23 mar 2011

Gheddafi, messaggio agli italiani

L'idillio tra Silvio Berlusconi e Gheddafi è finito in un tradimento meschino, condito da grappoli di missili sganciati sulla Libia in questi giorni.
Gheddafi, uomo coriaceo e caparbio, ha le idee chiare e ci tiene a fare sapere al popolo italiano, intontito dalla propaganda e dalla disinformazione delle reti televisive controllate dal Nano di Arcore, i motivi di questa separazione.
Eccolo in questo messaggio tv sottotitolato in italiano. Buona visione.

19 mar 2011

Bullismo, le responsabilità del papà

Bullismo
I tuoi figli pensano che lavori troppo e non passi abbastanza tempo con loro? Questo li mette a rischio di bullismo.
Sono le conclusioni di una ricerca effettuata dal sociologo Andre Christie-Mizell della Vanderbilt University (
Nashville, Tennessee), pubblicati da Youth & Society e ripresi da ScienceDaily.com
Lo studio doveva rispondere a due domande: che relazione c’è tra il tempo passato dai genitori con i figli e i comportamenti bullistici degli adolescenti? Che relazione c’è tra il bullismo e la percezione dei figli del tempo passato con loro dai genitori?

Papà fate uno sforzo in più. La ricerca ha evidenziato che è la percezione che il padre lavori troppo e che dedichi poco tempo a influenzare i comportamenti distorti degli adolescenti, mentre questo impatto non è così significativo quando è la madre ad impegnare molto tempo nel lavoro. Secondo l’autore della ricerca questo è dovuto al fatto che i figli percepiscono che la disponibilità della madre è naturalmente più ampia, che la madre è più accessibile, a causa del fatto che è lei ad avere di solito più responsabilità in casa.
Questa scoperta è importante perché indica che quello che la maggior parte di noi pensa – cioè che le madri hanno la maggiore influenza sui figli - è una sorta di saggezza convenzionale. Si dimostra che sebbene sia importante passare tempo con entrambi, i papà devono fare uno sforzo in più”.
La proposta è definire uno schema per l’interazione tra padre e figli in modo da guidare la percezione dei figli sulla diponibilità dei padri. Ad esempio se un figlio sa che tutti i sabato mattina il papà farà colazione e giocherà a pallone con lui, questo sarà più efficace di analoghi comportamenti non proposti ma casuali: i figli sanno già che accadrà, questo impegno li rassicurerà. E i padri devono sforzarsi di mantenere questi impegni; e se non possono accidentalmente farlo, è importante che ai figli sia data una spiegazione dell’impedimento e di quanto l’impegno subentrato sia importante per la famiglia.

Il grigio Frattini e i "vicini" della Lega

Lo ricorderemo per il suo grigiore politico e il suo assoluto e acritico appiattimento sulle scelte del governo, di cui fa parte senza grandi contributi.
Parlo di Frattini, ministro degli Esteri.
L'Onu delibera la cosiddetta "no fly zone", l'Italia con una scelta bipartisan tutto sommato responsabile decide di fare la sua parte assumendosi responsabilità anche militari.
La guerra non mi piace neanche un po', ma talvolta è diffcile evitare l'uso delle armi. Non so se sia questo il motivo per il quale la Lega non ha partecipato a questa decisione, rifacendosi alla posizone della Germania.
Fatto sta che, ricevute le critiche da D'Alema su questo smarcamento di una forza di governo, Frattini se ne esce con una giustificazione assolutamente sciatta e priva di senso:
"Rispettiamo la posizione della Lega. La comprendiamo, l'abbiamo vista anche sull'Afghanistan: la Lega alla fine mantiene una lealtà assoluta alle azioni del governo".
Significato del commento: questi non ci levano l'appoggio qualsiasi cosa accada, il Presidente del Consiglio è protagonista di scandali e chiamato in 100 processi? Non importa. La Lega persegue i propri fini utilitaristicamente, si smarca quando vuole. Di fatto ha una posizione ricattatoria.
Ma agli affaristi del Pdl va bene così, come ha dimostrato la Prestigiacomo che a microfoni "apparentemente" spenti si è fatta beccare mentre suggeriva a Tremonti di "cambiare strategia sul nucleare altrimenti perdiamo le elezioni". Nucleare scelta strategica? Sì, per gli affari loro.
Come ha detto Borghezio la Lega considera gli italiani dei "vicini". E noi dai nostri "vicini" siamo goventati. Io a miei vicini le chiavi di casa non le lascio. Voi?

