30 dic 2011

La bomba spread, va di moda l'imbecillità

A Napoli tutto si può. Stranamente. Anche comprare un "cobra", petardo pericolosissimo ma lo vendono anche ad un tredicenne. Bombe altro che botti.
Quas'anno, come deneuncia corriere.it, va di moda la bomba "spread", costa dai 40 ai 70 €, non la vendono a tutti, biosogna essere introdotti, poco importa se sei un bambino.
Poi se vuoi, ti vendeono anche una pistola, bastano 1.300 €.
La bomba spread è un macigno, esplosivo però, miscela esplosiva in un vaso di terracotta, che fa un buco così nel terreno o ti devasta la casa, un'arma da guerra insomma, equivalente a dieci "bombe carta" messe insieme.

29 dic 2011

Baby fashion... a chi conviene?

Shopping natalizio, balzano agli occhi alcune storture, una di queste è la... moda per bambino.
Mamme, uno dei bisogni primari del vostro bambino è vestirsi e non circolare ignudo per le strade della vostra città, ma se lo fa vestito come un manichino... vuoi mettere che gioia?.
Il business ha le sue regole, chi fa il proprio lavoro e lo fa al meglio dà il suo contributo e ottiene i risultati che cerca. Non è questo il punto.
Il punto di osservazione che suggerisco è un altro, banalmente, quello del genitore. Il genitore che interpreta il bambino. Cosa interpreta il genitore che ritiene rilevante seguire le mode e indurre di fatto i figli a farlo?
Non interpreta altro che se stesso, il suo bisogno di riconoscimento, di accettazione in mezzo agli altri, che di norma si soddisfa più banalmente accodandosi il mainstream, della moda in questo caso. “Moda”, ovvero “il così fa tutti” dell’estetica e del comportamento sociale.

26 dic 2011

Un paese senza un Bocca è un paese becero


Morire a Natale dopo avere vissuto in punta di pena all'apice del giornalismo critico è un segno, quasi un riconoscimento.
Giorgio Bocca se n'è andato a 91 anni lasciando una eredità pesantissima da raccogliere.
Chiaro, sintetico, tagliente, critico sempre come un giornalista sempre dovrebbe essere, mai accondiscendente, mai legato alle mode e mai nella coda di qualche potente, così Bocca ha attraversato gli ultimi 50 anni di questo paese, raccontandolo senza mezzi termini.
Ex partigiano, uscì dalla guerra sapendo che con una tragedia simile alle spalle non poteva che essere, lui scrittore e giornalista, un artefice della rinascita del paese, parlandone, descrivendone vizi e virtù. E facendolo in modo molto serio e preparato.
Cofondatore di Repubblica e firma di diverse testate, Bocca ha scritto molti libri incentrati sulla attualità politica, l'analisi socioeconomica, l'approfondimento storico, libri che se un tempo potevano essere considerati come testimonianza alta dei tempi, oggi risultano sempre più “astratti”, per un distacco da una società, quella italiana, sempre più becera e grezza, incolta, quindi sorda alle parole sensate di uno come Bocca, voce sempre più isolata come già quelle di altri “emarginati” in cotanto vuoto culturale. Voce critica, tagliente, tormento dei potenti.

Bocca lascia un'Italia che certo gli piaceva ben poco, nella quale “la gente è più ricca ma è peggiorata culturalmente e intellettualmente”.

22 dic 2011

Dovete sacrificarvi di più! Parola di Papa

Il Papa oggi ha detto che uno dei motivi della crisi europea è che non si fanno più sacrifici:
"Manca spesso la forza motivante, capace di indurre il singolo e i grandi gruppi sociali a rinunce e impegni".
Si legge sul sito corriere.it. Dove immediatamente sotto campeggia per il titolo di una notizia che pare smentire clamorosamente le parole di Ratzinger:
Busta paga ferma da dieci anni”.
Insomma, i sacrifici li facciamo da un pezzo. Le retribuzioni dei lavoratori italiani sono basse e tartassate e la differenza tra i salari più ricchi e quelli più poveri è aumentata.
Nella classifica dei salari netti siamo a 19.350 euro annui, che sono 4.000 in meno della media dell'UE. La manovra Monti aggiungerà altri carichi pesanti per la povera gente, che è tanta.

18 dic 2011

Un italiano su tre ruba

Se la statistica vale qualcosa, oggi apprendiamo che l'Italia è un paese di furbi e di ladri.
Di 14.000 famiglie controllate nei primi 10 mesi di quest'anno dalla Guardia di Finanza, quasi 4.000 hanno illecitamente dichiarato di avere redditi sotto la soglia minima fissata dalla legge per avere riduzioni ed esenzioni su asili nido, assegni per chi ha almeno tre figli minori, assegni di maternità, mensa scolastica, libri, borse di studio, minori tasse universitarie,  servizi di assistenza agli anziani o ai malati.
Si scopre dall’ultimo apporto annuale della Guardia di Finanza sugli sprechi della spesa pubblica. Una attività ormai strategica in momento in cui è obbligatorio risanare i conti dello Stato.
Queste frodi  causano ogni anno un mancato introito di circa 3 miliardi di euro. Solo il danno erariale provocato dai dipendenti pubblici che commettono abusi, falsi o accettano mazzette, in 10 mesi nel  2011 ha superato 1 miliardo e 700mila euro.
La violazione più frequente riguarda l'autocertificazione di cittadini che attestano un falso Isee (l'indicatore della situazione economica equivalente) e ottengono prestazioni mediche totalmente esenti da ticket. Altre frodi riguardano i ricoveri favoriti da medici e paramedici che certificano di aver effettuato prestazioni in day hospital invece che in ambulatorio o attraverso il pronto soccorso in modo da ottenere il rimborso delle spese dal servizio sanitario nazionale che non sarebbe dovuto. Per non parlare di quei non pochi dmedici di base che curano pazienti in realtà deceduti o trasferitisi all'estero, continuando a percepire il compenso. Tra il 2008 e nel 2009 sono stati scoperti 67.000 «pazienti fantasmi» e denunciati 347 medici che hanno intascato illegalmente 22 milioni e mezzo di euro.

13 dic 2011

Garage sì, aree verdi no!

Ci siamo dimenticati di essere stati bambini, oggi compriamo garage, posti auto. Spazi verdi... no.
Perchè siamo così poco sensibili all'infanzia?

I bambini hanno voglia di incontrarsi con altri bambini, di giocare, di usare le proprie energie, di scoprire.
Lo fanno meglio all’aperto, perché lo spazio che li accoglie è potenzialmente infinito, lo fanno meglio se non sono costantemente sorvegliati, specie quando la loro autonomia cresce. Autonomia nello spazio e nel tempo.
Autonomia di scegliere cosa fare, bighellonare anche, perché serve per recuperare energie, dare spazio ai sogni (noi però li portiamo al corso di chitarra o all’allenamento di pallavolo).
La richiesta più insistente dei miei figli è proprio questa, vedere altri bambini, ma non tra i banchi di scuola, ma in mezzo ad un prato, liberi di organizzarsi i giochi suppongo, anche se, capita l’antifona, son ben lieti anche di ospitare amici in casa…
Loro non lo sanno ma per noi non era così. L’aria gelida che mi entrava nei polmoni nei pomeriggi invernali passati a disputare interminabili partite di calcio al campetto, le chiacchierate fantastiche al muretto d’estate, le gare di automobiline per strada, le battaglie con i fusi… me le ricordo bene, mi ricordo le voci e i suoni, la stanchezza. Tutto. Tutto e con naturalezza.
Dare spazio e tempo ai bambini non è scontato oggi
Ci sono alcuni ostacoli che sbarrano il passo ai bambini e ci consigliano di essere sempre con loro. Dove stanno questi ostacoli? Ci sarebbe da perderci la giornata ad elencarli tutti… vediamo:

10 dic 2011

Un aiuto per la piccola Matilde

Matilde ha poco più di un anno ed è affetta da encefalopatia epilettogena, una malattia provocata da una alterazione della massa bianca del cervello che comporta grave ritardo psicomotorio. nata non rispondeva agli stimoli e non si muoveva come gli altri bimbi. L'origine della sua patologia i suoi genitori non lo conoscono e dopo avere passato piùdfi un ospedale ora hanno con se Matilde a casa: si sono fatti insegnare ad accudirla e vivono con ossigeno, sondino naso gastrico e terapie antiepilettiche.
Questo grazie anche all'aiuto e alla gara di solidarieta' di tanti amici.
Ora desiderano portare Maty in centri specializzati che utilizzano il metodo Thera-suit che aiuta i bambini con paralisi celebrale infantile. L'aiuto del servizio sanitario non basta, purtroppo.
"Il nostro obiettivo - dicono i genitori di Maty - è anche quello di riuscire ad aiutare e sostenere altri bimbi bisognosi ed affetti da queste sindromi rare, per questo ci siamo adoperati nel fondare la Onlus Insieme per Matilde che ha nei suoi obbiettivi quello di aprire un centro polivalente in Piemonte dove poter eseguire questi metodi".

