15 gen 2011

Uomini e macchine

"Comunichi al senatore Agnelli che nei nuovi stabilimenti Fiat devono esserci comodi e decorosi refettori per gli operai. Gli dica che l'operaio che mangia in fretta e furia vicino alla macchina, non è di questo tempo fascista. Aggiunga che l'uomo non è una macchina adibita ad un'altra macchina".
Mussolini, 16 luglio 1937, telegramma al prefetto di Torino.

L’Utilizzatore Finale, Mirafiori, due storie e un solo pianto per la Generazione BBB

Noemi, Ruby e un esercito di altre come loro. Come insegna la storia di mister Berlusconi (ora indagato per concussione e favoreggiamento di prostituzione minorile), usare una donna non è reato. Le donne non si comprano, si fanno ingaggiare da pancioni e parolai amici, e poi le si utilizzano. Questo non è solo l’artificio difensivo del vecchio drago malato, ossessionato, è qualcosa di più, è una interpretazione per tutti dei rapporti tra le persone. Chi può compra e usa tutto. Se non puoi, cerca di diventare uno che può.
Tutto questo è quasi un bene, muove anche l’economia. Quante sono le ragazze italiane, magari anche minorenni, con un paio di belle gambe e tutti gli altri “accessori” a posto? Migliaia, molte migliaia probabilmente. Una vera azienda, che avrebbe un bilancio sempre ampiamente in attivo, originato da mastrini facili facili, soprattutto lato “dare”. L’azienda modello della Generazione BBB (berlusca-bunga-bunga).

Questi anni arrotolati attorno ai guai giudiziari di mister B. stanno generando guai peggiori per il futuro del Paese: a forza di tv e giornaletti spazzatura, di cronisti e portavoce bugiardi, ben disposti a dare eco al discredito che il Capo del Governo (non l'ubriacone del bar) riversa ogni giorno contro la magistratura per delegittimarla dinnanzi alla opinione pubblica, si sta creando nei cittadini italiani una coscienza sempre più labile. In tutti, in chi mister B. già lo elegge, ma anche in chi lo tollera, in chi lo sopporta.
Un uomo sul viale del tramonto fisico, che sostiene il proprio desiderio a pasticche, la propria faccia a colpi di bisturi, la propria fedina penale a colpi di leggi. Un uomo solo con cortigiani inguaiati, spazzatura destinata alla discarica della storia, che pure regge le sorti di un Paese, sopraffatto dai propri individualismi, dal menefreghismo, dal lassismo.

Mentre si consuma  il dramma di Berlusconi, a Torino si consuma il dramma di lavoratori che guadagnano in un mese un terzo di quello che Ruby avrebbe  guadagnato per trascorrere una sera ad Arcore. Mentre mister B. si difende, alla fine della sua esistenza, e lascia messaggi immorali come eredità non richiesta alle future generazioni, a Mirafiori si consuma un confronto tra poveri, messi gli uni contro gli altri a decidere di che morte morire, subito o lentamente, in una azienda che ha già da tempo fatto la scelta di internazionalizzarsi sino al punto di non considerarsi più nemmeno necessariamente italiana, dopo avere succhiato per anni fondi alla nazione.
Due drammi, il primo senza speranza e che si concluderà solo il giorno dell’estremo saluto, il secondo chissà. Due storie, un solo pianto.

14 gen 2011

Regali per i talebani?


Afghanistan. Perlustrazione aerea a caccia dei Talebani. Un mitragliere della Royal Navy indossa un costume da Babbo Natale (da Boston.com).

12 gen 2011

L'Omino risponde all'Omone Borghezio

L'omone Borghezio dà il suo meglio
Borghezio ha detto la sua. Ha fatto le sue considerazioni in merito alla operosità dei terremotati aquilani, tacciandoli di essere una mera palla al piede per l'Italia.
A parte che non si capisce a che titolo questo signorotto parli dell'Italia (a dire il vero non è chiaro perchè qualcuno lo stia ad ascoltare, noi compresi), Borghezio ha manifestato una volta di più l'anima gretta e rancorosa del suo partito, la Lega, e di una parte di chi la sostiene.
Di risposte ne ha trovate parecchie, e molti ce l'hanno mandato.
Da Facebook ecco un messaggio chiaro chiaro per Borghezio, da parte di chi conosce bene gli effetti del terremoto:
Caro Borghezio volevo dirti un po' di cose.
Ho perso la casa, l'auto, un posto di lavoro, il mio bar preferito, le mie abitudini,ma su queste cose ci posso passare anche sopra, però ho perso anche molti amici, non posso più fare colazione con un mio amico, nel mio cellulare ci sono ancora i numeri di persone che purtroppo non possono più rispondermi perchè sono rimaste sotto le macerie, molti aquilani sono ancora sulla costa per colpa di politici come lei che pensano prima al proprio conto in banca che alla dignità della persone. Siamo ancora bombardati dalle false promesse su una ricostruzione che stenta ad andare avanti ed infine questa terra che non smette di tremare!
Lei vuole solo la Padania? Allora stia lì e non rompa le scatole con le sue stronzate. Noi della Padania dobbiamo ringraziare solo i molti volontari che senza chiedere nulla ci hanno dato una mano e di certo non ci hanno considerato una palla al piede. Forse lei ancora non si rende conto che è solo un povero buffone che ancora non riesce a trovare una giusta collacazione (io un'idea ce l'avrei ma devo vedere se la mia tazza del cesso è d'accordo) e spara stronzate per apparire in televisione, forse è lei una palla al piede per lo stato e per tutti noi.
Se ha le palle (ma non credo) venga a ripetere ciò che ha detto qui all'Aquila e trovare il coraggio di guardare negli occhi la gente vuota che da quel maledetto 6 aprile ha perso anche l'anima.
L'ho già detto e lo ripeto, gli aquilan sono forti e gentili ma non fessi!!!!  (Omino dell'Aquila)