“Se vuoi avere successo nella tua vita, ricorda questa frase: "Il passato non è uguale al futuro. se hai fallito ieri, o oggi, o un momento fa; o in tutti gli ultimi sei mesi, o negli ultimi sedici anni, o negli ultimi cinquanta anni della tua vita, non significa nulla... la questione è: cosa hai intenzione di fare, ora?!" (Anthony Robbins)Gli ultimi gironi dell'anno sono i giorni dei buoni propositi, dei "farò" o, peggio, dei "vorrei fare". Meglio alzarsi sulla punta dei piedi e guardare lontano, ma cominciare subito a fare.
19 dic 2010
Cosa hai intenzione di fare, ora?!
Ovvero, dei buoni propositi.
17 dic 2010
Danza lenta
Hai mai guardato i bambini in un girotondo?
O ascoltato il rumore della pioggia
quando cade a terra?
O seguito mai lo svolazzare
irregolare di una farfalla?
O osservato il sole allo
svanire della notte?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare così veloce.
Il tempo è breve.
La musica non durerà.
Percorri ogni giorno in volo?
Quando dici "Come stai?"
ascolti la risposta?
O ascoltato il rumore della pioggia
quando cade a terra?
O seguito mai lo svolazzare
irregolare di una farfalla?
O osservato il sole allo
svanire della notte?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare così veloce.
Il tempo è breve.
La musica non durerà.
Percorri ogni giorno in volo?
Quando dici "Come stai?"
ascolti la risposta?
12 dic 2010
Evasione fiscale, chi ruba di più?
Il dilemma è sempre quello: tasse troppo alte e quindi evasione fiscale oppure troppa evasione fiscale e quindi tasse crescenti?
Arrovelliamoci ma i nuovi dati, nel frattempo, sono sconfortanti: l’evasione fiscale in Italia è in crescita del 10,1% nel 2010 e siano al primo posto in Europa con il 54,5% del reddito imponibile evaso, per un totale di somme sottratte all'erario pari a 159 miliardi di euro l'anno (dati: Krls Network of Business Ethics - Contribuenti.it).
Le aree in cui l’indagine ha suddiviso l’evasione fiscale sono 5: evasione delle società di capitali, economia sommersa, economia criminale, evasione delle big company, evasione di lavoratori autonomi e piccole imprese.
Credete che siano le mafie e le altre organizzazioni criminali a sottrarre le maggiori risorse in termini di tasse eluse? Vi sbagliate. I massimi evasori si muovono nella economia legale. Chi evade di più?
Ecco la classifica degli evasori fiscali:
L’evasione è equamente distribuita in tutto il territorio della Repubblica? No, ecco la classifica della evasione fiscale delle aree geografiche:
Arrovelliamoci ma i nuovi dati, nel frattempo, sono sconfortanti: l’evasione fiscale in Italia è in crescita del 10,1% nel 2010 e siano al primo posto in Europa con il 54,5% del reddito imponibile evaso, per un totale di somme sottratte all'erario pari a 159 miliardi di euro l'anno (dati: Krls Network of Business Ethics - Contribuenti.it).
Le aree in cui l’indagine ha suddiviso l’evasione fiscale sono 5: evasione delle società di capitali, economia sommersa, economia criminale, evasione delle big company, evasione di lavoratori autonomi e piccole imprese.
Credete che siano le mafie e le altre organizzazioni criminali a sottrarre le maggiori risorse in termini di tasse eluse? Vi sbagliate. I massimi evasori si muovono nella economia legale. Chi evade di più?
Ecco la classifica degli evasori fiscali:
1. industriali (32,8%)
2. bancari e assicurativi (28,3%)
3. commercianti (11,7%)
4. artigiani (10,9%),
5. professionisti (8,9%)
6. lavoratori dipendenti (7,4%).
L’evasione è equamente distribuita in tutto il territorio della Repubblica? No, ecco la classifica della evasione fiscale delle aree geografiche:
11 dic 2010
Natale, festa immorale
Orgia dello spreco, abbuffata d’egoismi, fiera dell’inutile, celebrazione del consumismo. Ma soprattutto parata della menzogna e dell’ipocrisia.