Hanno aperto un conto per ricevere donazioni. Chi desidera aiutarli può visitare il loro sito, dove ci son le immagini di Maty, i riferimenti per i versamenti e l'estratto conto della raccolta: http://www.insiemepermatilde.it/

08 dic 2011

Abbandoni, anche invisibili

Il senso di abbandono mi ha sempre creato lancinanti dolori, quasi fiscici. Non ho mai subito un abbandono vero, però ho sempre sentito il timore di subirlo, una paura immotivata a dire il vero.
L’abbandono significa rifiuto e poi assenza. Il vuoto spaventa un bambino, questo penso fosse il motivo.
Anche nelle fiabe si parla di abbandono, ricordo le disavventure di Pollicino o di Hansel e Gretel, che subisco l’oblio, vengono abbandonati più volte, devono farcela da soli, combattono streghe e perfidi figuri.
Leggiamo di mamme che abbandonano le proprie creature. Perché lo fanno?
Una mamma regala una nuova vita, poi la affida al nulla. Un padre che lascia è un sostegno che manca, una responsabilità in fuga.
Ma dalla parte del figlio l’abbandono cos’è? Io lo ritengo un abuso a prescindere dalle motivazioni del genitore che l’ha compiuto.
I bambini che subiscono l'abbandono penseranno che se se non sono stati tenuti la colpa è loro e doventa difficile per quel bambino accettarsi, stimarsi, amarsi.
Quando il filo della relazione tra du persone adulti si spezza subentra a volte un senso di fallimento, nella relazione tra tra bambino e madre pensiamo a quanto maggiore può essere l'effetto.

Cosa scatena un abbandono? Il degrado certamente: madri indigenti, ragazze-madri. Ma le ragioni sono anche intime. Ci sono genitori che hanno abbandonato il un figlio ma non gli altri.
Il dramma di quel figlio sta in una domanda? “ Perché io sono stato abbandonato, perché solo me, proprio me?” Il bambino non c'entra affatto.

04 dic 2011

Storie di crudeltà, stupidità, vigliaccheria, arrivismo, miseria

Crudeltà, stupidità, vigliaccheria, arrivismo, miseria.  Saltano all’occhio nella home page di corriere.it.
Andiamo con ordine.
Crudeltà. Su Youtube una ragazzo inglese, forse una ragazza, sui venti anni si riprende vestito da Babbo Natale mentre coccola una gattina di pochi mesi. Poi la scena diventa agghiacciante. La gattina è un regalino, un regalino succulento per il suo pitone: gliela dà in pasto mentre riprende la scena. Naturalmente verrà preso e condannato per questo, ma gli ci vorrebbe uno psichiatra, di quelli bravi.
Stupidità (ma anche peggio). A Palermo un bambino di un anno e mezzo è ricoverato in rianimazione, ha lividi in tutto il corpo e diversi segni di bruciature ma soprattutto gli esami rilevano presenza di cocaina dalle urine. I genitori – lei disoccupata, lui impiegato - dicono che il bambino si è fatto male da solo, sono due tossicodipendenti, ma all’inizio negano anche questa evidenza. Poi il padre ammette di avere lasciato incustodito il sacchetto con la cocaina. Questa gente come può mettere al mondo figli e come si può pensare di lasciarglieli?
Vigliaccheria. A Torino una famiglia esce da un negozio di giocattoli, attraversa la strada sulle strisce pedonali e viene travolta, i corpi gettati a 30 e passa metri. Il bambino, 8 anni, muore. L’investitore fugge. A parte gli ovvi capi di imputazione di cui dovrà rispondere, non esiste anche il reato di vigliaccheria?
Arrivismo. Su The Observer Mariafrancesca Garritano rivela che una ballerina su cinque tra quelle del corpo di ballo a cui appartiene, quello prestigiosissimo della Scala di Milano, soffre di disturbi alimentari, anoressia. Sono in competizone costante sulla abilità ma anche sul peso, sul cibo: vince chi mangia meno. E sarebbe una regola. “Le conseguenze? Sette ballerine su 10 non hanno più le mestruazioni per via delle diete punitive alle quali si sottopongono. Andavo avanti con un frutto e uno yogurt al giorno, affidandomi all'adrenalina per arrivare alla fine delle prove. E molte mie colleghe venivano portate in ospedale per essere alimentate con i tubi. La Garritano denuncia ed ha 33 anni, è lì da quando ne ha 16, significa che le più giovani, ancore minorenni,  hanno genitori o complici o essenti. Autolesionistiche ambizioni.

02 dic 2011

Il gioco che ci fa crescere

Non smettiamo di giocare perché diventiamo vecchi, diventiamo vecchi perché smettiamo di giocare
In realtà non smettiamo mai di giocare e, secondo alcuni la vita stessa sarebbe un lungo e intricato gioco nel quale assumiamo una parte e la cambiamo nel tempo…
E’ vero comunque che il gioco non ci abbandona mai, chi lo fa estraneo alla propria esistenza può solo declinare.

Nella nostra vita verso il primo anno compare il gioco simbolico che poi, nell’intero arco dell’infanzia, si sviluppa.
Cos’è il gioco simbolico per un bimbo? Un comportamento ludico contraddistinto dalla simulazione.
A cosa serve? Il gioco di finzione è una esperienza che favorisce la crescita perché offre al bambino l’opportunità di compiere esperienze diverse, di estendere il proprio campo di conoscenza e di azione, di sviluppare la creatività che consente al bambino di agire e intervenire sulla realtà in modo costruttivo e attivo. Consente di sviluppare il pensiero astratto perché il bambino si crea situazioni fantastiche per valicare i confini delle sue capacità di azione reali.
In sostanza il gioco nello sviluppo intellettivo della prima infanzia il gioco è la leva più importante.
Il gioco simbolico ha i suoi must: i giochi di costruzioni come il Lego o i puzzle, tutti i giochi che implicano emulazione del mondo degli adulti – i role play: facciamo finta che…), i giochi come le bambole che permettono immedesimazione e trasposizione del ruolo….

28 nov 2011

Auto: andremo ad alghe, urina e acqua sporca

Biocarburanti in sostanza. Sarà questa la soluzione per permetterci di muoverci, di fare girare i motori e preservare l’ambiente?
Maybe yes. Sembra che sia conveniente oltre che ecologico investire su auto con propulsori a  biocarburante.
All'ultimo Sundance Film Festival ha sfilato una Mercedes C320 alimentata ad alghe, che sembra siano in grado di produrre 30 volte più energia che il mais o al soia. Questo propellente è a bassa impronta ecologica, alta sostenibilità ambientale, e compatibile con gli attuali veicoli e reti distributive. Le alghe possono essere coltivate in stagni all'aria aperta o al chiuso, e crescono in assenza di luce solare in vasche di fermentazione alimentate da zuccheri. Si valuta che il potenziale di produzione degli USA sia di 8-16 milioni ettari: significa che possono produrre alghe a sufficienza per sostituire il petrolio e lasciando all'agricoltura 180 milioni di ettari di terreni.

Ma non solo alghe. Si può ricavare biometanolo dall'acqua putrida delle fogne: dal prossimo anno ne beneficeranno gli autobus urbani di Oslo.

24 nov 2011

Casta: via alla raccolta firme Nun Te Regghe Più

Il Consiglio di presidenza di Palazzo Madama ha deciso all'unanimità ti tagliare il vitalizio che scatta dopo appena cinque anni di mandato. La pressione mediatica sulla "casta" è talmente forte e crescente che il sistema politico amministrativo del Paese pare cominci a scricchiolare.
Pare. E siccome non ne siamo sicuri, ecco che parte ufficialmente la raccolta firme per rendere illegale il trattamento privilegiato della classe politica
Ai sensi degli articoli 7 e 48 della legge 25 maggio 1970 n. 352 la cancelleria della Corte Suprema di Cassazione ha annunciato, con pubblicazione sulla GU n. 227 del 29-9-2011,  la promozione della proposta di legge di iniziativa popolare dal titolo: «Adeguamento alla media  europea  degli  stipendi,  emolumenti,  indennita’ degli eletti negli organi di rappresentanza nazionale e locale».

L’iniziativa è trasversale ai partiti e promossa da un gruppo Facebook - “Nun Te Regghe Più” -, dal titolo della famosa canzone di Rino Gaetano. Lo scopo è la promulgazione di una legge di iniziativa popolare formata da un solo articolo:
I parlamentari italiani eletti al senato della repubblica, alla camera dei deputati, il presidente del consiglio, i ministri, i consiglieri e gli assessori regionali, provinciali e comunali, i governatori delle regioni, i presidenti delle province, i sindaci eletti dai cittadini, i funzionari nominati nelle aziende a partecipazione pubblica, ed equiparati non debbono percepire, a titolo di emolumenti, stipendi, indennità, tenuto conto del costo della vita e del potere reale di acquisto nell’unione europea, più della media aritmetica europea degli eletti negli altri paesi dell’unione per incarichi equivalenti
La raccolta firme viene effettuata tramite appositi moduli vidimati depositati negli uffici elettorali dei comuni italiani (elenco dei comuni nei quali è già possibile andare a firmare: clicca qui). Bisogna raccoglierne 50.000 ma 80.000 sono il numero necessario per sopperire ad eventuali errori e anomalie di raccolta.

23 nov 2011

Fantasticare oggi...

Di quando ero bambino ho ricordi da cartolina sbiadita, dietro la quale ci sono state le esperienze, belle e brutte, che hanno fatto di me quello che sono.
Dei fatti ricordo alcuni dettagli ma di una cosa ho la netta e viva sensazione: non ero pressato dagli adulti per crescere velocemente e la mia fantasia aveva le briglie sciolte. Magari non era sollecitata e non gli si riconosceva la stessa dignità della ragione, dell’impegno etc… ma aveva spazio. Così come ne aveva il gioco libero, il tempo per stare a guardare fuori dalla finestra o sdraiato sul pavimento faccia in su a fantasticare di quando avrei segnato quel gol in rovesciata a S. Siro o detto alla mia compagna di classe che mi piaceva.

