30 dic 2011

La bomba spread, va di moda l'imbecillità

A Napoli tutto si può. Stranamente. Anche comprare un "cobra", petardo pericolosissimo ma lo vendono anche ad un tredicenne. Bombe altro che botti.
Quas'anno, come deneuncia corriere.it, va di moda la bomba "spread", costa dai 40 ai 70 €, non la vendono a tutti, biosogna essere introdotti, poco importa se sei un bambino.
Poi se vuoi, ti vendeono anche una pistola, bastano 1.300 €.
La bomba spread è un macigno, esplosivo però, miscela esplosiva in un vaso di terracotta, che fa un buco così nel terreno o ti devasta la casa, un'arma da guerra insomma, equivalente a dieci "bombe carta" messe insieme.

29 dic 2011

Baby fashion... a chi conviene?

Shopping natalizio, balzano agli occhi alcune storture, una di queste è la... moda per bambino.
Mamme, uno dei bisogni primari del vostro bambino è vestirsi e non circolare ignudo per le strade della vostra città, ma se lo fa vestito come un manichino... vuoi mettere che gioia?.
Il business ha le sue regole, chi fa il proprio lavoro e lo fa al meglio dà il suo contributo e ottiene i risultati che cerca. Non è questo il punto.
Il punto di osservazione che suggerisco è un altro, banalmente, quello del genitore. Il genitore che interpreta il bambino. Cosa interpreta il genitore che ritiene rilevante seguire le mode e indurre di fatto i figli a farlo?
Non interpreta altro che se stesso, il suo bisogno di riconoscimento, di accettazione in mezzo agli altri, che di norma si soddisfa più banalmente accodandosi il mainstream, della moda in questo caso. “Moda”, ovvero “il così fa tutti” dell’estetica e del comportamento sociale.

26 dic 2011

Un paese senza un Bocca è un paese becero


Morire a Natale dopo avere vissuto in punta di pena all'apice del giornalismo critico è un segno, quasi un riconoscimento.
Giorgio Bocca se n'è andato a 91 anni lasciando una eredità pesantissima da raccogliere.
Chiaro, sintetico, tagliente, critico sempre come un giornalista sempre dovrebbe essere, mai accondiscendente, mai legato alle mode e mai nella coda di qualche potente, così Bocca ha attraversato gli ultimi 50 anni di questo paese, raccontandolo senza mezzi termini.
Ex partigiano, uscì dalla guerra sapendo che con una tragedia simile alle spalle non poteva che essere, lui scrittore e giornalista, un artefice della rinascita del paese, parlandone, descrivendone vizi e virtù. E facendolo in modo molto serio e preparato.
Cofondatore di Repubblica e firma di diverse testate, Bocca ha scritto molti libri incentrati sulla attualità politica, l'analisi socioeconomica, l'approfondimento storico, libri che se un tempo potevano essere considerati come testimonianza alta dei tempi, oggi risultano sempre più “astratti”, per un distacco da una società, quella italiana, sempre più becera e grezza, incolta, quindi sorda alle parole sensate di uno come Bocca, voce sempre più isolata come già quelle di altri “emarginati” in cotanto vuoto culturale. Voce critica, tagliente, tormento dei potenti.

Bocca lascia un'Italia che certo gli piaceva ben poco, nella quale “la gente è più ricca ma è peggiorata culturalmente e intellettualmente”.

22 dic 2011

Dovete sacrificarvi di più! Parola di Papa

Il Papa oggi ha detto che uno dei motivi della crisi europea è che non si fanno più sacrifici:
"Manca spesso la forza motivante, capace di indurre il singolo e i grandi gruppi sociali a rinunce e impegni".
Si legge sul sito corriere.it. Dove immediatamente sotto campeggia per il titolo di una notizia che pare smentire clamorosamente le parole di Ratzinger:
Busta paga ferma da dieci anni”.
Insomma, i sacrifici li facciamo da un pezzo. Le retribuzioni dei lavoratori italiani sono basse e tartassate e la differenza tra i salari più ricchi e quelli più poveri è aumentata.
Nella classifica dei salari netti siamo a 19.350 euro annui, che sono 4.000 in meno della media dell'UE. La manovra Monti aggiungerà altri carichi pesanti per la povera gente, che è tanta.

