30 ott 2011

Come è nato l'amore?

Ho trovato in rete un bel cortometraggio animato,  "Invention of Love", firmato da Andrey Shushkov, giovane regista russo (è del 1986) diplomato alla Università d'arte e cultura di San Pietroburgo.
"Sin dall'infanzia mi ha sempre interessato ogni cosa. Durante l'adolescenza ho capito che mi satrebbe piaciuto narrare storie"
"Invenzione dell'amore" è la descrizione poetica in immagini animate che racconta come nasce l'amore.
Un controluce onirico un po' chagalliano, ombre che si stagliano nette e si muovono tratteggiando i meccanismi del cuore.
Delicato, intimo e nel contempo evocatore di una certa inquietudine.
Vi piace?

26 ott 2011

Fotovoltaico, Italia n. 1

Nonostante il deprimente stato dello scenario politico e sociale del nostro Paese, riusciamo a battere qualche record in positivo.
Secondo i dati di Anie/Gifi, alla fine di questo anno l'Italia sarà il primo mercato al mondo per potenza fotovoltaica installata.
Eccolo il mercato italiano del fotovoltaico, in cifre: 40 miliardi di euro di investimenti l’anno, 100 mila posti di lavoro dei quali 20000 addetti diretti, età media inferiore ai 35 anni, gettito d’Iva pari a 4 miliardi nel 2010.
Nel periodo che va da gennaio ad agosto 2011 il fotovoltaico ha prodotto  il 3% dell'energia elettrica consumata in Italia. 11.000 sono i MWp connessi alla rete elettrica nazionale e questi hanno consentito di compensare integralmente ad agosto l’incremento della domanda elettrica nazionale, riducendo le importazioni dall'estero.

24 ott 2011

Ricordi d'infanzia autunnali

Ci sono diverse cose della tavola che mi ricordano l’infanzia. Particolarmente l’autunno, che è una stagione che mi affascinava perché le prime brume e i primi freddi mi facevano venire 'voglia di casa', e che oggi mi fa venire in mente cioccolato e castagne. Erano per me i simboli dell’autunno. E due "golosità".
Il cioccolato fondente (ora scopro che il cioccolato fondente è salutare, a saperlo mi sarei abbuffato senza remore!), perché la mamma lo usava per preparare la cioccolata calda, un toccasana a merenda quando si rientrava intirizziti dal campetto dove ti eri inzuppato le ossa di freddo.
E poi le castagne, “il pane dei poveri” come diceva mia nonna che con la povertà ci aveva convissuto a lungo. Le castagne me le ricordo che scoppiettavano sulla pentola forata. Queste sono la quintessenza dell’autunno. Avevamo imparato dalla vicina a fare il Monte Bianco, si fanno bollire le castagne, si sbucciano e si passano col passaverdure, si fa una montagna e la si spolvera con cioccolato in polvere, poi la cima la si spruzza con la panna montata. Un delirio
.Adesso tornano di moda nella alimentazione, torte, gnocchi… un po’ di cose sulle qualità delle castagne si spiegano qui. Io sono per le caldarroste (e qui spiegano come farle le castagne arrosto) e una cosa gustosa è il purè di castagne.
Voi che ricordi avete di questa stagione?

23 ott 2011

Il carrozzone: una nazione, un clown


"Il premier italiano vi ha rassicurato sui provvedimenti che prenderà il suo governo?"
Ridereste mai in conferenza stampa, voi, capi di governo di due delle più potenti nazioni del mondo, se un giornalista vi facesse una domanda come questa su un vostro alleato?
No, ma se la domanda riguardasse un clown, un pagliaccio, una quaquaraquà, un pierino qualsiasi... ridereste di gusto.
Se però, come è, quel clown fosse davvero il premier di un paese vostro alleato?
Fareste come hanno fatto oggi la Merkel e Sarkozy:  trattereste a stento le risate mentre i giornalisti presenti, che non hanno queste preoccupazioni istituzionali, scoppierebbero a sghignazzare.
E' successo davvero, la domanda riguardava Silvio Berlusconi.
Il ghigno solcato dal sorriso lo vedete nella fotografia, la notizia ha fatto il giro del mondo, come italiano mi vergogno fino a sprofondare.
Quelli che lo hanno eletto no? Solidarietà circense per caso?

Dice una canzone:
Il carrozzone va avanti da sé
con le regine, i suoi fanti, i suoi re
ridi buffone per scaramanzia
così la morte va via.
Musica gente cantate che poi
uno alla volta si scende anche noi
sotto a chi tocca in doppiopetto blu
una mattina sei sceso anche tu
.