Oggi, nei gruppi e nei contesti relazionali principali in cui si muovono, i bambini sono più protagonisti di allora, i loro bisogni sono la causa delle azioni dei grandi perché di fatto nel tempo gli adulti si sono orientati verso il desiderio dei bambini.

Ma i bambini, e le loro famiglie, debbono fare i conti con l’azione soffocante dei media sull’universo infantile, della tv in particolare, con la quale i bambini stanno più tempo che con i loro genitori.
L‘assenza o la minore disponibilità dei genitori è di per sé un problema: l’adulto infatti ha anche il compito di mediare la realtà, di spiegarla dove è più ostica, di introdurla un po’ per volta nell’universo meno definito del bambino. Se l’adulto non c’è, questa mediazione viene meno e – considerato che per contenuti e linguaggi in tv passa di tutto - la distinzione tra mondo dell'infanzia e mondo adulto si assottiglia, si confonde: il bambino accede al mondo dell'adulto, ai suoi problemi, ai suoi segreti, come fosse alla sua pari. Ne riceve le medesime sollecitazioni, quelle della pubblicità in primis.

18 nov 2011

Mario Monti novello Robin Hood?

Mario Monti è in una posizione privilegiata e poco invidiabile nel contempo.
In un momento quasi drammatico per la nostra economia, e di conseguenza, per il benessere e la salute pubblica, Mario Monti si trova nella poco invidiabile posizione di chi deve mettere le mani nelle tasche degli italiani imponendo loro sacrifici anche notevoli, senza avere la certezza che questo basterà a risollevare le sorti del Paese o almeno a mitigare le conseguenze di una pesante crisi che di fatto è internazionale e di sistema. Il neoliberismo e l’unione europea, infatti, lungi da tenere in equilibrio i sistemi economici dei paesi occidentali, stanno creando più grandi disparità, soprattutto nei paesi le cui economie sono ricche di contraddizioni come quella italiana (livello della spesa e debito pubblico, crescita asfittica, evasione fiscale enorme, classe politica in scacco per pesanti conflitti di interesse conclamati e sitribuiti a più livelli…).
E’ tuttavia in una situazione privilegiata poiché i problemi dell’Italia mai come ora devono essere affrontati di petto, e se saprà risolverli Monti diverrà una figura di grande rilievo per questo Paese, riuscendo dove nessuno è mai riuscito (azzeramento del debito pubblico in primis) e – soprattutto – dove mai nessuno ha voluto puntare. Nessun governo infatti ha mai agito per questi scopi e la classe politica ha attinto alle risorse del Paese per rinforzare la propria posizione, distribuendo prebende (appalti, privilegi…) in cambio di potere.
Ora tocca a Mario Monti: da dove iniziare?
Napolitano è stato accusato di “golpe” avendo indotto Berlusconi a lasciare per sostituirlo con chi non è mai stato votato da nessuno. Ma non è così. Perché Berlusconi non aveva più i numeri e da un pezzo (gli ultimi se li era comprati) ed era inviso oramai anche ai suoi, oltre che alla maggioranza degli italiani che, prima di disapprovarne le scelte politiche, inorridiscono per la moralità impalpabile del personaggio.
Ora Monti ha un compito difficilissimo. Non perché il Paese che non l’ha votato non lo vuole, tutt’altro, ma perché le sue scelte dovranno avere il voto di una composita maggioranza di opposti, nella quale ci sono anche interessi – quelli di Berlusconi ad esempio – lontanissimi da quelli del Paese.
Da dove deve iniziare Mario Monti?

16 nov 2011

Monti presenta il nuovo governo: diretta video

Grande attesa! Il presidente del consiglio incaricato Mario Monti annuncia la composizone del nuovo Governo. Alle 11 al Quirinale comunica al presidente Napolitano la squadra dei ministri del suo esecutivo.
Sui nomi della lista sono circolate molte indiscrezioni. Soprattutto sul nome di alcuni politici – Amato e Letta – che farebbero eccezione in un elenco di tecnici puri.
Uno degli ultimi nomi di rilievo circolati riguarda il dicastero dello Sviluppo economico dove spunta il nome di Passera:

“Nel Governo Monti c’è Passera!” “Anche nel mio c’era” avrebbe commentato Silvio Berlusconi.



Il Governo dovrà lavorare alacremente per ridurre la  tremenda pressione dei mercati finanziari e contenere lo spread sui titoli di Stato.
Il nuovo esecutivo potrebbe giurare già oggi pomeriggio e tra giovedì e venerdì i due rami del Parlamento potranno esprimersi sulla fiducia al nuovo governo.

14 nov 2011

Il Natale mi...

Lo dico ora prima che sia sospetto: il Natale mi angoscia un po'.
Mi angoscia perchè è un turbine, la gente corre di più, si affanna.
E consuma stramaledettamente a caso. Sì, non "tanto", quello dipende da quanti soldi si ha in tasca e da quanto si è affetti da shopping compulsivo.
Ma inutilmente e spesso "a caso".
Penso in particolare ai regali dei parenti, quelli che ricevi "a caso", a me succede, soldi gettati.
E penso alle tavolate ipercaloriche dove avanza un sacco di roba.
Possiamo - senza rivoluzionare nulla - selezionare un po' le scelte.
Ad esempio: se non sapete cosa regalare, fate una donazione a qualche progetto che riguarda i bambini che hanno vite disagiate.
Su un biglietto scivete: "Caro zio, ho donato a tuo nome 20 € a questa Onlus che si occupa di bambini che soffrono, tieni questo biglietto sul cuore".
Altro esempio: a tavola non sprecate, siate meno convenzionali e mangiate di meno e leggero, si può farlo facendo ugualmente godere il palato.
Eccovi due "indirizzi":
- per la beneficienza: i bambini di strada assistiti da Parada.
- per le cene natalizie: i menu di natale light di Casadivita.
Nessuna rivoluzione, nessun moralismo, solo un po' di buon senso.

09 nov 2011

Benigni e Berlusconi, chi è il vero guitto?

Il problema è che il 90% dei politici rovina il buon nome di tutto l'altro 10%
...diceva Henry Kissinger. L’Italia fa eccezione?

Nella situazione in cui siamo la politica è così terribilmente sputtanata che “politico” è divenuto sinonimo di “furfante”, l’accezione con cui si usa il termine diviene ogni giorno che passa sempre più negativa.
Quello che sta avvenendo, con le pseudo-dimissioni di Silvio Berlusconi, capo di governo dileggiato in ogni luogo, deve farci riflettere. Possono alcuni politicanti svilire fino a questo punto l’altissimo valore che la politica deve avere in un paese civile?
All’estero siamo una barzelletta. Al punto che è molto più rispettato un guitto che il premier.
Un “guitto” di lusso come Roberto Benigni, oggi con gesso e stampelle a causa di un incidente, al Parlamento di Bruxelles è intervenuto alle celebrazioni per il 150° Anniversario dell'Unità d'Italia, intervento il suo culminato con la lettura del XXVI Canto dell'Inferno di Dante.
Gesso e stampelle? Benigni (nel video sotto) si scusa così:
"Purtroppo, mi è venuta addosso in Italia una persona che ha deciso di fare un passo indietro; mi avevano detto: 'non ti preoccupare non si muove', e invece, proprio quando c'ero dietro...".
Prima della lettura Roberto Benigni non ha mancato di strappare più di qualche sorriso riferendosi alle “sparate” tristemente note di Silvio Berllusconi (mi chiedo i traduttori come abbiano fatto a  tradurre le battute “sconnesse” di Roberto!).

05 nov 2011

Berlusconi, il peggio che vuole rappresentare tutti

«In the name of God and Italy, go!».
In nome di Dio e dell'Italia, vattene.
Non ricordo che negli ultimi decenni sia mai stato rivolto un invito così perentorio ed infamante ad alcun leader dei paesi europei da un giornale come quello che oggi ha invitato Berlusconi a sparire, il Financial Times: Cavaliere, accogli il suggerimento rischi di uscire di scena a pomodorate!
A parte questo oggi c'è da leggere quanto ha scritto Michele Serra su Berlusconi, ovvero:
«Dicono tutti che c'è la crisi ma i ristoranti sono pieni» è un classico dell'uomo della strada. Lo dice il tassista, lo dice l'avventore del bar, probabile che lo abbia detto ciascuno di noi in uno di quei momenti di spensierata dabbenaggine che costellano la vita di ogni persona qualunque. Sentire per la prima volta pronunciare quella frase al G20, da un capo di governo, è una svolta storica: vuol dire che l'uomo della strada, con tutta la sua spensierata dabbenaggine, è arrivato al vertice. Ci ritroviamo dunque a essere governati da uno qualunque, che quando pensa una fesseria qualunque la dice a tutti. Probabile che alcuni italiani ne siano soddisfatti: “che bello, finalmente un pirla come me è al potere, questa sì che è democrazia”. Ma è probabile, anche, che altri italiani, tra i quali mi annovero, ne siano invece desolati. Forse suggestionati da vecchie letture scolastiche (Pericle, per esempio) pensavano che la democrazia fosse una selezione dei migliori. Aperta a tutti, ma destinata a individuare i migliori. Il vecchio concetto di classe dirigente, insomma. Ritrovarsi rappresentati nel mondo da uno che pensa e parla come l'ultimo di noi è un bruciante fallimento. Votare per uno “come noi” significa sprecare il voto e sprecare la democrazia. Vogliamo votare per uno che sia migliore di noi. Per questo – soprattutto – non abbiamo mai votato Berlusconi. - Da "Uno come noi"  di Michele Serra
Bravo Serra, questo è quello che penso e dico da tempo, Mr B. è l'immagine del peggio che ha avuto il sopravvento, ai peggiori non pare vero e vi si identificano volentieri.