16 mar 2011

Maschio: oltre il sesso il nulla?

Sheridan Simove, letterato. Chissà se così sarà ricordato nelle enciclopedie o nei cartelli che indicano il nome delle vie delle nsotre città un domani questo signore non ancora quarantenne, che assurge agli onori della cronaca con un “caso letterario”, il suo libro intitolato “What Every Man Thinks About Apart From Sex”.
Già, a cosa pensano gli uomini a parte il sesso, di per sé ha già un suo appeal. Ma ciò che rende questo libro un best seller è la limpida e inequivocabile risposta offerta dall’autore: 200 pagine completamente bianche.
Sheridan Simove - un bel giovanotto davvero, laureato in psicologia a Oxford - con la sua opera ha scalato le classifiche di vendita di Amazon.com, basti pensare che è davanti a Dan Brown col suo Codice Da Vinci e a JK Rowling con Harry Potter e l'Ordine della Fenice. Nei campus universitari il libro è divenuto un must, non si sa che uso ne facciano gli studenti, in fondo va bene anche solo per prendere appunti alle lezioni.
Sheridan Simove per noi è mister nessuno però a casa sua, nel Regno Unito, ha una sua fama come autore televisivo ma anche – e direi soprattutto a questo punto – come ideatore di gadget.
Come è questo pseudo libro. Un’idea anche banale se vogliamo, se non fosse che nel renderla concreta, nella sua banalità, ha saputo produrre un po’ di fama e di quattrini. Oggetto inutile, come quelli di tante cartolerie e negozi di oggettistica, dove tra statuette dell’Oscar della simpatia, mugs con effigi assurde e apribottiglie parlanti è già possibile sperimentare l’ebbrezza del vuoto assoluto.
La teoria “oltre il sesso nulla” non ha alcun fondamento scientifico, sia chiaro. I maschi infatti pensano anche ad un sacco di altre cose oltre al sesso, davvero non potete immaginare, ad esempio… ops, mi suona il telefono, scusate…

15 mar 2011

5 buoni motivi per dire "no" al nucleare. E una domanda.

Riprendo un pezzo scritto anni fa che traeva spunto da una intervista rilasciata da Jeremy Rifkin, quotato economista e scrittore americano molto addentro alla causa ambientale.
In questi giorni, mentre si consuma il dramma causato dal terremoto in Giappone, dove la centrale nucleare di Fukushima, danneggiata, sta mettendo a repentaglio la sicurezza di molte migliaia di cittadini, il dibattito è ampio.

Nucleare: informazione e disinformazione?
Business di sicuro. Senza depurare la discussione dagli interessi economici in ballo resta difficile credere ai sostenitori del nucleare.
Secondo Rifkin il tema anche in Italia, è inquinato da considerazioni ideologiche. Il modello energetico che poggia sul nucleare è di tipo elitario, centralizzato, calato sul sistema dall’alto al basso:
Servono grossi investimenti iniziali e altrettanti di tipo geopolitico per difenderlo”. 

Rifkin ha una proposta:
La terza rivoluzione industriale. Un sistema distribuito, dal basso verso l’alto, in cui ognuno si produce la propria energia rinnovabile e la scambia con gli altri attraverso 'reti intelligenti' come oggi produce e condivide l’informazione, tramite internet”. 

Sta scherzando? A proposito dell'Italia:
"Voi siete messi meglio di tutti: avete il sole dappertutto, il vento in molte località, in Toscana c’è anche il geotermico, in Trentino si possono sfruttare le biomasse. Eppure, con tutto questo ben di dio, siete indietro rispetto a Germania, Scandinavia e Spagna per quel che riguarda le rinnovabili”. 
Secondo Rifkin la scelta del nucleare ha molto a che fare con un gap generazionale:
Ve lo dice uno che ha 63 anni. I vecchi politici, cresciuti con la sindrome del controllo, si sentono più a loro agio in un mondo in cui anche l’energia è somministrata da un’entità superiore”. 

