario Fò) è un commerciante di giocattoli, un palancaio senza cuore che fa ammalare la Befana per mettersi in campo in prima persona all’Epifania e vendere i giocattoli ai soli bambini abbienti. Ruba la magia della festa e sarà punito.
Francesco si incanta davanti alla vetrina del negozio per un trenino azzurro, la Freccia Azzurra, lui orfano di un ferroviere. Quanto vale per lui quel giocattolo?

Il cartone è da vedere, anche se le feste sono passate: seguite i giocattoli che nella notte innevata girano per le strade al seguito del trenino per ovviare all’assenza della Befana ammalata e recapitare se stessi ai bambini che sognano nella città assopita.
Il film ha momenti delicati e ammalianti, sottolineati da voli di fantasia e dalle musiche di Paolo Conte. Anche qui la mano di D’Alò che ha saputo trarre l’incanto della fiaba di Gianni Rodari - da cui la storia è tratta – mantenendone i significati: solidarietà, importanza del gioco.