15 ott 2011

Grisù e gli Indignati

Oggi come non mai negli ultimi 40 anni il presente dei giovani è davvero precario e il futuro un buco nero in fondo al tram, come dice in "Io e te" in una vecchia canzone Enzo Jannacci, che canta di vite senza prospettive.
I nostri ragazzi sono tanti "io e te" con prospettive inquietanti.
Oggi scendono in piazza con gli indignati, che attenzione, non sono una fazione che protesta, ma un moto popolare di rivolta morale, gente stomacata, non solo preoccupata.
E’ da lì, dal profondo, dallo stomaco che bisogna partire per rifondare questa società malata e manovrata da potentati che si arricchiscono senza limite e senza senso (a che giovano tante ricchezze?), spinti da una egocentrica e malata sete di potere personale, dove il sentirsi potenti e giudici del destino degli altri regala una adrenalinica emozione.
Gli indignati scendono in piazza contro i banchieri, contro la finaza speculatrice.
Oggi trovano uno strano alleato, inatteso,  il governatore della Banca d'Italia e prossimo presidente della Bce, Mario Draghi:
"Se siamo arrabbiati noi per la crisi, figuriamoci loro che sono giovani, che hanno venti o trent'anni e sono senza prospettive".
Lui, nel mirino dei "Draghi ribelli", quelli dei pupazzoni di Draghi gonfiabili,  Dice:
"Se la prendono con la finanza come capro espiatorio. Ma li capisco: hanno aspettato tanto... Noi, all'età loro, non lo abbiamo fatto". “L'urgenza della crescita deriva non solo dagli effetti positivi che ne scaturirebbero sulla finanza pubblica, ma soprattutto dal dovere non più eludibile che abbiamo nei confronti dei giovani, un quarto dei quali sono senza lavoro: senza i giovani non si cresce".
Cosa fa Draghi? Assomiglia a Grisù il draghetto che, a dispetto della sua natura incendiaria, voleva fare il pompiere? Spegne un po’ il fuoco, forse consiglia ai giovani di protestare senza violenze per non condannarsi a divenire oggetto di accuse che svierebbero l’attenzione.

08 ott 2011

Galline... in fuga!

Galline in fuga... e ti credo!
Se ti piacciono le frittate, rifletti su quanto segue.
150mila pulcini maschi vengono massacrati ogni giorno in una sola fabbrica.
Ai pulcini femmina viene reciso il becco, che ha terminali nervosi, in modo che quando saranno divenute galline e messe in ristrette gabbie non possano ferirsi tra loro.
Nelle gabbie le galline ovaiole resteranno per due anni, poi saranno macellate.
Le crudeltà inflitte alle galline ovaiole sono testimoniate in un video reportage ('Gli orrori della produzione di uova') che riporto sotto.
La domanda che sorge spontanea è se possiamo rimanere ciechi di fronte a queste violenze sugli animali, nel segno di un mors tua vita mea che l'uomo cacciatore da sempre adotta nei confronti delle varie specie animali. Oppure se dovremmo fare scelte più drastiche come eliminare la carne e il pesce ed ogni alimento di derivazione animale (qui un esperto, Stefano Momentè spiega bene perchè diventare vegetariani, leggi):
Di certo non possiamo rimanere indifferenti, non siamo i colpevoli ma certamente responsabili nei concorsi. On line non mancano gli spunti per riflettere.

06 ott 2011

E’ il peggio che ci governa!

Dal “ce l’abbiamo duro” al “handicappata di merda”, dal “forza gnocca” al “fatti scopare”, i quattro cantoni della cafonaggine, tirando una riga si traccia il perimetro entro il quale è ascritto tutto lo spessore culturale e politico della maggioranza di governo esemplarmente (per questi modi s’intende) condotta dal Cav. Silvio Berlusconi.
Ricordiamoli gli exploit del Cavaliere: le corna nella foto del G8, le avances alla volontaria della Protezione Civile, la barzelletta volgare o quella con bestemmia sulla Rosy Bindi.  Ma nell’accozzaglia di volgari tramaccioni senza morale che lo sostiene, se possibile, ce anche di peggio: come scordare gli innumerevoli gesti dell’ombrello del gretto Umberto Bossi, il dito medio sempre dell’Umberto o della Signora (muahahahah…) Santanchè, le parolacce di Gentilini e le volgarità razziste di Borghezio.
Un campionario, una Treccani della pochezza, una summa di cafonaggine che difficilmente potrà essere superata da chi seguirà al governo questa marmaglia, e che altrettanto difficilmente la storia riuscirà a disinfettare.
Sparite, avete trasformato l’Italia in una discarica a cielo aperto, siete la voce del peggio.