Il nostro Governo ha deciso di costruire nuove centrali nucleari entro il 2013.
Ecco 5 buoni motivi che dovrebbero consigliare di rivedere velocemente la scelta:

1 - Il nucleare è una fonte di energia con basse probabilità di incidente, ma ad alto rischio. Cioè è difficile che avvenga un incidente, ma se succede può essere una catastrofe, come Chernobyl.

2 – Il nucleare è una fonte di energia pulita ma insufficiente. Corretto, ma per avere un impatto sull’ambiente (riduzione delle emissioni di Co2) bisognerebbe costruire 3 centrali ogni 30 giorni per i prossimi 60 anni. Al mondo funzionano 439 centrali nucleari che producono circa il 5% dell’energia totale. E nei prossimi 20 anni molte dovranno essere sostituite; lo saranno al massimo per la metà ma se anche fossero tutte rimpiazzate si avrebbe solo un risparmio del 5%.

3 - Non sappiamo ancora come trasportare e stoccare le scorie. Gli Stati Uniti hanno investito 8 miliardi di dollari in 18 anni per stoccare i residui all’interno delle montagne Yucca, lì dovrebbero essere al sicuro per 10 mila anni… hanno già cominciato a contaminare l’area.
(“ Davvero l’Italia crede di poter far meglio di noi? L’esperienza di Napoli non autorizza troppo ottimismo. E questa volta i rifiuti sarebbero nucleari, con conseguenze inimmaginabili”).

4 – Il “propellente” per il nucleare scarseggia. Gli studi dell’agenzia internazionale per l’energia atomica dicono che l’uranio comincerà a venir meno dal 2025-2035, come il petrolio, e i prezzi, quindi, andranno su. Si potrebbe usare il plutonio, peccato che si presti divinamente a farci le atomiche.

5 – Il nucleare ha bisogno di troppa acqua. Il il 40% dell’acqua potabile francese serve a raffreddare i reattori. 5 anni fa molti anziani morirono per il caldo, e scarseggiò l’acqua per raffreddare gli impianti, sicché fu ridotta l’erogazione di energia elettrica. E morirono ancora più anziani per mancanza di aria condizionata.

La mia opinione è questa: l’energia serve per fare funzionare tutto, dagli ospedali alle auto. Ma mentre dei primi non vogliamo e possiamo fare a meno, delle seconde siamo sicuri di avere assoluto bisogno? Intendo provocatoriamente sottolineare un aspetto: è vero che dobbiamo cercare energie pulite, ma anche mettere in discussione i nostri obiettivi.
Inoltre: possiamo permetterci di installare centrali e di interrare fusti che ci garantiranno radiazioni per migliaia di anni?
Ai nostri figli che mondo lasciamo?

13 mar 2011

Tsunami dei ricordi

Mi colpivano sempre le storie che mi raccontava mia madre a proposito della guerra.
Di quanto poco avessero ma soprattutto di come temessero di trovarsi senza nemmeno quel poco a causa dei bombardamenti.
Ricordo che l'idea di perdere tutto mi angosciava, di potermi ritrovare anche io un giorno in una situazione nella quale non avrei avuto più nulla, in cui avrei dovuto ripartire da zero.
Non pensavo tanto agli affetti, che naturalmente erano la cosa più cara, ma a tutto il resto.
E soprattutto mi angosciava l'idea di potere perdere per sempre alcuni oggetti, come una foto o un gioco, che consideravo simbolici, ai quali ero così legato!
L'idea di perdere alcuni ricordi per sempre mi creava panico.
Bene, questa sensazione l'ho rivissuta i questi giorni osservando el immagini del Giappone travolto da terremoto e tsunami.

