25 set 2011

Raffinata colazione col morto

Una donna anziana entra in un bar, ordina, poi va in bagno, si chiude dentro e si spara.
Arrivano i soccorsi ma non c’è più nulla da fare.
Arrivano anche i clienti del bar, un cappuccino, una brioches, un aperitivo… il bar non chiude. Mentre la  polizia e soccorritori sono al lavoro, gli avventori continuano a consumare le colazioni, a leggere il giornale. Tutto normale.
Come dire di no alla affezionata clientela che chiede una tartina e un Campari? Il business non si ferma.
Non è il passaggio di un romanzo noir, è successo questa mattina nel raffinato e storico Bar Platti nel centro di Torino, in corso Re Umberto, all' angolo di corso Vittorio Emanuele II, dove una donna di origine francese si è tolta la vita con un colpo di pistola nella toilette del locale.
I gestori del bar hanno preferito tenere il locale aperto, separando solo la parte delle toilette e proseguendo a servire ai tavoli.
Pierina Giani è la titolare e avrebbe dichiarato:
"Non ho chiuso il bar perché non mi è sembrato opportuno, si è trattato di una fatto certo grave, ma voluto dalla signora. Mi spiace molto, era una donna gentile che da anni la domenica faceva colazione da noi, si sedeva al tavolo, consumava, dava la mancia e usciva. Ma perché chiudere il bar? Aspettavo per pranzo 100 turisti in arrivo da Milano ed il locale era pieno di gente. Io devo pensare al locale, a pagare i dipendenti, e poi forse la signora avrebbe preferito questa riservatezza".
Certo, un po' di riservatezza, che diamine, ma non troppa eh... mandando via tutti la riservatezza sarebbe stata eccessiva.
Aiutiamo la signora Giani a dire in sintesi quello al quale ha girato intorno:
Cacchi suoi, mica l’ho uccisa io, io ho i miei affari e questa cosa mi disturba già, anche chiudere dovevo?”

24 set 2011

La Gelmini manca il record e finisce nel letame!

Il carro del letame
Il Salto sul Carro del Vincitore non è una specialità in cui cimentarsi senza esperienza, allenamento, applicazione e una tecnica sopraffina.
Un tempo specialità olimpica, poi estromessa per i numerosi casi di imbrogli, il Saldo sul Carro ha visto emergere negli anni numerosi campioni e non pochi italiani.
Uno su tutti il Fede Emilio, che passato alla corte del Cav. Berlusconi Silvio smise la casacca di tifoso juventino per divenire accanito supporter milanista. Il Fede, unanimemente riconosciuto come l’espressione massima di questa forma di atletismo, maestro fra i maestri, più volte è stato insidiato da altri indomiti cultori della adulazione e dell’opportunismo atletico, come il Feltri e il Capezzone, lo Stracquadanio e il Belpietro, senza mai capitolare, bello tra i bellimbusti.
Ieri ha ricevuto l’ennesima sfida, questa volta sferratagli da una donna, Mariastella “Mary Star” Gelmini, detta anche l'Insulsa, 38enne Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca.
Il colpo è stato tentato a sorpresa a poche ore dall’annuncio che il Cern di Ginevra ha portato a termine un esperimento che dimostrterebbe che la velocità della luce può essere superata da quella dei neutrini: in sostanza dal Cern di Ginevra un fascio di neutrini è stato sparato in un viaggio sotterraneo - che dura solo 2,4 millisecondi - e ha raggiunto il Gran Sasso (viaggiando in un teorico tunnel ad una profondità massima di 3 chilometri per effetto della curvatura terrestre), dove il fascio è stato fotografato da un rilevatore che ne ha misurato la velocità.

Cosa ha fatto la Gelmini? Ha pensato di sferrare l’attacco e provare il Salto sul Carro del Vincitore: comunicato stampa con grandi congratulazioni, vantando che il tunnel di 700 e passa km è stato costruito con la collaborazione italiana.
Peccato che non esista alcun tunnel! Ah ah ah ah… che figura di merda!

18 set 2011

Oggi a "CHI L'HA DETTO?": l'Italia fa schifo!

"L'Italia attuale è uno schifo"
Questa è una grande verità. E non da oggi. Corruzione, mafia, menefreghismo, leggi ad personam, bunga bunga e scandali e amoralità dilagante.
Lo sappiamo tutti, ci conviviamo - e questo è l'aspetto più drammatico di questo paese: non ci indignamo davvero -, non cambia nulla!
Sui giornali di oggi campeggia questa frase. Fa scalpore, eppure lo sappiamo già tutti: l'Italia fa schifo.
Ma chi l'ha detto quindi?

Perché gli italiani non cacciano Berlusconi

Italiani ancora proni
Viviamo in un paese dalle logiche bizantine, poco comprensibili per chi ci guarda da fuori.
Una volta Henri Henry Kissinger, Segretario di Stato americano nel corso degli Anni '70, sorvolando l’Italia si trovò a definire il nostro Paese come "un grande casino".
Un Paese fatto di contraddizioni che sopravvive inspiegabilmente a se stesso. Come sta accadendo ora.

Non c’è infatti luogo al mondo, almeno nell’enclave dei Paesi democratici, in cui esista un primo ministro pluri inquisito e moralmente così sputtanato come il nostro Silvio Berlusconi, che possa restare in carica, che possa non essersi già dimesso, dopo gli scandali di cui leggiamo in questi giorni, suffragati da ore di intercettazioni telefoniche, con contenuti che imbarazzerebbero e ricoprirebbero di vergogna chiunque.
La "patonza", come la chiama lui, deve girare e girargli attorno di continuo, e sono affari suoi. Ma che dedico poco tempo agli affari di stato e abbia un profilo morale così infimo, questi sono affari di tutti gli italiani. Che dovrebbero presentarsi con i forconi a Palazzo Grazioli e liberare i locali.

