Lo dico ora prima che sia sospetto: il Natale mi angoscia un po'.
Mi angoscia perchè è un turbine, la gente corre di più, si affanna.
E consuma stramaledettamente a caso. Sì, non "tanto", quello dipende da quanti soldi si ha in tasca e da quanto si è affetti da shopping compulsivo.
Ma inutilmente e spesso "a caso".
Penso in particolare ai regali dei parenti, quelli che ricevi "a caso", a me succede, soldi gettati.
E penso alle tavolate ipercaloriche dove avanza un sacco di roba.
Possiamo - senza rivoluzionare nulla - selezionare un po' le scelte.
Ad esempio: se non sapete cosa regalare, fate una donazione a qualche progetto che riguarda i bambini che hanno vite disagiate.
Su un biglietto scivete: "Caro zio, ho donato a tuo nome 20 € a questa Onlus che si occupa di bambini che soffrono, tieni questo biglietto sul cuore".
Altro esempio: a tavola non sprecate, siate meno convenzionali e mangiate di meno e leggero, si può farlo facendo ugualmente godere il palato.
Eccovi due "indirizzi":
- per la beneficienza: i bambini di strada assistiti da Parada.
- per le cene natalizie: i menu di natale light di Casadivita.
Nessuna rivoluzione, nessun moralismo, solo un po' di buon senso.
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14 nov 2011
Il Natale mi...
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27 dic 2010
Il magazzino di Babbo Natale
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| Foto via Boston.com |
Ecco dove stavano probabilmente i vostri regali fino a poche ore fa: in uno dei magazzini di Amazon (questo è quello di Amazon.co.uk di Swansea, Galles, il più grande nel Regno Unito).
23 dic 2010
La Natività ai tempi del web
I tempi cambiano, i sentimenti rimangono gli stessi?
11 dic 2010
Natale, festa immorale
Orgia dello spreco, abbuffata d’egoismi, fiera dell’inutile, celebrazione del consumismo. Ma soprattutto parata della menzogna e dell’ipocrisia.
Ecco cos’è il Natale.
Niente buonismi. Siamo sinceri. Di cristiano il Natale non ha più nulla, da un pezzo, e non si affanni nessuno ad accorrere in suo soccorso, predicandone i significati e mostrando per quante persone invece è ancora e davvero una festa religiosa.
L’abete addobbato è il simbolo, Babbo natale il messaggero, i grandi magazzini il luogo della sua celebrazione.
Natale è triste nella menzogna in cui è stato trasformato. Triste perché la maggioranza delle persone si accodano per vivere un momento di consumo con la maschera della fede, che poi durante l'anno per i più finisce in soffitta.
Triste per il tardivo e opportunistico risveglio delle coscienze, che induce all’obolo facile, all’adozione a distanza, alla buona azione sotto casa. Una volta all’anno.
Non mancano on line gli esempi di quanto questa festa come quelle correlate abbiano un senso puramente materiale.
Un esempio. Santa Lucia non conosce crisi – scrive il quotidiano Bresciaoggi -. Per la festa più amata dai bambini locali non si bada a spese, si fa di tutto per soddisfare le richieste.
Un'immagine meravigliosa, che evoca in ciascuno ricordi unici e speciali. È il commento della giornalista, che tra l’altro nel suo pezzo non si risparmia di nominare questa e quella marca di giocatoli, questo e quel negozio, quasi uno spot camuffato. E poi finalmente viene al nocciolo della questione:
Non è affatto una immagine meravigliosa.
Intanto in passato i regali erano unici, e non una carrettata (che in parte resterà a lungo in un armadio). Non sono affatto meravigliosi lo spreco e la rincorsa al consumo.
Ecco cos’è il Natale.
Niente buonismi. Siamo sinceri. Di cristiano il Natale non ha più nulla, da un pezzo, e non si affanni nessuno ad accorrere in suo soccorso, predicandone i significati e mostrando per quante persone invece è ancora e davvero una festa religiosa.
L’abete addobbato è il simbolo, Babbo natale il messaggero, i grandi magazzini il luogo della sua celebrazione.
Natale è triste nella menzogna in cui è stato trasformato. Triste perché la maggioranza delle persone si accodano per vivere un momento di consumo con la maschera della fede, che poi durante l'anno per i più finisce in soffitta.
Triste per il tardivo e opportunistico risveglio delle coscienze, che induce all’obolo facile, all’adozione a distanza, alla buona azione sotto casa. Una volta all’anno.
Non mancano on line gli esempi di quanto questa festa come quelle correlate abbiano un senso puramente materiale.
Un esempio. Santa Lucia non conosce crisi – scrive il quotidiano Bresciaoggi -. Per la festa più amata dai bambini locali non si bada a spese, si fa di tutto per soddisfare le richieste.
"Per la festa di Santa Lucia spendiamo uno sproposito, ma è anche l'unica vera occasione in cui facciamo i regali ai nostri figli - racconta una mamma 36enne -. Quest'anno abbiamo speso circa 200 euro a testa”.
Un’altra madre racconta: “Il budget che abbiamo messo a disposizione è di 80/100 euro a bambino, tanto poi i parenti li riempiranno di una miriade di altre cose”.
"Abbiamo riempito di doni il sottotetto di casa - racconta un’altra mamma, insegnante 37enne -. Di solito mi occupo io di scegliere i regali ma alla fine mio marito non resiste alla tentazione e aggiunge qualcosa per cui la mattina del 13 ci troviamo letteralmente invasi dai giochi".
Un'immagine meravigliosa, che evoca in ciascuno ricordi unici e speciali. È il commento della giornalista, che tra l’altro nel suo pezzo non si risparmia di nominare questa e quella marca di giocatoli, questo e quel negozio, quasi uno spot camuffato. E poi finalmente viene al nocciolo della questione:
Soddisfatti i commercianti, concordi nell'affermare che "la crisi c'è, ma non riguarda i bambini”.
Non è affatto una immagine meravigliosa.
Intanto in passato i regali erano unici, e non una carrettata (che in parte resterà a lungo in un armadio). Non sono affatto meravigliosi lo spreco e la rincorsa al consumo.
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