8 dic 2010

La musica dell'amore

(Foto di Ario Wibisono via boston.com)
La musica dell'amore. Questa immagine è stata ripresa nel villaggio di Tenganan a Bali - Bali Aga in lingua locale - nella zona est dell'isola.
Un uomo suona il suo bambù per intrattenere un bambino disabile.

7 dic 2010

Di Berlusconi la Chiesa che dice?

Don Aldo Antonelli
Cosa deve accadere perché i vertici ecclesiastici, che avocano alla Chiesa il diritto a tracciare la retta via di noi tutti, intervenendo su temi forti come la contraccezione, l’eutanasia etc, cosa deve accadere perche i più alti prelati prendano il coraggio a due mani e scarichino pubblicamente ed in maniera netta l’immorale figura del nostro Premier Silvio Berlusconi?

Come può un cattolico pensante non rigurgitare non solo dinnanzi ai comportamenti immorali del leader di un partito che si dichiara cattolico (dalle bestemmie, alle reiterate offese alle donne…) ma anche a questo assordante silenzio della Chiesa in un momento storico nel quale è palese che per ripartire è necessario ancorarsi ad un set di valori condivisi?

Questo silenzio è da tempo nel mirino di un prete, un parroco di periferia, che senza mezzi termini né timori, lancia le sue taglienti domande ai vertici della Chiesa o restituisce al mittente i tentativi miseri e viscidi dei politici opportunisti che cercano di imbalsamare a loro favore l’elettorato cattolico.
Parlo di don Aldo Antonelli, parroco di Antrosano, un paesino dell'Abruzzo, che già a luglio lanciò i suoi strali contro il Cardional Bertone, reo di avere partecipato ad una cena dalla quale, ogni buon cristiano, si dovrebbe tenere alla larga. Scrisse
Cosa ci stavi a fare tu, cardinale di Santa Romana Chiesa, in quella casa trasformata in zoo, là dove famelicano in tresche trame lupi rapaci come Geronzi, camaleonti bavosi come Casini, viscide bisce come Vespa, talpe prosseneti come Letta e, sopra tutti, la iena ridens, il corrotto corruttore per antonomasia: Silvio Berlusconi? “
Non le mandò a dire nemmeno al camaleontico e prono Bondi, restituendogli - era il 1 marzo 2006 - l'opuscolo di Forza Italia mandato anche alla sua parrocchia:
"Sono abituato a dare alle parole il loro peso per ... chiamarla onorevole dovrei coartare la mia coscienza. Ho ricevuto l’inverecondo opuscolo che lei, immagino, ha inviato a tutte le parrocchie d’Italia.
Glielo restituisco senza nemmeno sfogliarlo e le ricordo che le parrocchie non sono discariche di rifiuti né postriboli nei quali si possa fare opera di meretricio".
Recentemente poi don Aldo Antonelli ha scritto anche al cardinal Bagnasco, reggente della Conferenza Episcopale, anche qui senza nascondersi:
“Signor Cardinale,
mi rivolgo a Lei come Presidente della Conferenza Episcopale Italiana per esprimerle il mio disagio e porle delle domande.
In questi ultimi tempi si è andata ingrossando la valanga di volgarità e di oscenità che già da tempo investe il paese Italia e che sta cancellando, ogni giorno di più, ogni traccia di pudore, senso del limite, coscienza di dignità e che ha imposto un degrado dell’etica pubblica, insomma tutte quelle virtù che con fatica noi parroci cerchiamo di impiantare e tener vive nell’anima dei nostri fedeli.

4 dic 2010

Guerra, donne, vita

Agosto 1950, rifugiata sudcoreana in fuga da Pohang
Immagini di una guerra minore, quella che negli anni ’50 si compì in Corea, inedite, rese pubbliche dall'esercito e dalla marina Usa attraverso i National Archives. Una guerra che nemmeno si studia sui libri di storia, non c’è oggi motivo alcuno di scalpore.

A me la guerra fa sempre effetto. Mi turba sebbene non l’abbia mai vissuta né sfiorata. Perché la guerra è  - oltre che orrore e sofferenza - stravolgimento di ogni certezza, abitudine, legame. Tutto diventa forse.
Di tutte le immagini che ho sfogliato, ho scelto quella che più di ogni altra mi evoca la guerra. Quella che della guerra mi dà la sensazione più satura. Non è l’immagine di un fucile, di un ferito, di un filo spinato, ma l’immagine di una donna. Giovane. Una donna qualsiasi, una popolana. Una donna per tutte le donne.