04 nov 2011

L'invasione dei Vegan!

Niente carne? Niente pesce? Niente latte? Niente uova?
Sei un vegan!
E non sei il solo. Il rapporto Eurispes 2011 dice infatti che se sono circa 5 milioni gli italiani vegetariani, quelli che hanno fatto una scelta ancora più netta sono lo 0,4%, escludendo dalla dieta anche latte e uova, e diventando appunto vegan.
La cosiddetta “dieta verde” è scelta soprattutto dalle donne (7,2% contro il 5,3% degli uomini); le vegane sono lo 0,5% contro lo 0,3% dei maschi.
Interessante anche il dato che riguarda i giovani (13,5% tra i 18 e i 24 anni) e gli anziani (il 9,3% degli over 65).
Perché non mangiare carne? La scelta per circa il 50% dei vegetariani dipende dalla convinzione che mangiare soprattutto frutta e verdura dà benefici alla salute, ma il 44% fa questa scelta per ideologie animaliste. Sempre di più quelli che optano per la dieta verde per ragioni di tipo ambientalista (dieta che comporta un minore dispendio di risorse e provoca meno danni all'ambiente: un'indagine Unep, Programma delle Nazioni Unite sull'Inquinamento, ha scoperto che il 18% delle emissioni di Co2 nell'atmosfera derivano dalla fermentazione dei mangimi all'interno dell'intestino degli animali allevati dall'uomo, cioè allevare animali da destinare all'alimentazione umana inquina quindi ben più del trasporto su gomma in tutto il mondo).
L'oncologo Umberto Veronesi: "Il vegetarianesimo non è soltanto una scelta alimentare, ma una filosofia di vita. Anzi, io penso che l'essere vegetariani da scelta si stia trasformando in necessità; credo che siamo destinati ad un'alimentazione vegetariana per ragioni etiche, ambientali e di salute. La tolleranza e il rispetto sono principi che si applicano oggi ai rapporti tra tutti gli esseri viventi. Sempre più persone amano gli animali, li ritengono una componente essenziale dell'armonia del pianeta e per questo si rifiutano di ucciderli e di mangiarli". "Ridurre la carne fa anche bene", insiste Veronesi: "I vegetariani vivono più sani e più a lungo", assicura l'oncologo. "E' scientificamente provata una correlazione tra diete ricche di grassi saturi (provenienti da fonti animali) e molte malattie gravi, tra cui alcuni tumori mentre frutta e verdura, oltre a contaminarci molto meno degli altri alimenti - conclude lo scienziato - sono scrigni di preziose sostanze come vitamine, antiossidanti e così via. Non solo quindi non sono dannose, ma hanno un effetto protettivo".
Altro parere illustre, quello di Dacia Maraini:

02 nov 2011

I bambini vogliono...


I bambini vogliono giocare, i bambini vogliono magia
I bambini conoscono la vita.
Ma non tutti la possono vivere da bambini.
Parada aiuta i bambini di strada di Bucarest, attraverso l'arte e lo spettacolo, a ritrovare una vita dignitosa e la speranza.
A essere bambini davvero.
Se non avete visto il film documentario di Pontecorvo sul "clown" francese Miloud Oukili, che a Bucarest è sceso nei tunnel sotto le strade per riportare alla luce e alla vita questi bambini.... cercatelo: www.parada.it

30 ott 2011

Come è nato l'amore?

Ho trovato in rete un bel cortometraggio animato,  "Invention of Love", firmato da Andrey Shushkov, giovane regista russo (è del 1986) diplomato alla Università d'arte e cultura di San Pietroburgo.
"Sin dall'infanzia mi ha sempre interessato ogni cosa. Durante l'adolescenza ho capito che mi satrebbe piaciuto narrare storie"
"Invenzione dell'amore" è la descrizione poetica in immagini animate che racconta come nasce l'amore.
Un controluce onirico un po' chagalliano, ombre che si stagliano nette e si muovono tratteggiando i meccanismi del cuore.
Delicato, intimo e nel contempo evocatore di una certa inquietudine.
Vi piace?

26 ott 2011

Fotovoltaico, Italia n. 1

Nonostante il deprimente stato dello scenario politico e sociale del nostro Paese, riusciamo a battere qualche record in positivo.
Secondo i dati di Anie/Gifi, alla fine di questo anno l'Italia sarà il primo mercato al mondo per potenza fotovoltaica installata.
Eccolo il mercato italiano del fotovoltaico, in cifre: 40 miliardi di euro di investimenti l’anno, 100 mila posti di lavoro dei quali 20000 addetti diretti, età media inferiore ai 35 anni, gettito d’Iva pari a 4 miliardi nel 2010.
Nel periodo che va da gennaio ad agosto 2011 il fotovoltaico ha prodotto  il 3% dell'energia elettrica consumata in Italia. 11.000 sono i MWp connessi alla rete elettrica nazionale e questi hanno consentito di compensare integralmente ad agosto l’incremento della domanda elettrica nazionale, riducendo le importazioni dall'estero.

24 ott 2011

Ricordi d'infanzia autunnali

Ci sono diverse cose della tavola che mi ricordano l’infanzia. Particolarmente l’autunno, che è una stagione che mi affascinava perché le prime brume e i primi freddi mi facevano venire 'voglia di casa', e che oggi mi fa venire in mente cioccolato e castagne. Erano per me i simboli dell’autunno. E due "golosità".
Il cioccolato fondente (ora scopro che il cioccolato fondente è salutare, a saperlo mi sarei abbuffato senza remore!), perché la mamma lo usava per preparare la cioccolata calda, un toccasana a merenda quando si rientrava intirizziti dal campetto dove ti eri inzuppato le ossa di freddo.
E poi le castagne, “il pane dei poveri” come diceva mia nonna che con la povertà ci aveva convissuto a lungo. Le castagne me le ricordo che scoppiettavano sulla pentola forata. Queste sono la quintessenza dell’autunno. Avevamo imparato dalla vicina a fare il Monte Bianco, si fanno bollire le castagne, si sbucciano e si passano col passaverdure, si fa una montagna e la si spolvera con cioccolato in polvere, poi la cima la si spruzza con la panna montata. Un delirio
.Adesso tornano di moda nella alimentazione, torte, gnocchi… un po’ di cose sulle qualità delle castagne si spiegano qui. Io sono per le caldarroste (e qui spiegano come farle le castagne arrosto) e una cosa gustosa è il purè di castagne.
Voi che ricordi avete di questa stagione?

23 ott 2011

Il carrozzone: una nazione, un clown


"Il premier italiano vi ha rassicurato sui provvedimenti che prenderà il suo governo?"
Ridereste mai in conferenza stampa, voi, capi di governo di due delle più potenti nazioni del mondo, se un giornalista vi facesse una domanda come questa su un vostro alleato?
No, ma se la domanda riguardasse un clown, un pagliaccio, una quaquaraquà, un pierino qualsiasi... ridereste di gusto.
Se però, come è, quel clown fosse davvero il premier di un paese vostro alleato?
Fareste come hanno fatto oggi la Merkel e Sarkozy:  trattereste a stento le risate mentre i giornalisti presenti, che non hanno queste preoccupazioni istituzionali, scoppierebbero a sghignazzare.
E' successo davvero, la domanda riguardava Silvio Berlusconi.
Il ghigno solcato dal sorriso lo vedete nella fotografia, la notizia ha fatto il giro del mondo, come italiano mi vergogno fino a sprofondare.
Quelli che lo hanno eletto no? Solidarietà circense per caso?

Dice una canzone:
Il carrozzone va avanti da sé
con le regine, i suoi fanti, i suoi re
ridi buffone per scaramanzia
così la morte va via.
Musica gente cantate che poi
uno alla volta si scende anche noi
sotto a chi tocca in doppiopetto blu
una mattina sei sceso anche tu
.

15 ott 2011

Grisù e gli Indignati

Oggi come non mai negli ultimi 40 anni il presente dei giovani è davvero precario e il futuro un buco nero in fondo al tram, come dice in "Io e te" in una vecchia canzone Enzo Jannacci, che canta di vite senza prospettive.
I nostri ragazzi sono tanti "io e te" con prospettive inquietanti.
Oggi scendono in piazza con gli indignati, che attenzione, non sono una fazione che protesta, ma un moto popolare di rivolta morale, gente stomacata, non solo preoccupata.
E’ da lì, dal profondo, dallo stomaco che bisogna partire per rifondare questa società malata e manovrata da potentati che si arricchiscono senza limite e senza senso (a che giovano tante ricchezze?), spinti da una egocentrica e malata sete di potere personale, dove il sentirsi potenti e giudici del destino degli altri regala una adrenalinica emozione.
Gli indignati scendono in piazza contro i banchieri, contro la finaza speculatrice.
Oggi trovano uno strano alleato, inatteso,  il governatore della Banca d'Italia e prossimo presidente della Bce, Mario Draghi:
"Se siamo arrabbiati noi per la crisi, figuriamoci loro che sono giovani, che hanno venti o trent'anni e sono senza prospettive".
Lui, nel mirino dei "Draghi ribelli", quelli dei pupazzoni di Draghi gonfiabili,  Dice:
"Se la prendono con la finanza come capro espiatorio. Ma li capisco: hanno aspettato tanto... Noi, all'età loro, non lo abbiamo fatto". “L'urgenza della crescita deriva non solo dagli effetti positivi che ne scaturirebbero sulla finanza pubblica, ma soprattutto dal dovere non più eludibile che abbiamo nei confronti dei giovani, un quarto dei quali sono senza lavoro: senza i giovani non si cresce".
Cosa fa Draghi? Assomiglia a Grisù il draghetto che, a dispetto della sua natura incendiaria, voleva fare il pompiere? Spegne un po’ il fuoco, forse consiglia ai giovani di protestare senza violenze per non condannarsi a divenire oggetto di accuse che svierebbero l’attenzione.