Perché non accade? Per due motivi essenziali.

12 set 2011

Oggi a "CHI L'HA DETTO?": famiglie in difficoltà!

"Ho aiutato i coniugi Tarantini, una coppia con figli piccoli passata dall'agiatezza alla miseria anche per l'intervento dei magistrati"

Una coppia a caso, naturalmente.

Se avete redditi inferiori ai 500mila € l'anno proponetevi, il benefattore si dissanguerà per voi morti di fame, come per tutte quelle ragazze giovani in palese difficoltà economica... Io mi sono già messo in lista: passaparola!

Flash dall’11 settembre

Marcello Jori per il Corriere-della-Sera
Where Does the Dust Itself Collec"t di Xu-Bing
Ground Zero, l'11 settembre, folla, commozione.
Ha ancora un sapore di dolore misto a sconcerto la strage delle Twin Tower, come fosse avvenuta pochi mesi fa. Invece sono passati anni. 10 anni.
Una strage che lascia ancora sconcertati, e con molti dubbi, un fatto che ne ha indotti altri, altre morti, pensiamo alle guerre, senza davvero riportare ad una rinascita né il mondo occidentale né quello dal quale l’attacco è partito. Diremmo che non è cambiato nulla. O forse sì, questa crisi economica che non desiste, ad esempio.

11 settembre, simbolo storico nell'arte.
L’11 settembre è un fatto simbolico della storia.
A renderlo eterno, a fissarlo, ci hanno provato molti artisti. Tanti artisti in 10 anni hanno dato la stura alla propria creatività per immortalare il fatto. Propongo alcune immagini “atipiche” tra le diverse segnalate in rete, per ricordare.
La contro-copertina del Corriere della Sera affidata, tra gli altri, a Marcello Jori che propone una immagine dal sapore decisamente magrittiano (sopra).
Sotto invece "Where Does the Dust Itself Collect" di Xu-Bing, che rievoca una delle immagini più incisive, quella della tempesta di polvere scatenata dal crollo degli edifici.

06 set 2011

Comincia la scuola, comincia l’integrazione?

La scuola italiana è multietnica
Il 7,5% degli alunni in Italia è straniero, si tratta di 673.800 alunni. Alle elementari la percentuale è ancora più alta, 8,7%. Questi dati sono superati in alcune città, quali Mantova, Prato, Piacenza.
Rispetto al 2005 l’incremento è stato dell’81%. Ma tra il 2000 e il 2010, gli studenti con cittadinanza non italiana sono aumentati di quasi il 400%.  Sono i dati che emergono dalla ricerca della Fondazione Leone Moressa.
Il numero degli alunni stranieri è cresciuto soprattutto nelle scuole dei paesi della campagna lombarda-emiliana, degli appennini tosco-emiliani, nel Veneto, delle periferie delle grandi città, laddove è cresciuta la concentrazione delle famiglie immigrate.
Cosa dovrebbero trovare tra qualche giorno questi ragazzi sui banchi di scuola? Una chance concreta di integrazione.
Che naturalmente non è un problema dei piccoli, i quali crescono sin dalla scuola dell’infanzia confrontandosi con altri bambini che, se nati in Italia o arrivatici da piccolissimi, si distinguono solo per i tratti somatici, parlando o imparando a parlare l’italiano come i ragazzi di famiglia italiana.

05 set 2011

Il Governo censura l'arte?

Liberté, Egalité, Fraternité (Massimiliano Galliani)
Omar e i figli Michelangelo e Massimiliano di cognome fanno Galliani. Nulla a che vedere col mascherone pelatoche regge le sorti del Milan.
Questi Galliani sono artisti.
Le loro opere dal 3 settembre sono in mostra a Palazzo Soranzo Cappello  di Venezia, nella mostra "Acqua in Bocca".
O meglio, sono in mostra tutte quelle previste, tranne una, “Liberté, Egalité, Fraternité”, che è stata rimossa per vole, pensate un po’, della Soprintendenza.
Liberté, Egalité, Fraternité” è una installazione composta da un letto con copertina e scendiletto, il primo raffigura la bandiera francese, il secondo il Tricolore italiano. Di mezzo, ai piedi di ciascuna delle gambe del letto, una scodella verde, trait d’union che spiega il nesso di questi accostamenti. Chiro? Non cerdo.
Massimiliano Galliano spiega (come riportato da Art Tribune):
L’opera Liberté, Egalité, Fraternité nasce” spiega Galliani ad Artribune “dall’unione di due pensieri fissi nella mia testa. Il primo riguarda un mio ricordo lontano. L’immagine di un letto da contadino con i quattro piedi in altrettante ciotole colme d’acqua. Forse per impedire agli insetti di arrampicarsi. L’altro dal comportamento che ha dimostrato la Francia (in prima linea nel conflitto) di fronte alla richiesta disperata dei profughi libici e tunisini che fuggivano dalle zone calde per cercare asilo in Europa. Da qui un letto ottocentesco coperto interamente da un grande tricolore francese poggia i suoi quattro piedi su altrettante ciotole verdi (unico colore nella bandiera libica) colme di petrolio. Ai piedi del letto un piccolo poggiapiedi cucito con il tricolore italiano denota il nostro ruolo in tutta la questione. Il tutto al ritmo della Marsigliese che suona proveniente da una vecchia radio a valvole”.
L’ installazione insomma è dedicata alla “rivoluzione” di Libia. Ecco il problema!