Le donne nella guerra apparentemente sono l’estraneo in un mondo di forza mascolina e violenza. Sono l’altrove.
Invece per me sono il centro ferito del mondo in guerra. La guerra si consuma attorno, anormale, foriera di lutti. Attorno alla vita indifesa di una mamma, una moglie.
Madri che perdono figli, compagne che soffrono la separazione dai propri uomini, che subiscono gli oltraggi dei vincitori, che consolano soldati e tamponano ferite. Ma anche la vita che continua, magari sola, nelle retrovie o a migliaia di chilometri di distanza, nell’attesa del ritorno, nella solitudine, nell’abbraccio protettivo e consolante per i bambini senza padri per un mese, un anno o sempre.
E speranza anche, amore, rigenerazione, futuro. Vita insomma.

Marinetti  disse che “la guerra sta all'uomo come la maternità alle donne”, ma se le donne si occupassero di politica la mediazione vincerebbe sul remoto bisogno dell’uomo di risolvere la contesa con la morte.

2 dic 2010

Politica estera e affari personali di un Presidente del Consiglio italiano

Berlusconi e Putin incappucciati se la ridono
Una delle campane che abbiamo spesso sentito suonare e che ancora, incredibilmente, qualche prono accolito suona in questi giorni, è quella secondo la quale da quando c’è Silvio Berlusconi sul trono di Presidente del Consiglio l’Italia avrebbe una chiara e prestigiosa politica estera.
Fatti e illazioni dicono che le cose, tuttavia, non stanno così.

I giudizi di ambasciatori e funzionari americani su Berlusconi sono così miseri che l’unica domanda che dovremmo porci è: come fa una persona del genere ad alzarsi la mattina e ad uscire di casa senza provare vergogna?
Il signor Silvio Berlusconi, a prescindere dalla fazione politica che rappresenta (sempre peggio), è stato accusato di essere malato dalla ex moglie, per le sue attenzioni morbose verso l’altro sesso; le cronache lo raccontano come un indefesso organizzatore di festini a luci rosse e non prive di sostanze stupefacenti; altre cronache ce lo riportano intento a raccontare barzellette condite di bestemmie e che umiliano le donne; altre parlano di suoi affari poco trasparenti e di ogni sorta di violazione delle norme di legge, fino alla peggiore, ovvero la collusione con personaggi del mondo mafioso.
Le ultime rivelazioni di Wikileaks lo presentano – tornando al tema dei rapporti con i paesi esteri – come un sovrano di provincia intento a guadagnarsi in qualche modo il ruolo di importante player europeo in politica estera.
Con modalità che tuttavia stanno portando l'Italia a "sostenere gli sforzi russi di danneggiare la Nato". Sono i diplomatici Usa che lo scrivono nei loro rapporti su quella Russia che considerano "in mano alla mafia". Scelte, quelle di Berlusconi che ne minacciano la credibilità e che stanno "diventando irritanti per le nostre relazioni". Sono parole del l'ambasciatore americano a Roma Reginald Spogli.
"Purtroppo – fonte New York Times - Berlusconi tratta la politica russa come fa con gli affari domestici: tatticamente e giorno per giorno. Il suo preponderante desiderio è di rimanere nelle grazie di Putin ed ha frequentemente dato voce a opinioni e dichiarazioni che gli sono state passate direttamente da Putin". "Contatti avuti sia con il partito di opposizione di centrosinistra, Pd, sia con lo stesso partito di Berlusconi, Pdl, hanno alluso a una relazione ancora più nefanda. Loro credono che Berlusconi e i suoi intimi stiano approfittando personalmente e a mani basse dei molti accordi sull'energia tra la Russia e l'Italia. L'ambasciatore della Georgia a Roma ci ha detto che il governo georgiano ritiene che Putin ha promesso a Berlusconi una percentuale di profitto da ogni gasdotto sviluppato dall'Eni insieme a Gazprom".

Ovvero, un uomo che ha una ricchezza inversamente proporzionale alla sua statura, soprattutto morale, ancora brama di accumulare altre ricchezze, e lo fa sulla pelle degli italiani tutti.