11 mar 2011

Ricchezze indecenti (ovvero la classifica dei più ricchi d'Italia)


Non so perché - e mi sento un disadattato in questo caso - ma oltre una certa soglia considero la ricchezza economica di una persona una vera indecenza. Anche perché bisogna perseverare per costruirsela (salvo clamorose botte di fortuna che però non fanno statistica) e tanta perseveranza ad un certo punto mi diventa sospetta.
Ogni anno la rivista Forbes stila la classifica mondiale degli uomini straricchi. Quella è la classifica della indecenza (non è l’unica a questo mondo né la peggiore sia chiaro). Di questi Zio Paperone ce ne sono anche da noi.
Primo degli italiani è Michele Ferrero, patron della multinazionale nota in tutto il mondo per la Nutella, che è il numero 32 in classifica, con un patrimonio netto di 18 miliardi di dollari.
71° è il presidente di Luxottica, Leonardo Del Vecchio, che ha un patrimonio di 11 miliardi di dollari.
Silvio Berlusconi ha un patrimonio netto di 7 miliardi e 800 milioni di dollari che gli frutta, fuori dai primi 100 al mondo, il 3° posto in Italia.
Poi seguono:
Giorgio Armani al quarto posto, con un patrimonio di 7 miliardi di dollari
Carlo, Giuliana, Gilberto e Luciano Benetton, dal quinto all’ottavo posto, con 2,4 miliardi di dollari a testa
Mario Moretti Polegato, della Geox, con 100 milioni di dollari, nono tra gli italiani.
Poi i “poveracci”: con 1 miliardo e 500 milioni di dollari: il fondatore del gruppo Mediolanum, Ennio Doris, l'editore e costruttore Francesco Caltagirone, il fondatore di Alleanza Farmaceutica Stefano Pessina, con 1 miliardo e 400 milioni di dollari.

07 mar 2011

Minzolini a spasso, se non ora quando?

E due. Seconda sconfitta per la RAI. Il tribunale di Roma ha rigettato il ricorso contro l'ordinanza che aveva ordinato il reinserimento della giornalista Tiziana Ferrario nelle funzioni di conduttrice del Tg1 e di inviata per i grandi eventi.
"Sussistono elementi indiziari che convergono univocamente nel far ritenere che lo spostamento della lavoratrice dalle mansioni di conduttrice di telegiornale sia da addebitare più che ad effettive esigenze organizzative ad una volontà ritorsiva posta in essere dai vertici della redazione al fine di sanzionare il dissenso manifestato dalla giornalista nei confronti della linea editoriale impressa al telegiornale dal direttore".
Una vendetta insomma, che porta la firma dell’ineffabile direttore di RAI 1, Augusto Minzolini.
Il presidente della Rai, Paolo Garimberti, ha commentato laconicamente:
"Le sentenze della magistratura si applicano, non si commentano".
Per la Federazione nazionale della Stampa il reintegro "è un atto di legalità".
Il povero Minzolini - sebbene sempre più isolato nella propria posizione - ha già ripetuto, dopo questa sentenza, il suo mantra, ovvero che la Ferario ha levato il lavoro a giovani giornaliste restando “incollata alla sedia” per 28 anni. Coerente se non altro alle panzane già dette. Immaginate quanti giovani sarebbero contenti di vedere rimosso il proprio padre, competente professionista, dopo 28 anni di lavoro, con una scusa così pretestuosa.
Anche l'Usigrai, l'unione sindacale dei giornalisti Rai, dà addosso a Minzolini:
"Al di la del provvedimento riguardante Tiziana Ferrario sono le motivazioni a esigere un intervento aziendale".
Ora infatta urge una domanda: se il giudice ha rilevato una chiara volontà ritorsiva da parte di Minzolini, perché questo non viene sanzionato e mandato a spasso?
Un buon servo di norma un padrone poi lo trova sempre.

Chi vende le armi alla Libia?

L'ipocrisia è una gran brutta bestia.
Ecco un'altra dimostrazione. Crisi libica, ora il Governo italiano prende le distanze. Ma fino a poco tempo fa si vantava della amicizia tra il Premier Silvio Berlusconi e il Rais Gheddafi.
Tutto scorre, oggi Maroni allarmato ricorda che un intervento armato in Libia da parte dell'Occidente sarebbe un errore. Troppo vicino a noi eh?
Contraddizioni e opportunismo. La nostra economia - con questo dittatore - ci fa e faceva affari, compresa la compravendita di armi.
Sapete quali sono i paesi maggiori fornitori di armi alla Libia? Clicca e fai l'amara scoperta.