Ecco cos’è il Natale.
Niente buonismi. Siamo sinceri. Di cristiano il Natale non ha più nulla, da un pezzo, e non si affanni nessuno ad accorrere in suo soccorso, predicandone i significati e mostrando per quante persone invece è ancora e davvero una festa religiosa.
L’abete addobbato è il simbolo, Babbo natale il messaggero, i grandi magazzini il luogo della sua celebrazione.
Natale è triste nella menzogna in cui è stato trasformato. Triste perché la maggioranza delle persone si accodano per vivere un momento di consumo con la maschera della fede, che poi durante l'anno per i più finisce in soffitta.
Triste per il tardivo e opportunistico risveglio delle coscienze, che induce all’obolo facile, all’adozione a distanza, alla buona azione sotto casa. Una volta all’anno.
Non mancano on line gli esempi di quanto questa festa come quelle correlate abbiano un senso puramente materiale.
Un esempio. Santa Lucia non conosce crisi – scrive il quotidiano Bresciaoggi -. Per la festa più amata dai bambini locali non si bada a spese, si fa di tutto per soddisfare le richieste.
"Per la festa di Santa Lucia spendiamo uno sproposito, ma è anche l'unica vera occasione in cui facciamo i regali ai nostri figli - racconta una mamma 36enne -. Quest'anno abbiamo speso circa 200 euro a testa”.
Un’altra madre racconta: “Il budget che abbiamo messo a disposizione è di 80/100 euro a bambino, tanto poi i parenti li riempiranno di una miriade di altre cose”.
"Abbiamo riempito di doni il sottotetto di casa - racconta un’altra mamma, insegnante 37enne -. Di solito mi occupo io di scegliere i regali ma alla fine mio marito non resiste alla tentazione e aggiunge qualcosa per cui la mattina del 13 ci troviamo letteralmente invasi dai giochi".
Un'immagine meravigliosa, che evoca in ciascuno ricordi unici e speciali. È il commento della giornalista, che tra l’altro nel suo pezzo non si risparmia di nominare questa e quella marca di giocatoli, questo e quel negozio, quasi uno spot camuffato. E poi finalmente viene al nocciolo della questione:
Soddisfatti i commercianti, concordi nell'affermare che "la crisi c'è, ma non riguarda i bambini”.
Non è affatto una immagine meravigliosa.
Intanto in passato i regali erano unici, e non una carrettata (che in parte resterà a lungo in un armadio). Non sono affatto meravigliosi lo spreco e la rincorsa al consumo.