18 dic 2011

Un italiano su tre ruba

Se la statistica vale qualcosa, oggi apprendiamo che l'Italia è un paese di furbi e di ladri.
Di 14.000 famiglie controllate nei primi 10 mesi di quest'anno dalla Guardia di Finanza, quasi 4.000 hanno illecitamente dichiarato di avere redditi sotto la soglia minima fissata dalla legge per avere riduzioni ed esenzioni su asili nido, assegni per chi ha almeno tre figli minori, assegni di maternità, mensa scolastica, libri, borse di studio, minori tasse universitarie,  servizi di assistenza agli anziani o ai malati.
Si scopre dall’ultimo apporto annuale della Guardia di Finanza sugli sprechi della spesa pubblica. Una attività ormai strategica in momento in cui è obbligatorio risanare i conti dello Stato.
Queste frodi  causano ogni anno un mancato introito di circa 3 miliardi di euro. Solo il danno erariale provocato dai dipendenti pubblici che commettono abusi, falsi o accettano mazzette, in 10 mesi nel  2011 ha superato 1 miliardo e 700mila euro.
La violazione più frequente riguarda l'autocertificazione di cittadini che attestano un falso Isee (l'indicatore della situazione economica equivalente) e ottengono prestazioni mediche totalmente esenti da ticket. Altre frodi riguardano i ricoveri favoriti da medici e paramedici che certificano di aver effettuato prestazioni in day hospital invece che in ambulatorio o attraverso il pronto soccorso in modo da ottenere il rimborso delle spese dal servizio sanitario nazionale che non sarebbe dovuto. Per non parlare di quei non pochi dmedici di base che curano pazienti in realtà deceduti o trasferitisi all'estero, continuando a percepire il compenso. Tra il 2008 e nel 2009 sono stati scoperti 67.000 «pazienti fantasmi» e denunciati 347 medici che hanno intascato illegalmente 22 milioni e mezzo di euro.

13 dic 2011

Garage sì, aree verdi no!

Ci siamo dimenticati di essere stati bambini, oggi compriamo garage, posti auto. Spazi verdi... no.
Perchè siamo così poco sensibili all'infanzia?

I bambini hanno voglia di incontrarsi con altri bambini, di giocare, di usare le proprie energie, di scoprire.
Lo fanno meglio all’aperto, perché lo spazio che li accoglie è potenzialmente infinito, lo fanno meglio se non sono costantemente sorvegliati, specie quando la loro autonomia cresce. Autonomia nello spazio e nel tempo.
Autonomia di scegliere cosa fare, bighellonare anche, perché serve per recuperare energie, dare spazio ai sogni (noi però li portiamo al corso di chitarra o all’allenamento di pallavolo).
La richiesta più insistente dei miei figli è proprio questa, vedere altri bambini, ma non tra i banchi di scuola, ma in mezzo ad un prato, liberi di organizzarsi i giochi suppongo, anche se, capita l’antifona, son ben lieti anche di ospitare amici in casa…
Loro non lo sanno ma per noi non era così. L’aria gelida che mi entrava nei polmoni nei pomeriggi invernali passati a disputare interminabili partite di calcio al campetto, le chiacchierate fantastiche al muretto d’estate, le gare di automobiline per strada, le battaglie con i fusi… me le ricordo bene, mi ricordo le voci e i suoni, la stanchezza. Tutto. Tutto e con naturalezza.
Dare spazio e tempo ai bambini non è scontato oggi
Ci sono alcuni ostacoli che sbarrano il passo ai bambini e ci consigliano di essere sempre con loro. Dove stanno questi ostacoli? Ci sarebbe da perderci la giornata ad elencarli tutti… vediamo:

10 dic 2011

Un aiuto per la piccola Matilde

Matilde ha poco più di un anno ed è affetta da encefalopatia epilettogena, una malattia provocata da una alterazione della massa bianca del cervello che comporta grave ritardo psicomotorio. nata non rispondeva agli stimoli e non si muoveva come gli altri bimbi. L'origine della sua patologia i suoi genitori non lo conoscono e dopo avere passato piùdfi un ospedale ora hanno con se Matilde a casa: si sono fatti insegnare ad accudirla e vivono con ossigeno, sondino naso gastrico e terapie antiepilettiche.
Questo grazie anche all'aiuto e alla gara di solidarieta' di tanti amici.
Ora desiderano portare Maty in centri specializzati che utilizzano il metodo Thera-suit che aiuta i bambini con paralisi celebrale infantile. L'aiuto del servizio sanitario non basta, purtroppo.
"Il nostro obiettivo - dicono i genitori di Maty - è anche quello di riuscire ad aiutare e sostenere altri bimbi bisognosi ed affetti da queste sindromi rare, per questo ci siamo adoperati nel fondare la Onlus Insieme per Matilde che ha nei suoi obbiettivi quello di aprire un centro polivalente in Piemonte dove poter eseguire questi metodi".

Hanno aperto un conto per ricevere donazioni. Chi desidera aiutarli può visitare il loro sito, dove ci son le immagini di Maty, i riferimenti per i versamenti e l'estratto conto della raccolta: http://www.insiemepermatilde.it/

08 dic 2011

Abbandoni, anche invisibili

Il senso di abbandono mi ha sempre creato lancinanti dolori, quasi fiscici. Non ho mai subito un abbandono vero, però ho sempre sentito il timore di subirlo, una paura immotivata a dire il vero.
L’abbandono significa rifiuto e poi assenza. Il vuoto spaventa un bambino, questo penso fosse il motivo.
Anche nelle fiabe si parla di abbandono, ricordo le disavventure di Pollicino o di Hansel e Gretel, che subisco l’oblio, vengono abbandonati più volte, devono farcela da soli, combattono streghe e perfidi figuri.
Leggiamo di mamme che abbandonano le proprie creature. Perché lo fanno?
Una mamma regala una nuova vita, poi la affida al nulla. Un padre che lascia è un sostegno che manca, una responsabilità in fuga.
Ma dalla parte del figlio l’abbandono cos’è? Io lo ritengo un abuso a prescindere dalle motivazioni del genitore che l’ha compiuto.
I bambini che subiscono l'abbandono penseranno che se se non sono stati tenuti la colpa è loro e doventa difficile per quel bambino accettarsi, stimarsi, amarsi.
Quando il filo della relazione tra du persone adulti si spezza subentra a volte un senso di fallimento, nella relazione tra tra bambino e madre pensiamo a quanto maggiore può essere l'effetto.