08 ott 2011

Galline... in fuga!

Galline in fuga... e ti credo!
Se ti piacciono le frittate, rifletti su quanto segue.
150mila pulcini maschi vengono massacrati ogni giorno in una sola fabbrica.
Ai pulcini femmina viene reciso il becco, che ha terminali nervosi, in modo che quando saranno divenute galline e messe in ristrette gabbie non possano ferirsi tra loro.
Nelle gabbie le galline ovaiole resteranno per due anni, poi saranno macellate.
Le crudeltà inflitte alle galline ovaiole sono testimoniate in un video reportage ('Gli orrori della produzione di uova') che riporto sotto.
La domanda che sorge spontanea è se possiamo rimanere ciechi di fronte a queste violenze sugli animali, nel segno di un mors tua vita mea che l'uomo cacciatore da sempre adotta nei confronti delle varie specie animali. Oppure se dovremmo fare scelte più drastiche come eliminare la carne e il pesce ed ogni alimento di derivazione animale (qui un esperto, Stefano Momentè spiega bene perchè diventare vegetariani, leggi):
Di certo non possiamo rimanere indifferenti, non siamo i colpevoli ma certamente responsabili nei concorsi. On line non mancano gli spunti per riflettere.

06 ott 2011

E’ il peggio che ci governa!

Dal “ce l’abbiamo duro” al “handicappata di merda”, dal “forza gnocca” al “fatti scopare”, i quattro cantoni della cafonaggine, tirando una riga si traccia il perimetro entro il quale è ascritto tutto lo spessore culturale e politico della maggioranza di governo esemplarmente (per questi modi s’intende) condotta dal Cav. Silvio Berlusconi.
Ricordiamoli gli exploit del Cavaliere: le corna nella foto del G8, le avances alla volontaria della Protezione Civile, la barzelletta volgare o quella con bestemmia sulla Rosy Bindi.  Ma nell’accozzaglia di volgari tramaccioni senza morale che lo sostiene, se possibile, ce anche di peggio: come scordare gli innumerevoli gesti dell’ombrello del gretto Umberto Bossi, il dito medio sempre dell’Umberto o della Signora (muahahahah…) Santanchè, le parolacce di Gentilini e le volgarità razziste di Borghezio.
Un campionario, una Treccani della pochezza, una summa di cafonaggine che difficilmente potrà essere superata da chi seguirà al governo questa marmaglia, e che altrettanto difficilmente la storia riuscirà a disinfettare.
Sparite, avete trasformato l’Italia in una discarica a cielo aperto, siete la voce del peggio.

05 ott 2011

Legge bavaglio, missione censura!

"Non mi riconosco in questo testo e trovo inaccettabile che sia bastato uno schioccar di dita del premier per mandare in fumo due anni e mezzo di lavoro per cercare un accordo. Con questa modifica, tutte le intercettazioni che nel corso del tempo verranno conosciute anche dalla difesa, non solo non potranno essere pubblicate nel testo, e questo va bene, ma non se ne potrà nemmeno dare notizia".

Censura preventiva che annega qualcosa di più della verità, che resta la giudice stabilire in più gradi processuali: annega la possibilità di fare emergere fatti che sebbene valutati non rilevanti ai fini del processo, possono ben disegnare il contesto dei fatti e delle persone.
Resta il problema, naturalmente, della privacy che tuttavia non è nelle preoccupazioni di chi sta tentando da fare passare questa cosiddetta "legge bavaglio".
La frase sopra è stata pronunciata da Giulia Bongiorno di Fli, relatrice del testo, che oggi si è dimessa da questo incarico.

Cara signora Bongiorno: scopre solo ora chi è Silvio Berlusconi?

Per la cronaca in Commissione il comitato dei nove ha levato per i blog l'obbligo di rettifica che si vuole sia previsto solo per le testate giornalistiche online registrate ai sensi della legge sulla stampa.

Oggi a "CHI L'HA DETTO?": siamo nella cacca!

"Ho sentito Berlusconi ed è molto di cattivo umore. Minaccia di andarsene lasciandoci in balìa della sorte e non di un'alternativa concreta".
Praticamente siamo nella cacca, avremmo infatti tre sole opzioni:

1 - affidarci alla sorte, ovvero sprofondare nella cacca
2 - affidarci ad una alternativa di governo che non c'è, ovvero immergerci un un'altra cacca
3 - affidarci ancora a Berlusconi, ovvero restare nella cacca.

01 ott 2011

La "casta" si è offesa, poverina!

A Della Valle rispondono Bindi, Borghezio, La Russa
Diego Della Valle ha scagliato i propri strali contro la classe politica italiana comprando alcune costose pagine dei principali quotidiani italiani e gridandoci sopra la sua protesta.
Il gesto è clamoroso e ha suscitato reazioni contrapposte, prevalentemente la “casta” si è rivoltata contro questa forma di protesta.
Alcune reazioni sono a dir poco sconcertanti.
Ignazio La Russa :
"Della Valle ha bisogno di pagare inserzioni sui giornali perché quando parla senza pagare non lo ascolta nessuno”.
Bella stupidaggine Ignazio: ma chi ti ha mai ascoltato prima che ti svendessi – da duro e puro – al mercante di Arcore, che ti garantisce anche di potere avere i media a ridondare le tue parole?
Susanna Camusso (Cgil):
"E’ sbagliato dire che tutta la classe politica è uguale e ugualmente responsabile, perchè maggioranza e opposizione hanno ruoli diversi".
Ma va là? Ed entrambe sono incapaci!
Ma forse la più assurda risposta è quella di Rosy Bindi, che è sorpresa per una uscita del genere e si appella al fatto che Della Valle dovrebbe “almeno”  rispettarla come consumatrice (e fa il gesto di restituirgli le Tod’s che calza). Se è una battuta fa pena, se sei seria cara Bindi ripigliati!
Sapete chi l’ha detta invece come si deve, in parte, questa volta? Incredibile dictu, Mario Borghezio:
 “È legittimo che Della Valle richiami ai propri doveri la casta politica. Ma la super casta finanziaria-imprenditoriale di cui è alto esponente, prima di parlare, deve dare al Paese alcune garanzie. Questi imprenditori ci devono dire, innanzitutto, se investono in Italia o, per quanto ci riguarda, in Padania. Oppure fanno fare le scarpe nel Terzo mondo, magari in Paesi dove le garanzie sindacali e i diritti civili non sono rispettati? In secondo luogo: questi imprenditori seguono l'indicazione del capo dello Stato che ci ammonisce ad investire nei titoli di Stato o, come fanno da sempre, preferiscono operare a livello finanziario in maniera poco trasparente attraverso i paradisi fiscali?”.
Che si stia rinsavendo?

Gli unici che non possono ma avrebbero il diritto di avere una pagina su Repubblica, Corriere, Sole24Ore etc per gridare la propria indignazione  siamo noi, gente comune, che il prezzo delle malsane azioni di questa classe politica lo paghiamo regolarmente e pesantemente da decenni!

25 set 2011

Raffinata colazione col morto

Una donna anziana entra in un bar, ordina, poi va in bagno, si chiude dentro e si spara.
Arrivano i soccorsi ma non c’è più nulla da fare.
Arrivano anche i clienti del bar, un cappuccino, una brioches, un aperitivo… il bar non chiude. Mentre la  polizia e soccorritori sono al lavoro, gli avventori continuano a consumare le colazioni, a leggere il giornale. Tutto normale.
Come dire di no alla affezionata clientela che chiede una tartina e un Campari? Il business non si ferma.
Non è il passaggio di un romanzo noir, è successo questa mattina nel raffinato e storico Bar Platti nel centro di Torino, in corso Re Umberto, all' angolo di corso Vittorio Emanuele II, dove una donna di origine francese si è tolta la vita con un colpo di pistola nella toilette del locale.
I gestori del bar hanno preferito tenere il locale aperto, separando solo la parte delle toilette e proseguendo a servire ai tavoli.
Pierina Giani è la titolare e avrebbe dichiarato:
"Non ho chiuso il bar perché non mi è sembrato opportuno, si è trattato di una fatto certo grave, ma voluto dalla signora. Mi spiace molto, era una donna gentile che da anni la domenica faceva colazione da noi, si sedeva al tavolo, consumava, dava la mancia e usciva. Ma perché chiudere il bar? Aspettavo per pranzo 100 turisti in arrivo da Milano ed il locale era pieno di gente. Io devo pensare al locale, a pagare i dipendenti, e poi forse la signora avrebbe preferito questa riservatezza".
Certo, un po' di riservatezza, che diamine, ma non troppa eh... mandando via tutti la riservatezza sarebbe stata eccessiva.
Aiutiamo la signora Giani a dire in sintesi quello al quale ha girato intorno:
Cacchi suoi, mica l’ho uccisa io, io ho i miei affari e questa cosa mi disturba già, anche chiudere dovevo?”

24 set 2011

La Gelmini manca il record e finisce nel letame!