05 ott 2011

Legge bavaglio, missione censura!

"Non mi riconosco in questo testo e trovo inaccettabile che sia bastato uno schioccar di dita del premier per mandare in fumo due anni e mezzo di lavoro per cercare un accordo. Con questa modifica, tutte le intercettazioni che nel corso del tempo verranno conosciute anche dalla difesa, non solo non potranno essere pubblicate nel testo, e questo va bene, ma non se ne potrà nemmeno dare notizia".

Censura preventiva che annega qualcosa di più della verità, che resta la giudice stabilire in più gradi processuali: annega la possibilità di fare emergere fatti che sebbene valutati non rilevanti ai fini del processo, possono ben disegnare il contesto dei fatti e delle persone.
Resta il problema, naturalmente, della privacy che tuttavia non è nelle preoccupazioni di chi sta tentando da fare passare questa cosiddetta "legge bavaglio".
La frase sopra è stata pronunciata da Giulia Bongiorno di Fli, relatrice del testo, che oggi si è dimessa da questo incarico.

Cara signora Bongiorno: scopre solo ora chi è Silvio Berlusconi?

Per la cronaca in Commissione il comitato dei nove ha levato per i blog l'obbligo di rettifica che si vuole sia previsto solo per le testate giornalistiche online registrate ai sensi della legge sulla stampa.

Oggi a "CHI L'HA DETTO?": siamo nella cacca!

"Ho sentito Berlusconi ed è molto di cattivo umore. Minaccia di andarsene lasciandoci in balìa della sorte e non di un'alternativa concreta".
Praticamente siamo nella cacca, avremmo infatti tre sole opzioni:

1 - affidarci alla sorte, ovvero sprofondare nella cacca
2 - affidarci ad una alternativa di governo che non c'è, ovvero immergerci un un'altra cacca
3 - affidarci ancora a Berlusconi, ovvero restare nella cacca.

01 ott 2011

La "casta" si è offesa, poverina!

A Della Valle rispondono Bindi, Borghezio, La Russa
Diego Della Valle ha scagliato i propri strali contro la classe politica italiana comprando alcune costose pagine dei principali quotidiani italiani e gridandoci sopra la sua protesta.
Il gesto è clamoroso e ha suscitato reazioni contrapposte, prevalentemente la “casta” si è rivoltata contro questa forma di protesta.
Alcune reazioni sono a dir poco sconcertanti.
Ignazio La Russa :
"Della Valle ha bisogno di pagare inserzioni sui giornali perché quando parla senza pagare non lo ascolta nessuno”.
Bella stupidaggine Ignazio: ma chi ti ha mai ascoltato prima che ti svendessi – da duro e puro – al mercante di Arcore, che ti garantisce anche di potere avere i media a ridondare le tue parole?
Susanna Camusso (Cgil):
"E’ sbagliato dire che tutta la classe politica è uguale e ugualmente responsabile, perchè maggioranza e opposizione hanno ruoli diversi".
Ma va là? Ed entrambe sono incapaci!
Ma forse la più assurda risposta è quella di Rosy Bindi, che è sorpresa per una uscita del genere e si appella al fatto che Della Valle dovrebbe “almeno”  rispettarla come consumatrice (e fa il gesto di restituirgli le Tod’s che calza). Se è una battuta fa pena, se sei seria cara Bindi ripigliati!
Sapete chi l’ha detta invece come si deve, in parte, questa volta? Incredibile dictu, Mario Borghezio:
 “È legittimo che Della Valle richiami ai propri doveri la casta politica. Ma la super casta finanziaria-imprenditoriale di cui è alto esponente, prima di parlare, deve dare al Paese alcune garanzie. Questi imprenditori ci devono dire, innanzitutto, se investono in Italia o, per quanto ci riguarda, in Padania. Oppure fanno fare le scarpe nel Terzo mondo, magari in Paesi dove le garanzie sindacali e i diritti civili non sono rispettati? In secondo luogo: questi imprenditori seguono l'indicazione del capo dello Stato che ci ammonisce ad investire nei titoli di Stato o, come fanno da sempre, preferiscono operare a livello finanziario in maniera poco trasparente attraverso i paradisi fiscali?”.
Che si stia rinsavendo?

Gli unici che non possono ma avrebbero il diritto di avere una pagina su Repubblica, Corriere, Sole24Ore etc per gridare la propria indignazione  siamo noi, gente comune, che il prezzo delle malsane azioni di questa classe politica lo paghiamo regolarmente e pesantemente da decenni!