Cosa scatena un abbandono? Il degrado certamente: madri indigenti, ragazze-madri. Ma le ragioni sono anche intime. Ci sono genitori che hanno abbandonato il un figlio ma non gli altri.
Il dramma di quel figlio sta in una domanda? “ Perché io sono stato abbandonato, perché solo me, proprio me?” Il bambino non c'entra affatto.

04 dic 2011

Storie di crudeltà, stupidità, vigliaccheria, arrivismo, miseria

Crudeltà, stupidità, vigliaccheria, arrivismo, miseria.  Saltano all’occhio nella home page di corriere.it.
Andiamo con ordine.
Crudeltà. Su Youtube una ragazzo inglese, forse una ragazza, sui venti anni si riprende vestito da Babbo Natale mentre coccola una gattina di pochi mesi. Poi la scena diventa agghiacciante. La gattina è un regalino, un regalino succulento per il suo pitone: gliela dà in pasto mentre riprende la scena. Naturalmente verrà preso e condannato per questo, ma gli ci vorrebbe uno psichiatra, di quelli bravi.
Stupidità (ma anche peggio). A Palermo un bambino di un anno e mezzo è ricoverato in rianimazione, ha lividi in tutto il corpo e diversi segni di bruciature ma soprattutto gli esami rilevano presenza di cocaina dalle urine. I genitori – lei disoccupata, lui impiegato - dicono che il bambino si è fatto male da solo, sono due tossicodipendenti, ma all’inizio negano anche questa evidenza. Poi il padre ammette di avere lasciato incustodito il sacchetto con la cocaina. Questa gente come può mettere al mondo figli e come si può pensare di lasciarglieli?
Vigliaccheria. A Torino una famiglia esce da un negozio di giocattoli, attraversa la strada sulle strisce pedonali e viene travolta, i corpi gettati a 30 e passa metri. Il bambino, 8 anni, muore. L’investitore fugge. A parte gli ovvi capi di imputazione di cui dovrà rispondere, non esiste anche il reato di vigliaccheria?
Arrivismo. Su The Observer Mariafrancesca Garritano rivela che una ballerina su cinque tra quelle del corpo di ballo a cui appartiene, quello prestigiosissimo della Scala di Milano, soffre di disturbi alimentari, anoressia. Sono in competizone costante sulla abilità ma anche sul peso, sul cibo: vince chi mangia meno. E sarebbe una regola. “Le conseguenze? Sette ballerine su 10 non hanno più le mestruazioni per via delle diete punitive alle quali si sottopongono. Andavo avanti con un frutto e uno yogurt al giorno, affidandomi all'adrenalina per arrivare alla fine delle prove. E molte mie colleghe venivano portate in ospedale per essere alimentate con i tubi. La Garritano denuncia ed ha 33 anni, è lì da quando ne ha 16, significa che le più giovani, ancore minorenni,  hanno genitori o complici o essenti. Autolesionistiche ambizioni.

02 dic 2011

Il gioco che ci fa crescere

Non smettiamo di giocare perché diventiamo vecchi, diventiamo vecchi perché smettiamo di giocare
In realtà non smettiamo mai di giocare e, secondo alcuni la vita stessa sarebbe un lungo e intricato gioco nel quale assumiamo una parte e la cambiamo nel tempo…
E’ vero comunque che il gioco non ci abbandona mai, chi lo fa estraneo alla propria esistenza può solo declinare.

Nella nostra vita verso il primo anno compare il gioco simbolico che poi, nell’intero arco dell’infanzia, si sviluppa.
Cos’è il gioco simbolico per un bimbo? Un comportamento ludico contraddistinto dalla simulazione.
A cosa serve? Il gioco di finzione è una esperienza che favorisce la crescita perché offre al bambino l’opportunità di compiere esperienze diverse, di estendere il proprio campo di conoscenza e di azione, di sviluppare la creatività che consente al bambino di agire e intervenire sulla realtà in modo costruttivo e attivo. Consente di sviluppare il pensiero astratto perché il bambino si crea situazioni fantastiche per valicare i confini delle sue capacità di azione reali.
In sostanza il gioco nello sviluppo intellettivo della prima infanzia il gioco è la leva più importante.
Il gioco simbolico ha i suoi must: i giochi di costruzioni come il Lego o i puzzle, tutti i giochi che implicano emulazione del mondo degli adulti – i role play: facciamo finta che…), i giochi come le bambole che permettono immedesimazione e trasposizione del ruolo….