Il carro del letame
Il Salto sul Carro del Vincitore non è una specialità in cui cimentarsi senza esperienza, allenamento, applicazione e una tecnica sopraffina.
Un tempo specialità olimpica, poi estromessa per i numerosi casi di imbrogli, il Saldo sul Carro ha visto emergere negli anni numerosi campioni e non pochi italiani.
Uno su tutti il Fede Emilio, che passato alla corte del Cav. Berlusconi Silvio smise la casacca di tifoso juventino per divenire accanito supporter milanista. Il Fede, unanimemente riconosciuto come l’espressione massima di questa forma di atletismo, maestro fra i maestri, più volte è stato insidiato da altri indomiti cultori della adulazione e dell’opportunismo atletico, come il Feltri e il Capezzone, lo Stracquadanio e il Belpietro, senza mai capitolare, bello tra i bellimbusti.
Ieri ha ricevuto l’ennesima sfida, questa volta sferratagli da una donna, Mariastella “Mary Star” Gelmini, detta anche l'Insulsa, 38enne Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca.
Il colpo è stato tentato a sorpresa a poche ore dall’annuncio che il Cern di Ginevra ha portato a termine un esperimento che dimostrterebbe che la velocità della luce può essere superata da quella dei neutrini: in sostanza dal Cern di Ginevra un fascio di neutrini è stato sparato in un viaggio sotterraneo - che dura solo 2,4 millisecondi - e ha raggiunto il Gran Sasso (viaggiando in un teorico tunnel ad una profondità massima di 3 chilometri per effetto della curvatura terrestre), dove il fascio è stato fotografato da un rilevatore che ne ha misurato la velocità.

Cosa ha fatto la Gelmini? Ha pensato di sferrare l’attacco e provare il Salto sul Carro del Vincitore: comunicato stampa con grandi congratulazioni, vantando che il tunnel di 700 e passa km è stato costruito con la collaborazione italiana.
Peccato che non esista alcun tunnel! Ah ah ah ah… che figura di merda!

18 set 2011

Oggi a "CHI L'HA DETTO?": l'Italia fa schifo!

"L'Italia attuale è uno schifo"
Questa è una grande verità. E non da oggi. Corruzione, mafia, menefreghismo, leggi ad personam, bunga bunga e scandali e amoralità dilagante.
Lo sappiamo tutti, ci conviviamo - e questo è l'aspetto più drammatico di questo paese: non ci indignamo davvero -, non cambia nulla!
Sui giornali di oggi campeggia questa frase. Fa scalpore, eppure lo sappiamo già tutti: l'Italia fa schifo.
Ma chi l'ha detto quindi?

Perché gli italiani non cacciano Berlusconi

Italiani ancora proni
Viviamo in un paese dalle logiche bizantine, poco comprensibili per chi ci guarda da fuori.
Una volta Henri Henry Kissinger, Segretario di Stato americano nel corso degli Anni '70, sorvolando l’Italia si trovò a definire il nostro Paese come "un grande casino".
Un Paese fatto di contraddizioni che sopravvive inspiegabilmente a se stesso. Come sta accadendo ora.

Non c’è infatti luogo al mondo, almeno nell’enclave dei Paesi democratici, in cui esista un primo ministro pluri inquisito e moralmente così sputtanato come il nostro Silvio Berlusconi, che possa restare in carica, che possa non essersi già dimesso, dopo gli scandali di cui leggiamo in questi giorni, suffragati da ore di intercettazioni telefoniche, con contenuti che imbarazzerebbero e ricoprirebbero di vergogna chiunque.
La "patonza", come la chiama lui, deve girare e girargli attorno di continuo, e sono affari suoi. Ma che dedico poco tempo agli affari di stato e abbia un profilo morale così infimo, questi sono affari di tutti gli italiani. Che dovrebbero presentarsi con i forconi a Palazzo Grazioli e liberare i locali.

Perché non accade? Per due motivi essenziali.

12 set 2011

Oggi a "CHI L'HA DETTO?": famiglie in difficoltà!

"Ho aiutato i coniugi Tarantini, una coppia con figli piccoli passata dall'agiatezza alla miseria anche per l'intervento dei magistrati"

Una coppia a caso, naturalmente.

Se avete redditi inferiori ai 500mila € l'anno proponetevi, il benefattore si dissanguerà per voi morti di fame, come per tutte quelle ragazze giovani in palese difficoltà economica... Io mi sono già messo in lista: passaparola!

Flash dall’11 settembre

Marcello Jori per il Corriere-della-Sera
Where Does the Dust Itself Collec"t di Xu-Bing
Ground Zero, l'11 settembre, folla, commozione.
Ha ancora un sapore di dolore misto a sconcerto la strage delle Twin Tower, come fosse avvenuta pochi mesi fa. Invece sono passati anni. 10 anni.
Una strage che lascia ancora sconcertati, e con molti dubbi, un fatto che ne ha indotti altri, altre morti, pensiamo alle guerre, senza davvero riportare ad una rinascita né il mondo occidentale né quello dal quale l’attacco è partito. Diremmo che non è cambiato nulla. O forse sì, questa crisi economica che non desiste, ad esempio.

11 settembre, simbolo storico nell'arte.
L’11 settembre è un fatto simbolico della storia.
A renderlo eterno, a fissarlo, ci hanno provato molti artisti. Tanti artisti in 10 anni hanno dato la stura alla propria creatività per immortalare il fatto. Propongo alcune immagini “atipiche” tra le diverse segnalate in rete, per ricordare.
La contro-copertina del Corriere della Sera affidata, tra gli altri, a Marcello Jori che propone una immagine dal sapore decisamente magrittiano (sopra).
Sotto invece "Where Does the Dust Itself Collect" di Xu-Bing, che rievoca una delle immagini più incisive, quella della tempesta di polvere scatenata dal crollo degli edifici.

06 set 2011

Comincia la scuola, comincia l’integrazione?

La scuola italiana è multietnica
Il 7,5% degli alunni in Italia è straniero, si tratta di 673.800 alunni. Alle elementari la percentuale è ancora più alta, 8,7%. Questi dati sono superati in alcune città, quali Mantova, Prato, Piacenza.
Rispetto al 2005 l’incremento è stato dell’81%. Ma tra il 2000 e il 2010, gli studenti con cittadinanza non italiana sono aumentati di quasi il 400%.  Sono i dati che emergono dalla ricerca della Fondazione Leone Moressa.
Il numero degli alunni stranieri è cresciuto soprattutto nelle scuole dei paesi della campagna lombarda-emiliana, degli appennini tosco-emiliani, nel Veneto, delle periferie delle grandi città, laddove è cresciuta la concentrazione delle famiglie immigrate.
Cosa dovrebbero trovare tra qualche giorno questi ragazzi sui banchi di scuola? Una chance concreta di integrazione.
Che naturalmente non è un problema dei piccoli, i quali crescono sin dalla scuola dell’infanzia confrontandosi con altri bambini che, se nati in Italia o arrivatici da piccolissimi, si distinguono solo per i tratti somatici, parlando o imparando a parlare l’italiano come i ragazzi di famiglia italiana.

05 set 2011

Il Governo censura l'arte?

Liberté, Egalité, Fraternité (Massimiliano Galliani)
Omar e i figli Michelangelo e Massimiliano di cognome fanno Galliani. Nulla a che vedere col mascherone pelatoche regge le sorti del Milan.
Questi Galliani sono artisti.
Le loro opere dal 3 settembre sono in mostra a Palazzo Soranzo Cappello  di Venezia, nella mostra "Acqua in Bocca".
O meglio, sono in mostra tutte quelle previste, tranne una, “Liberté, Egalité, Fraternité”, che è stata rimossa per vole, pensate un po’, della Soprintendenza.
Liberté, Egalité, Fraternité” è una installazione composta da un letto con copertina e scendiletto, il primo raffigura la bandiera francese, il secondo il Tricolore italiano. Di mezzo, ai piedi di ciascuna delle gambe del letto, una scodella verde, trait d’union che spiega il nesso di questi accostamenti. Chiro? Non cerdo.
Massimiliano Galliano spiega (come riportato da Art Tribune):
L’opera Liberté, Egalité, Fraternité nasce” spiega Galliani ad Artribune “dall’unione di due pensieri fissi nella mia testa. Il primo riguarda un mio ricordo lontano. L’immagine di un letto da contadino con i quattro piedi in altrettante ciotole colme d’acqua. Forse per impedire agli insetti di arrampicarsi. L’altro dal comportamento che ha dimostrato la Francia (in prima linea nel conflitto) di fronte alla richiesta disperata dei profughi libici e tunisini che fuggivano dalle zone calde per cercare asilo in Europa. Da qui un letto ottocentesco coperto interamente da un grande tricolore francese poggia i suoi quattro piedi su altrettante ciotole verdi (unico colore nella bandiera libica) colme di petrolio. Ai piedi del letto un piccolo poggiapiedi cucito con il tricolore italiano denota il nostro ruolo in tutta la questione. Il tutto al ritmo della Marsigliese che suona proveniente da una vecchia radio a valvole”.
L’ installazione insomma è dedicata alla “rivoluzione” di Libia. Ecco il problema!

28 ago 2011

Uragano Irene protagonista in tv e sul web

Il reporter di Weather Channel sbeffeggiato
Massima allerta! Dopo la catastrofe dell'uragano Katrina, costata la vita a molte persone e la distruzione di larga parte di New Orleans, questa volta gli americani, a partire da Obama, l'hanno presa davvero sul serio.
L'uragano Irene, proveniente dai Caraibi e destinato a spegnersi nei prissimi giorni in prossimità dell'Islanda, faceva paura.
Massima allerta ed evacuazioni forzate quindi, anche a New York, centro del mondo per le attenzioni meteorologiche di questo weekend.