Ecco cos’è il Natale.
Niente buonismi. Siamo sinceri. Di cristiano il Natale non ha più nulla, da un pezzo, e non si affanni nessuno ad accorrere in suo soccorso, predicandone i significati e mostrando per quante persone invece è ancora e davvero una festa religiosa.
L’abete addobbato è il simbolo, Babbo natale il messaggero, i grandi magazzini il luogo della sua celebrazione.
Natale è triste nella menzogna in cui è stato trasformato. Triste perché la maggioranza delle persone si accodano per vivere un momento di consumo con la maschera della fede, che poi durante l'anno per i più finisce in soffitta.
Triste per il tardivo e opportunistico risveglio delle coscienze, che induce all’obolo facile, all’adozione a distanza, alla buona azione sotto casa. Una volta all’anno.
Non mancano on line gli esempi di quanto questa festa come quelle correlate abbiano un senso puramente materiale.
Un esempio. Santa Lucia non conosce crisi – scrive il quotidiano Bresciaoggi -. Per la festa più amata dai bambini locali non si bada a spese, si fa di tutto per soddisfare le richieste.
Un'immagine meravigliosa, che evoca in ciascuno ricordi unici e speciali. È il commento della giornalista, che tra l’altro nel suo pezzo non si risparmia di nominare questa e quella marca di giocatoli, questo e quel negozio, quasi uno spot camuffato. E poi finalmente viene al nocciolo della questione:
Non è affatto una immagine meravigliosa.
Intanto in passato i regali erano unici, e non una carrettata (che in parte resterà a lungo in un armadio). Non sono affatto meravigliosi lo spreco e la rincorsa al consumo.
Ecco cos’è il Natale.
Niente buonismi. Siamo sinceri. Di cristiano il Natale non ha più nulla, da un pezzo, e non si affanni nessuno ad accorrere in suo soccorso, predicandone i significati e mostrando per quante persone invece è ancora e davvero una festa religiosa.
L’abete addobbato è il simbolo, Babbo natale il messaggero, i grandi magazzini il luogo della sua celebrazione.
Natale è triste nella menzogna in cui è stato trasformato. Triste perché la maggioranza delle persone si accodano per vivere un momento di consumo con la maschera della fede, che poi durante l'anno per i più finisce in soffitta.
Triste per il tardivo e opportunistico risveglio delle coscienze, che induce all’obolo facile, all’adozione a distanza, alla buona azione sotto casa. Una volta all’anno.
Non mancano on line gli esempi di quanto questa festa come quelle correlate abbiano un senso puramente materiale.
Un esempio. Santa Lucia non conosce crisi – scrive il quotidiano Bresciaoggi -. Per la festa più amata dai bambini locali non si bada a spese, si fa di tutto per soddisfare le richieste.
"Per la festa di Santa Lucia spendiamo uno sproposito, ma è anche l'unica vera occasione in cui facciamo i regali ai nostri figli - racconta una mamma 36enne -. Quest'anno abbiamo speso circa 200 euro a testa”.
Un’altra madre racconta: “Il budget che abbiamo messo a disposizione è di 80/100 euro a bambino, tanto poi i parenti li riempiranno di una miriade di altre cose”.
"Abbiamo riempito di doni il sottotetto di casa - racconta un’altra mamma, insegnante 37enne -. Di solito mi occupo io di scegliere i regali ma alla fine mio marito non resiste alla tentazione e aggiunge qualcosa per cui la mattina del 13 ci troviamo letteralmente invasi dai giochi".
Un'immagine meravigliosa, che evoca in ciascuno ricordi unici e speciali. È il commento della giornalista, che tra l’altro nel suo pezzo non si risparmia di nominare questa e quella marca di giocatoli, questo e quel negozio, quasi uno spot camuffato. E poi finalmente viene al nocciolo della questione:
Soddisfatti i commercianti, concordi nell'affermare che "la crisi c'è, ma non riguarda i bambini”.
Non è affatto una immagine meravigliosa.
Intanto in passato i regali erano unici, e non una carrettata (che in parte resterà a lungo in un armadio). Non sono affatto meravigliosi lo spreco e la rincorsa al consumo.
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