Come è andata alla fine? New York è stata battuta dal vento impetuoso che ha sradicato piante e fatto danni, è stata allagata, parte di Brooklyn e di Manhattan, per l'esondazioni del fiume che la bagna, balck out, anche una quindicina di vittime nelle diverse zone degli Usa , ma non è stato un colossale disastro.
Sedotti e abbandonati da Irene? :-)
Qualcuno su Twitter durante la mattina di oggi quasi ci scherzava.
Sulle coste atlantiche più di un surfista ha approfittato delle onde per divertoirsi. In città è vista anche una partita di street hockey.
Ma qualcun altro, questa volta in Virginia, si è pure divertito a sbeffeggiare quelli più di tutti sono stati al centro del palcosceno mediatico dedicato all'uragano Irene: "The Weather Channel field crews", i reporter di The Weathe Channel, il canale tv dedicato alle previsioni meteo, grande protagonista mediatico.
Se avete seguito le sue dirette, anche via web, avrete notato che - a parte gli esperti in studio - la il canale americano aveva in strada una serie di serissimi reporter che imtabarrati si sono piantati nel vento e sotto gli scroci di pioggia a raccontare "live" il passaggio delll'uragano: chi in strada, chi in un campo, chi in spiaggia. Con parole e gesti netti e decisi, hanno tenuto alta la tensione.
La tv ancora una volta protagonita.

Nel video sotto qualche esempio concreto delle loro performance...

26 ago 2011

Sciopero dei calciatori? Chissenefrega!

Calcio, troppo denaro
Una enorme cloaca così a cielo aperto che i miasmi arrivano dappertutto ma, stranamente, nessuno pare curarsene.
Questa è la putrida metafora del calcio italiano, ammalato di tutto e capace di rigurgitare rivendicazioni nel momento in cui il paese annaspa in una crisi economica pesantissima.
I calciatori scioperano perchéla loro associazione (AIC) non trova un accordo sul contratto collettivo con la Lega Calcio.
Sapete perché scioperano? Non vogliono gli allenamenti separati (quando un giocatore è fuori rosa; il rischio è che la preparazione e l’immagine, quindi il ricollocamento eventuale in altro club, venga pregiudicato) e non vogliono pagare la tassa di solidarietà per i super-redditi, pretendono il netto e che quindi sia pagata dai club.
E sapete chi sono quelli che scioperano? Ragazzotti poco più che ventenni, gellati, piastrati, velinati e viziati, che “lavorano” giocando allo stesso gioco che facevano in cortile da bambini, e lucrando stipendi e prebende varie che di norma un qualunque impiegato di banca, quindi non il più disperato dei lavoratori, non vedrà in tutta la sua vita. Di questa tassa di solidarietà loro non ne vogliono sapere. Sacrificio enorme! E non vogliono nemmeno pensare allo stress di riguadagnarsi il posto, hanno paura del mobbing. Ma questa puzza tanto di scusa.
Ora intervengono anche la Federazione, il Coni e il Governo, ma niente da fare: la 1ª giornata di andata del campionato 2011-2012 in calendario nei giorni di sabato 27 e domenica 28 agosto 2011 salta per sciopero dei calciatori.
Risposta: ma chissenefrega! Lasciamoli scioperare, lasciamoli a scannarsi con i loro Paperon de Paperonis. Lasciamo che scendano in piazza con i loro striscioni (se qualcuno glieli scrive) e le trombette a scandire l’urlo di indignata protesta.

24 ago 2011

Esami di ammissione: 6 ragazze su 10 ci stanno col prof

Donna merce
Agghiacciante, dovremmo dire, e invece non lo è. E’ banalmente la conseguenza di decenni di mercificazione totale di corpo, sentimenti, valori.
Il sesso è uno strumento, un’arma, e va usata senza troppo pudore quando serve, come grimaldello anche, per aprirsi la strada.

Indagine-shock. E’ quello che emerge dagli esiti di una ricerca promossa da UniversiNet, portale di riferimento per la preparazione ai test di ammissione alle facoltà universitarie italiane.
Il 48% dei candidati ad un posto alle facoltà a numero chiuso è disponibile ad accettare compromessi di vario tipo per ottenere l’obiettivo. In particolare, il 57% delle donne e il 39% dei maschi, che probabilmente non sono meno disinibiti, ma sanno che per loro questa strada nella realtà è assai meno percorribile.
L'esame che certifica il know-how dei diplomati che ambiscono ad entrare all’università è un ostacolo che angoscia. E dei 16.218 ragazzi e ragazze italiane che hanno partecipato alla indagine, le percentuali di aspiranti matricole pronte a vendersi sono sorprendenti.
Alla domanda “E’ più importante studiare o trovare una raccomandazione per i test di ammissione?” l'86% ha risposto che crede nella raccomandazione. Il 35% è disponibile una relazione fisica, il 15% sfrutterebbe il parente professore, il 13% si farebbe spingere dai propri genitori con amicizie determinanti, il 13% da un prete e – incredibile dictu - solo il 12% a un politico (quanto sono scaduti i politici!) e il 19% si iscriverebbe ad un partito politico, il 6% è disponibile a pagare.
Ma il dato eclatante è quel 48% dei giovani disposto a prestazioni intime, dato che solo l’ano passatp era pari al 39%. E di questi, ben il 57% (contro il 45% del 2010) delle ragazze: 6 ragazze su 10 ci starebbero col prof insomma, o chi per lui.

23 ago 2011

Che fine farà Gheddafi?

Guarda su il Colonnello...
Ha i minuti contati ma dalla Libia, con cui i media principali sono in collegamento diretto, non arrivano che informazioni contrastanti.
Intanto, Muammar Gheddafi, dov'è?
Nel suo bunker sotto i bombardamenti degli aerei Nato? In una tenda in mezzo al deserto? All'estero da qualche compiacente capo di stato, magari ad Arcore?

Attendiamo e intanto rispondiamo alla domanda del nostro sondaggio: che fine farà Gheddafi?



Berlusconi e Bossi kaputt... chi colmerà il vuoto politico?

Bossi e Berlusconi...kaputt?
In Italia si sono avvicendati, nell’ultra cinquantennale periodo repubblicano, moltissimi governi, alcuni rimasti in carica pochi mesi.
La tendenza è cambiata e ora ne abbiamo uno che dura da un pezzo e pare essersi blindato quanto basta – dopo l’ultima scilipotiana campagna acquisti – per durare fino a fine legislatura. La maggioranza, dilaniata da beghe interne, regge, il ricatto leghista e la vulnerabilità giudiziaria del premier sono per assurdo la garanzia adeguata.
La stessa pesante crisi economico-finanziaria che ha colpito (non solo) l’Italia, concorre a legittimare il Governo Berlusconi, chi se la sente di farlo cadere proprio ora?
Non fa vacillare il Governo nemmeno la durissima reprimenda pubblica del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, pronunciata a Rimini al Meeting di CL:
"La maggioranza dominata dalla preoccupazione di sostenere la validità del proprio operato, anche attraverso semplificazioni propagandistiche e comparazioni consolatorie su scala europea ha esitato a riconoscere la criticità della nostra situazione e la gravità effettiva delle questioni”.
Il messaggio è durissimo: il Presidente della Repubblica dice in sostanza che il Governo ha ingannato i cittadini su una questione di vitale importanza, se non si dimette dopo questa accusa, Berlusconi non lo farà mai e dobbiamo attendere solo che il cielo lo chiami a sé.
Eppure le condizioni politiche per mandarlo definitivamente a casa ci sono. Roberto Weber, presidente dell’istituto SWG, ha fatto previsioni devastanti per la maggioranza:
"Se si votasse in questo momento, il Pdl non prenderebbe più del 22-25%, mentre la Lega si attesta tra il 7% e il 9%”.
Un terremoto politico-elettorale che si abbatte sul centrodestra. Ma non può stare tranquillo nemmeno il centrosinistra.
I partiti di opposizione tengono perché guardano ai propri serbatoi di consensi e anche perché perdura la chiave anti-berlusconiana (punto sul quale Bossi ci sta mettendo del suo). Il Partito democratico si attesta attorno al 25% e molto probabilmente sarebbe la prima forza in caso di elezioni, anche perché gli scandali come quello di Penati sono molto sfumati”.
Ma che si possa verificare un terremoto politico emerge da un’altra considerazione, la più importante. Il Paese è distantissimo da questa classe politica e ne farebbe volentieri a meno
C’è una grande indecisione e quindi un'ottima possibilità di successo per chi scegliesse di entrare in campo".
Luca Cordero di Montezemolo come anche il Terzo Polo (“…che alle ultime amministrative è andato benissimo nelle città piccole - tra il 14 e il 19% -. Con Montezemolo leader potrebbe arrivare tranquillamente sopra il 20%" dice Roberto Weber).
Ma come anche forze politiche nuove, espressione della società civile, che tuttavia se esistono, paiono non andare oltre ai grillini in questo momento. Con disappunto per i cittadini che vogliono il rinnovamento guardando a sinistra, senza trovare nulla di nuovo, né leader né idee, né piani.

20 ago 2011

Parlamento, ecco i super assenteisti

Dove sono?
17 agosto 2011, il Senato viene convocato per mettere in calendario la sanguinosa è improcrastinabile manovra economica bis di Tremonti e Berlusconi. L'aula è desolantemente vuota. Sono presenti  4 senatori del Pdl, 3 del Pd, 2 dell'Idv e 1 del Terzo Polo.

Guadagnano bene questi signori, godono di infiniti e irritanti privilegi. Ma quanto lavorano?
Alcuni tanto, altri abbastanza. Alcuni molto molto poco. Ciascuno natruralmente avrà i propri motivi.
Sono gli uomini della Lega gli stakanovisti.

Ecco i recordmen dell'assenteismo in Parlamento (dati ad oggi dall'inizio della legislatura relativi alle presenze nelle votazioni elettroniche in Aula; non evidenziate le missioni, dati da L'Espresso):

Deputati - La top 10 degli assenteisti
1) GAGLIONE Antonio (Gr. Misto)    93.37% (8501 su 9105) circ. Puglia
2) GHEDINI Niccolò (PdL) 77.00% (7011 su 9105) circ. Veneto 1
3) TREMAGLIA Mirko (FLI) 76.67% (6981 su 9105) circ. Lombardia 2
4) ANGELUCCI Antonio (PdL) 71.39% (6500 su 9105) circ. Lombardia 2
5) VERDINI Denis (PdL) 70.53% (6422 su 9105) circ. Toscana
6) BERSANI Pier Luigi (PD) 69.52% (6330 su 9105) circ. Emilia-Romagna
7) MERLO Ricardo Antonio (UDC) 67.95% (6187 su 9105) circ. America meridionale

19 ago 2011

Le migliori mete turistiche del mondo

Singita Sabora Tented Camp, Tanzania
Sì... viaggiare, potendoselo permettere, è uno dei piaceri della vita. Specie se si possono frequentare i luoghi incantevoli con le migliori accomodation.
Travel & Leisure ha assegnato i World's Best Awards 2011 alle migliori città, isole, hotel, Spa, crociere, linee aeree, car rental di tutto il mondo così come votati dai lettori della prestigiosa rivista.
Il premio, giunto alla sua sedicesima edizione, tocca anche l'Italia, paese che per storia, opere d'arte e architettoniche, paesaggio, tradizioni locali, cucina etc etc è senza tema di smentita uno dei più dotati e naturalmente vocato al turismo. Vediamo quali tracce d’Italia troviamo nelle classifiche di Travel & Leisure.

Le città. Prima sorpresa, la meta più votata è Bangkok ma seconda e terza sono Firenze e Roma. Avremmo detto anche Venezia, ma la troviamo solo tra le più votate del cluster Europa (dove c’è anche la bellissima Siena).

Le isole. Primo posto per la spettacolare vulcanica Santorini ma – udite udite – c’è la Sicilia al sesto posto, e precede nomi noti del nostro immaginario, come Hawaii e Galapagos. Tra le sole europee, si aggiunge anche Capri (4°).

Gli Hotel. Qui prevalgono le location d’atmosfera dei paesi esotici, al di là della bellezza e dei servizi dell’hotel in sé. Nella classifica vinta dal Singita Grumeti Reserves (Sasakwa Lodge, Sabora Tented Camp, Faru Faru Lodge) del Serengeti National Park in Tanzania, il primo hotel italiano è Hotel Caruso (21°) a Ravello il paese salernitano considerato la terrazza panoramica della Costiera Amalfitana.

18 ago 2011

La grande chance

Luca Cordero di Montezemolo
E’ tempo di crisi economica. Crisi finanziaria ed economica, che sta accompagnando l’estate degli italiani e degli europei, ma forse sarebbe meglio dire del 20% di cittadini mondiali che detengono l’80% delle ricchezze del pianeta: gli altri non la sentono, vivono in una situazione – la povertà, anche assoluta – che rende quasi silenziosi questi passaggi a vuoto della economia mondiale.
Questa crisi, che ci deprime, ci preoccupa, è per assurdo, una grande chance, l’opportunità di aprire ad un grande cambiamento.
Le crisi economiche sono pericolose perché – la storia lo insegna – rischiano di portare ad irrigidimenti della politica, a scontri, guerre, totalitarismi. Le democrazie occidentali sono abbastanza mature per scongiurare questi pericoli?
Non ne sono sicuro, ma la domanda è: sono capaci gli uomini che governano queste democrazie di approfittare della stringente emergenza per ridefinire il perimetro e le regole dell’economie nazionali e sovranazionali?
Guardiamo alla classe politica italiana: la risposta è no! L’economia italiana non si sviluppa ma i suoi fondamentali sono abbastanza solidi, il sistema bancario pare esserlo, quello industriale anche. Quello politico no, è la tarma che nei decenni ha sfilacciato il sistema paese. Dopo lo smantellamento della classe politica della Prima Repubblica, agli uomini di stato che avevano comunque un profilo alto, si sono sostituiti gli attuali parvenu, rincalzi con istinti spartitori e famelici che nella maggior parte dei casi hanno peggiorato la situazione, mancando di un profilo politico e morale adeguato. Oltre che di conclamate capacità nell'amministrare la cosa pubblica (che non è come gestire la fabbrichetta).

Spazzarli via.
Non rimane che prendere atto che questa classe politica va cancellata, dal basso e dall’alto. Nomi nuovi, capacità nuove. Senza preclusioni di sorta. Ma partendo da pochi assunti, onestà, moralità, contegno, capacità amministrativa e soprattutto equità.

17 ago 2011

Il disco in vinile? Non muore mai, anzi, ritorna!

Il giradischi gira ancora
Se avete dei dischi in vinile in casa avete certamente qualche bel ricordo nel cuore. Era l’era analogica, il fruscio provocato dalla puntina nel solco faceva parte del suono, sporcava l’atmosfera: imperfetto, il suono del vinile suonava più sincero.
E suona ancora così, e sempre più. Soppiantato dal CD, a suo volta in declino per via della musica da scaricare, oggi gli appassionati che comprano vinile sono sempre di più.
Le vendite di dischi in vinile  sul mercato britannico salgono: sono incrementate 55% nei primi 6 mesi di quest’anno.
Si tratta di un mercato di nicchia naturalmente: 168.296 pezzi. Il disco più venduto è of ‘King of Limbs’ dei Radiohead (20.771), ben dietro ‘Different Gear Still Speeding’ album di debutto della nuova band Beady Eye's dell’ex cantante degli Oasis Liam Gallagher (dati Entertainment Retailers Association). Ma è il quarto anno di fila che le vendite del vinile crescono in Gran Bretagna.
In USA il vinile sta sperimentando un trend simile.  In sei mesi quest’anno sono stati venduti  1,88 milioni di pezzi, con un incremento del 41.2%.
In entrambe i paesi, comunque, il totale dei dischi in vinile non quota nemmeno l’1,5% del totale. Una nicchia appunto.
In parte per il suono più caldo, in parte gli artwork delle copertine, veri capolavori in alcuni casi, il vinile cattura l’immaginazione degli acquirenti, sebbene costi il doppio di un CD. Il successo del vinile presso gli appassionati (certo non gli acquirenti occasionali di musica) dimostra che se il pack è interessante le potenzialità di vendita ci sono, e che il prodotto dematerializzato, l’mp3 per capirci, non ha lo stesso fascino, è solo molto pratico.

Un po’ di storia e di tecnica. Il grammofono funziona con i dischi in vinile e fu inventato dal tedesco Emilie Berliner nel 1887. I dischi cominciarono ad essere stampati in serie nel 1898
Sul disco in vinile (policarbonato di vinile) le informazioni vengono registrate - su entrambe le facciate - in modo analogico tramite microsolchi a spirale che partono dall’esterno del disco e finiscono  al suo centro.

Investimento più redditizio? Fare il parlamentare!

Parlamentari italiani... ci lanciano un messaggio?
Se pensate di investire le vostre risorse e volete correre pochi rischi, pensate ad un portafoglio ben diversificato, titoli di stato, azioni, obbligazioni, oro e… una legislatura nel Parlamento italiano.
Non ci avevate mai pensato, ma è meglio investire i migliori anni in attività politica e di lobbing, se siete bravi e riuscite a finire in Parlamento è fatta. Non dovrete più lavorare per tutta la vita. La casta è un investimento.
Il diritto al vitalizio per deputati e senatori scatta dopo soli 5 anni di mandato; considerate anche che i contributi da pagare sono minimi e che la pensione è incassabile anche prima del cinquantesimo anno d’età.
In Italia ci sono 2.308 tra ex deputati ed ex senatori che manteniamo tutti i mesi pagando loro pensioni che sfiorano anche i 7000 euro. Aggiunte le reversibilità si arriva a 3.356 vitalizi, che al contribuente costano quasi 200 milioni di euro ogni anno (61 ai senatori e i restanti 138 ai deputati).
Una inchiesta sulla Casta parlamentare dell’Espresso ha pubblicato tutti i loro nomi, ci sono politici di lunga ed onorata carriera, altri meno. Molti nomi sono ai più sconosciuti, altri invece no, eccone alcuni, presi dalla lista.

ABETE GIANCARLO        4277 €, presidente della Federazione Italiana Giuoco Calci
BENETTON LUCIANO    2345 €, in carica solo due anni per lo scioglimento anticipato della legislatura
BERSANI GIOVANNI    6058 €, tra i fondatori del Movimento Cristiano Lavoratori, vice-presidente delle ACLI, deputato per sei legislature e senatore per una. Fu sottosegretario al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale nel Governo De Gasperi VII, Membro del Parlamento europeo dal 1960
BERTINOTTI FAUSTO    5305 €